L’America contro Bush

August 19, 2005, 11:41 am

A MACERATA – Giancarlo Giulietti

Insegnante, ex calciatore, poi allenatore (quest’anno al Tolentino) e attualmente consigliere provinciale dei Ds, a 59 anni il civitanovese Giancarlo Giulietti sceglie di darsi alla solidarietà e al volontariato. A fine agosto se ne andrà in pensione (dopo 36 anni di insegnamento) e a settembre volerà in Brasile. Destinazione: Belo Horizonte, 2 milioni e 300.000 abitanti, quasi 5 milioni con l’hinterland. Si occuperà dei “ninos dei rua”, i ragazzi di strada, in un centro di aggregazione nato per iniziativa di un sacerdote di Porto San Giorgio, don Luigi. A Civitanova vi aderiscono diverse famiglie che si attivano con adozioni a distanza, aiuti, iniziative. Anche il presidente Silenzi ha detto che andrà a trovarlo. Magari con qualche fotografo al seguito….

IN ITALIA – Susanna Ferriccioni

Una coppia che si era quasi arresa all’impossibilità di avere figli, dopo averne già perso uno nel 1999, si trova da ieri mattina ad averne quattro. La mamma è Susanna Ferriccioni, 34 anni di Montegiorgio. Come lei nelle Marche ce ne sono una ogni 575.000. Già, perché quello che si è verificato ieri mattina intorno alle nove al Centro di procreazione medicalmente assistita del Salesi di Ancona, di fatto l’unico centro pubblico di fecondazione assistita già operante nelle Marche, rimarrà un evento segnato negli annali. Un parto quadrigemino dovuto a inseminazione intrauterina.

NEL MONDO – Cindy Sheehan

E’ una donna californiana di 48 anni, la madre di uno dei 1.800 soldati americani morti in Iraq. Una donna piegata dalla sofferenza che chiede a George W. Bush di spiegarle perché suo figlio è dovuto morire a 24 anni, il 4 aprile 2004. Si chiamava Casey, era un meccanico di Humvee, ma ora è un eroe anche lui, quasi un simbolo di tutti i ragazzi americani morti in questa maledetta guerra. E l’immagine di sua madre che piange tenendosi stretta al cuore la bandiera a stelle e strisce nella quale era avvolta la salma del figlio, è diventata l’icona di tutte le Peace Mom, le mamme pacifiste d’America. La minuscola tenda che Cindy aveva sistemato sul ciglio della strada, a otto chilometri dal ranch di Bush in Texas, è diventata “Camp Casey”, l’accampamento della pace. Sull’erba sono spuntate centinaia di croci bianche con i nomi dei soldati caduti. E da tutti gli States continuano ad arrivare rinforzi per Cindy, decine, centinaia di persone con zaini e tende. Il New York Post, tutt’altro che antibushiano, già sottolinea come la protesta di Cindy, metta in risalto il “crescente sentimento popolare che l’amministrazione Bush non è al passo con la realtà e che i costi del conflitto iracheno siano eccessivi”. Ed è una patata che diventa ogni giorno più bollente: basti pensare che secondo l’ultimo sondaggio CNN-Gallup, il 56% degli americani sarebbe favorevole a un ritiro immediato delle truppe. Soltanto il 26%, secondo un altro sondaggio, condivide la posizione del presidente: restare “fino a quando sarà necessario”. L’altra sera l’America di Cindy ha organizzato veglie di preghiera, almeno un migliaio dicono, dall’Atlantico al Pacifico. Presto Cindy si trasferirà a Washington e con lei si porterà dietro tutto l’accampamento. Chissà se il presidente alla fine si deciderà a incontrarla. E’ già passato due volte nei pressi di Camp Casey: sabato in auto, e tre giorni fa in bicicletta, allenandosi con il suo amico Lance Armstrong, anche lui texano, anche lui favorevole al ritiro delle truppe dall’Iraq.
Bollettino di guerra – All’obitorio di Bagdad a luglio sono stati contati 1100 cadaveri di civili. Per il contingente americano, invece, è stato agosto il mese più pesante in termini di vite umane. Sono almeno cinque i soldati morti negli ultimi giorni aggravando il bilancio delle perdite Usa da marzo 2003: 1.851 militari.

NELLO SPORT – Flavio Roma

Il 30 marzo scorso ha debuttato in nazionale contro l’Islanda (0-0) diventando il primo portiere azzurro proveniente da un campionato straniero. La seconda presenza a New York con l’Ecuador, la terza mercoledì sera, a Dublino. Per uno che era stato messo alla porta dal calcio italiano, e nel suo caso è qualcosa di più di una frase fatta, gran bella rivincita ritrovarsi a 31 anni portiere della nazionale, vice-Buffon nel momento del bisogno, protagonista nel finale della vittoria contro l’Eire, seppur in amichevole. Nato a Roma, Roma ha giocato un solo campionato in serie A, nella stagione 1993-94 con il Piacenza. La stagione successiva in B, poi nell’estate del 2001 il passaggio al Monaco, dov’è tuttora.

by Matteo Zallocco

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