Vino Cotto, Alcool e paradossi

October 27, 2005, 6:20 pm

Diciamolo, oggi sappiamo tutti cosa sono gli antiossidanti e il nome resveratrolo non è sconosciuto ai più. A chi va il merito? lo dobbiamo ai francesi che per primi parecchi anni fa hanno dato il via con il paradosso francese alla rivalutazione nutrizionale delle bevande alcoliche, in particolare del vino rosso. Come spiegare la bassa mortalità per patologie cardiovascolari in alcune aree della Francia nonostante il grande consumo di alimenti ricchi di grassi, come formaggi e foie gras? Un attento esame da parte dei ricercatori ha individuato nel consumo moderato di vino, il fattore protettivo e da quella ricerca ne seguirono molte altre finalizzate a comprendere quali molecole contenute nel vino fossero coinvolte e si sono compresi i meccanismi molecolari con cui certe sostanze (polifenoli) esercitano un ruolo protettivo contro l’insorgenza dell’aterosclerosi.

Anche gli emiliani non sono stati a guardare. Quando si evidenzia che nonostante la dieta ipercalorica, in Emilia Romagna l’incidenza di mortalità per patologie cerebrocardiovascolari è decisamente bassa, si afferma che è merito delle “cumarine” del Lambrusco Modena. Parola di Carlo Fernandez, direttore del College di cardiologia pratica presso l’Università di Firenze. I produttori di altre bevande alcoliche tra cui la birra non hanno fatto attendere la loro reazione e sono stati già pubblicati dei lavori scientifici in cui si evidenzia che anche una birra daì..può essere salutare…

Poi sono venuti i produttori di superalcolici, il whisky che si è scritto combatte il cancro. E perfino un bicchierino di vodka può far bene. E il Martini no? Certo, basta che sia ben shakerato!

E veniamo alla nostra regione. Quando non c’erano integratori e supplementi, ci si affidava a cibi e prodotti del territorio per recuperare le forze e per curare alcune malattie..La medicina popolare riconosceva ad alcuni prodotti capacità terapeutiche particolari. Tra quelli a cui venivano riconosciute proprietà particolari vi era il vino cotto o “vi’ cotto” ,”vi’ cuot”. Recenti studi hanno dimostrato che durante la preparazione del vino cotto avvengono delle reazioni chimiche e “la caramellizzazione degli zuccheri e la cosiddetta ‘reazione di Maillard’, che si sviluppano durante la fase di cottura del mosto, gli danno un potere antiossidante due o tre volte superiore a quello del vino bianco. La Coldiretti in collaborazione con le Camere di Commercio di Macerata ed Ascoli, ha promosso la costituzione di un’associazione di produttori e la redazione di un disciplinare di produzione, per poi puntare alla Dop, Denominazione di origine protetta. A quando il paradosso maceratese?

D’accordo, conosciamo gli antiossidanti -ubiquitari nel mondo vegetale, sappiamo come agiscono e catturano i radicali liberi, combattono l’invecchiamento cellulare e aiutano a prevenire malattie come quelle cardiovascolari e tumorali. Non dimentichiamo però che molto è ancora da studiare, in primis se queste molecole contenute nel vino e in altre bevande alcoliche dopo l’assunzione, entrano in circolo in quantità adeguate per esercitare i loro benefici effetti. Inoltre teniamo sempre ben presente che accanto agli antiossidanti, le bevande alcoliche contengono etanolo e non si dovrebbe assumerne in quantità eccessive. Anche per il vino il consumo dovrebbe essere in occasioni dei pasti e mai a digiuno.

Cin Cin! Prosit!

Salut! Trink!!

Fonte Immagine: Concorso Spirito Di Vino(2003).

by giovi

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1 Response to “Vino Cotto, Alcool e paradossi”



  1. 1 Luca, il sommelier maceratese DOC « Cronache Maceratesi Archives Trackback su 3 giugno 2009 alle 18:01
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