Archivio per gennaio 2006

InEDITA: la carica dei bloggers

January 27, 2006, 8:27 pm

Mancano pochi giorni all’apertura di InEdita,il salone della piccola editoria libraria, musicale e multimediale che si terrà dal 2 al 5 febbraio 2006 a Genova. Ci sarà spazio anche per case editrici che navigano il web in cerca di autori sconosciuti, tavole rotonde e incontri dedicati ai blogs con numerosi bloggers tra i partecipanti, molti di loro hanno animato nei mesi scorsi InEdita Blog.

Sabato 4 febbraio alle 15, si terrà la tavola rotonda “Il valore delle idee come cultura” a cui parteciperanno Franco Abruzzo, presidente dell’ordine del giornalisti della Lombardia che parlerà di “Tutele delle professioni intellettuali” e Maurizio Maggiani, con l’intervento “Facciamola finita con ‘sto diritto d’autore“. Domenica mattina 5 febbraio, si terrà il convegno “I blog; la rete relazionale” a cura di Marina Bellini con la partecipazione di Mitì Vigliero. Durante l’incontro, si svolgeranno performances degli attori della Scuola di recitazione del Teatro Stabile che interpreteranno alcuni testi degli scrittori della rete. Durante la fiera si svolgerannno tanti piccoli eventi multimediali, esibizioni musicali, performance artistiche e teatrali, una quarantina di presentazioni nella “Cantina del libro”, mostre sul lavoro portuale, sulle discariche (promosse dalla casa editrice liberodiscrivere).

Tra i protagonisti di Blog e Bloggers della domenica pomeriggio ci sarò anch’io, parlerò della mia passione per la scrittura sul web, di come è nato TRASHFOOD e di cosa si occupa con un intervento su “Blogs tra informazione e incultura alimentare“. Con me altri bloggers marchigiani, ci saranno Antonio Tombolini che interverrà su “I bizblog e la Micromarca” e Letizia Saturni che presenterà “NotOnly gluten free:un blog sulla celiachia”. Ecco il programma della domenica pomeriggio con gli altri interventi.

Bloggers maceratesi, se passate da quelle parti manifestatevi!

Info: InEdita

by giovi

La farrecchiata: una polenta speciale

January 19, 2006, 7:35 pm

Se dico farrecchiata, cosa vi viene in mente? probabilmente la parola vi sarà sconosciuta. Si tratta del nome di una ricetta dove entra come ingrediente la roveja, anche detta rubiglio o corbello (Pisum sativum ssp. Arvens). Con questo nome si indica un piccolo legume, simile ai piselli, tradizionalmente coltivato nelle Marche. Principalmente era utilizzata come foraggio per gli animali in consociazione con il favino, ma si usava anche per l’alimentazione umana, soprattutto nelle aree montane dei Sibillini. Insieme ai legumi più conosciuti, la roveja era in passato largamente diffusa in tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana. A Preci, località vicino Norcia, esiste ancora oggi una fonte detta dei “rovegliari” e sparsi sul territorio diversi riferimenti storici che testimoniano la presenza della roveja. Nelle famiglie contadine più povere, era usato in passato come legume da consumare fresco o, ridotto in farina, per cucinare appunto la “farrecchiata”. Questo piatto viene ancora oggi ricordato dagli anziani contadini dell’area dei Monti Sibillini. La crisi di questa coltura è iniziata nella seconda metà del ventesimo secolo, quando la selezione genetica e l’avvio di allevamenti specializzati hanno fornito animali con migliori performances produttive e richiesto la coltivazione di foraggi con un più alto valore energetico. L’evoluzione in campo zootecnico, combinata con l’aumento di benessere, e la maggior redditività di altre colture hanno determinato le condizioni per un rapido declino della coltura.In questo modo, oltre ad essere stata sostituita nei campi, la roveja è scomparsa anche dalle tavole dei contadini. Attualmente la roveja è oggetto di attenzione in progetti di valorizzazione agronomica e tra le future prospettive vi è l’impiego nell’alimentazione rivolta ai celiaci poiché questo legume non contiene glutine che è una sostanza dannosa per i pazienti affetti da celiachia. Un ruolo importante nel progetto è svolto dal Centro Ricerche e Sperimentazione per il Miglioramento Vegetale (CERMIS) “N. Strampelli” che ha sede a Tolentino (MC). Il Cermis è un’associazione fondata nel 1983 e ha sede ed opera in provincia di Macerata in un’area fortemente vocata all’agricoltura

Ma come si prepara la farrecchiata? Se volete provare, dovete procurarvi i seguenti ingredienti: farina di roveja, acqua, lardo, cipolle, pecorino e olio extravergine di oliva. Preparazione: La procedura per la preparazione della farrecchiata è la stessa della polenta di mais quindi la farina di roveja viene sciolta lentamente nell’acqua prima che questa arrivi ad ebollizione per poi essere cotta per circa un’ora. Il condimento tradizionale della polenta di roveja era molto povero e fatto con cipolle appassite nel lardo o acciughe ed aglio. Per aumentare sapore e valore nutrizionale del piatto, possono essere aggiunti formaggio e olio. Questa polenta può essere consumata anche il giorno dopo, a fette, arrostita sulla brace, in forno o in padella. Oggi in alcuni agriturismi maceratesi vengono proposte diverse varianti costituite tutte da condimenti più ricchi, come carne di maiale, agnello, pomodoro.

Bibliografia e immagini:Cermis

by giovi

Che McOlimpiadi!

January 12, 2006, 10:59 pm


10 gennaio 2006, come previsto, la Fiaccola Olimpica, in viaggio verso Torino, sede delle prossime Olimpiadi invernali, è passata nelle Marche. Macerata e Recanati le tappe principali nel maceratese. Tedodofori, sponsors e gadget come da copione, numerosi cittadini ai bordi della strada a salutare. Da parte di chi ha seguito l’evento, emozioni contrastanti per la presenza degli immancabili sponsors al seguito del viaggio della fiaccola Olimpica per le varie regioni italiane.
Tra gli sponsors vi è la Coca Cola, il partner più “longevo” e regolare delle Olimpiadi. La sua collaborazione tra Coca-Cola e i Giochi Olimpici ha avuto inizio nel 1928 e da allora si è ripetuta per ogni edizione dei Giochi.
In attesa dell’inaugurazione, si sta lavorando per allestire le varie aree di accoglienza e per la ristorazione che servirà migliaia di pasti nei giorni delle competizioni. Chi ha vinto la gara d’appalto per il servizio di ristorazione alle prossime Olimpiadi? la McDonald’s In altri termini, McDonald’s è il ristorante ufficiale dei Giochi e allestirà due nuovi ristoranti nel Villaggio Olimpico di Torino e nel Centro Stampa Principale al Lingotto dove verranno accolti migliaia di atleti, tecnici e accompagnatori delle nazionali e giornalisti. I nuovi locali andranno ad aggiungersi ai 13 ristoranti McDonald’s già attivi nella città di Torino. McDonald’s si presenta ai Giochi Olimpici per la quinta volta come Top Sponsor e per la sesta come Ristorante Ufficiale.
In occasione della manifestazione olimpica, novità in arrivo. La nuova iniziativa della multinazionale è quella di fornire le informazioni nutrizionali, già esposte nelle locandine, anche sugli incarti. Ti mangi un Big Mac e allo stesso tempo leggi cosa c’è dentro. Mangiare informati: quanti grassi, quante calorie, quanto sodio ecc…e se oltre alle calorie ci facessero sapere anche gli ingredienti e gli additivi? sarebbe davvero utile.

Ora immaginate lo stupore di giornalisti, atleti, allenatori, turisti e appassionati nel vedere che al posto di bagna cauda, formaggi DOP e vini piemontesi DOC, troveranno un BigMac al self-service olimpico e qualche milk-shake come dessert.. Ma come può essere accaduto? Interrogativi che nascono in relazione alla regione ospitante, il Piemonte, dove per la precisione a Bra, vi è la sede della Slow food che del mangiare bene e lento è promotore, e non a caso a Torino si svolge il Salone del gusto. La Regione Piemonte e anche le altri regioni italiane, spendono grosse cifre per foraggiare Saloni del Vino, del Gusto e per promuovere il made in Italy all’estero. Quale miglior occasione come quella dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 per affiancare allo sport e ai suoi valori uno spettacolo di gusti e sapori? Possibile non sia sfuggita la cosa e proprio nessuno del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali o altre istituzioni vogliano far mangiare e bere italiano agli atleti, agli accompagnatori, alla stampa estera e alle migliaia e migliaia di appassionati che assieperanno piste di sci e palazzetti del ghiaccio?

Fonte: Asapress, TRASHFOOD, Foto di Roberto Blarasin

by giovi

Le memorie del professor Capizzano

January 12, 2006, 12:42 am

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A MACERATA – Ezio Capizzano

“L’ultimo dei baroni nel campus di tulipane”. E’ uscito il libro di Ezio Capizzano sulla vicenda dei video hard all’Università di Camerino che lo ha fatto diventare famoso un po’ ovunque.
Guardate qui per scoprire tutti i particolari e vedere le immagini dei video.
Qui invece aveva annunciato: “sarà un best-seller, le case editrici faranno di tutto per averlo”. Ora è stato pubblicato dalla casa editrice di Tolentino “Comunicare” ma i primi commenti non sono così entusiasti. Il libro è vietato ai minori, perché i contenuti sono più che espliciti. Sarà venduto al prezzo di 17 euro.
“Non hanno avuto il coraggio di dire che avevano provato attrazione per me”, ha spiegato Capizzano riferendosi alle sei ex studentesse finite nell’inchiesta penale come concusse o come presunte vittime e di cui nel libro vengono riportate le generalità complete. “L’intento della pubblicazione – ha dichiarato l’ex docente di diritto agrario e commerciale – è ristabilire la verità”. E si tratta solo dell’inizio. Capizzano ha infatti pronti altri cinque libri.
Rifarei tutto quanto… Ma cambierei posto. :)

IN ITALIA – Diego Cugia
Vedi post precedente.

NEL MONDO – Ajay Puri

Compirà 10 anni a settembre, Ajay Puri, indiano, è il più giovane creatore di siti internet del mondo. E non da oggi: quello personale lo ha realizzato a 3 anni. Tanto che, da allora, lo chiamano “il piccolo Bill Gates”. Un sogno che ormai è diventato realtà: il bambino ha potuto incontrare di persona il fondatore di Microsoft che, incuriosito, ha voluto conoscerlo. Ed è rimasto così impressionato da concedere che il sito di Ajay (www.microsoftkid.it) contenesse la firma microsoft.

E ora i capi di stato e di governo se lo contendono.

NELLO SPORT – Alessandro Del Piero

Tripletta storica alla Fiorentina in Coppa Italia: Alex (185 gol) stacca Boniperti e diventa il primo bomber della Juventus di tutti i tempi. Il numero uno.

Guardate qui per saperne di più.

by Matteo Zallocco

Jack Folla c’è

January 11, 2006, 12:48 am

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Alcatraz non è solo una prigione. Alcatraz è ovunque. In tutti noi.
Migliaia e migliaia di Alcatraz con tante celle con dentro migliaia di “Io”.

Ci sono Io Presentabili ed Io Impresentabili.

Quando andiamo in giro per le strade, scegliamo quasi sempre d’indossare la nostra personalità più presentabile, l’Io da passeggio, o l’Io vestito da sera. Quello che ha maggiori possibilità di sopravvivere, forse perché è la nostra coscienza più mediocre, quella che dice sempre “Sì” o “Ni”, quella che abbassa gli occhi di fronte alle ingiustizie, alla corruzione, alla miseria e al dolore degli oppressi, dei diversi, dei deboli “perché non ti conviene; perché ti metti nei guai; perché va’ con chi vince; perché sta zitto e fregatene, in fondo non sono affari tuoi. Ma la stoffa di questo “Io” da passeggio poi ci soffoca, è una seta gelida, un’anima morta. L’Italia è piena di questi sudari che camminano. Allora noi abbiamo cercato caldo all’inferno, perché siamo partiti alla ricerca di Jack, il “nostro” Jack: quello rinchiuso al buio in una gabbia così inaccessibile che nessuno lo potesse sentire, perché era stato “cattivo”, il più cattivo di tutti noi “Io”.

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Jack quello che dice sempre No, l’insolente, il vagabondo, il sognatore, il ribelle, il rompiballe, la nostra personalità più impresentabile, quello che se non riesce a farsi amare si fa odiare, quello che “tu finirai male, figlio mio”; Jack l’ultimo della classe, il guastafeste, capace d’ingraziarsi i potenti e, quando è in cima ai loro favori, di sbeffeggiarli, ma nessuno lo potrà mai capire perché è un gioco a perdere, un calcio al Potere. Jack, la luna nera. Il condannato. …Ma anche l’uomo capace di sognare di essere un albatro e di volare verso un sole d’oro.

Jack è quello che ci sentiamo di fare veramente. Jack è la nostra verità.
(Da Jack Folla c’è.)

Leggete qui.

Jack Folla è tornato e con lui torna – dopo qualche settimana di silenzio – “il personaggio del giorno”. I protagonisti a Macerata, in Italia, nel mondo e nello sport raccontati dalla nostra Alcatraz, dalla cella di Cronache Maceratesi.

Jack Folla lo hai conosciuto alla radio, per caso. E non hai potuto non ascoltarlo, tutti i giorni alle 14, su Radiodue. Poi sei andato in libreria e hai portato a casa i suoi libri…

IN ITALIA – Diego Cugia

…Ora è tornato, sempre alle 14, su Radio 24. Non parla più da Alcatraz ma dall’aldilà, non lo fa più con la straordinaria voce di Roberto Pedicini e non usa più il nome Jack Folla.

Diego Cugia è tornato.
E oggi ascoltarlo di nuovo alla radio è stata una grande emozione.
Jack Folla, in realtà, non se ne è mai andato, ma è sempre stato prigioniero.

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Domani i personaggi del giorno A MACERATA, NEL MONDO E NELLO SPORT.

Si riparte!

by Matteo Zallocco

I nostri Oscar

January 8, 2006, 10:13 pm

E’ stata la settimana degli Oscar.

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Ecco i magnifici sette (anzi sono di più… )

Categoria post dall’estero. Premio speciale al miglior post straniero. And the winners is… Nazzarè.

La classifica. 1) Nazzarè da Siviglia con 9 voti; 2) Mariana da Buenos Aires con 5 voti; 3) Sofia dall’Australia e Jahat dalla Malesia con 3 voti 5) Jack da Brighton con 1 voto.

Ciao a tutti
sono stato a porto da fury’.dopo un viaggio di 13 ore arriviamo li’.la citta’ e’ bella,particolare,ci sono palazzi decadenti,abbandonati,tutti colorati,le strade sono tutte salite e discese come san francisco,c’e’ poi una parte che e’ patrimonio dell’unisco.e’ un quartiere vicino al fiume.incantevole vederlo con il tramonto i gabbiani,i bambini che giocano per strada mentre si beve un bicchiere di porto(bono,pero’ per me ade’ meglio lo vi’ cotto de nonno).la casa de fury’ e’ tutta in legno,ci sono tre piani,tutti italiani,e la cosa piu’ bella e’ la saletta chill out,una stanza con materassi ,disegni ,lci psichedeliche ,e play station.
una sera siamo andati ad una festa a casa di una che sembrava una cantina,io me ne vado fuori sul giardinetto e dopo un po’ come di consuetudine viene a parlarci in cerchio il solito sbornione di turno.sicco co li capigli lunghi,mezzo gobbu che parlava in portoghese.un personaggio.
un’altra sera siamo andati in un locale fico,l’entrata era un portone di una casa,se non sapevi dell’esistenza di questo locale non l’avresti mai trovato.dentro sembrava una casa incrociata con un centrosociale.c’era musica irlandese,tutti che ballavano,il pavimento in legno sobbalzava e mi cagavo sotto perche’ pensavo che da un momento all’altro si potesse rompere.
la figa a porto non ce n’e’,brutte poche e se la tirano,pero’ la barista non mi ha fatto pagare la birra.l’ultimo giorno prima di partire andiamo alle cantine e dopo un giro turistico ci spariamo una bottiglia di porto da 17 euro.
dopo il viaggio di ritorno,distrutto ritorno a siviglia alle 6 del mattino.la sera stessa abbiamo fatto la festa di addio mia e di angelo.ancora mi devo riprendere fisicamente.
alla festa abbiamo attaccato un cartellone dove la gente poteva scrivere i saluti.
ad un certo punto,come a tutte le feste che sono stato arriva la polizia.la vicina ci ha denunciato per il troppo rumore e ci hanno preso i dati.ma non succede niente di male ,e’ solo un avviso.il giorno dopo il padrone ci voleva cacciare di casa ma poi l’abbiamo convinto.ah,la sera della festa c’era anche la marocchina…a fine serata tutta la gente si e’ ritrovata in camera mia per parlare fino al mattino.
ieri se ne e’ andato angelo,siamo stati in camera mia a parlare con gli altri della casa.pura nostalgia,gente che piangeva,e discorsi del tipo:e’ tutto finito!” oppure:”ti ricordi di quella volta che…”
ieri sera sono rimasto in casa ,tutti francesi,me fanno paura,so in tanti,da casa di italiani si e’ trasformata in casa di francesi.ora tra ospiti vari e gente che vive li’ saremo tipo in 13.una comune.stasera vine jasmin con una sua amica a trovarmi e non so dove metterli.

ormai mancano pochi giorni alla conclusione del mio erasmus ,cioe’ la fine della piu’ grande esperienza della mia vita.posso dire che qua ho vissuto,ho vissuto intensamente.altro che stare  in casa a studiare ed uscire senza conoscere mai nessuno!
qua ho sperimentato la totale liberta’,in tutti i sensi.uscire sempre,ogni giorno qualcosa di diverso,conoscere persone nuove,parlare una lingua diversa con stranieri,e questo e’ una cosa che accomuna,non andare mai a dormire prima delle 4/5,svegliarsi sempre tardi,vivere in otto sotto lo stesso tetto,riuscire a superare tutti i momenti duri senza l’appoggio della famiglia,saper vivere anche con chi non e’ simpatico,rispettare gli altri e farsi rispettare,andare spesso alle festa(con tutto quello che concerne una festa),andare con ragazze diverse,trovare un amico come angelo,tornare a casa e trovare sempre qualcuno della tua eta’ con cui parlare,non pensare a niente seno’ a quello che si fara’ la sera,saper accettare i modi di fare differenti delle persone,sfogarsi dopo 24 anni di frustazioni maceratesi,fare totalmente una nuova vita dove nessuno ti conosce,saper dare il giusto peso alle cose,capire che nella vita le cose importanti non sempre sono sempre quelle che si pensano e sapersi conoscere meglio dopo le cazzate che inevitabilmente si fanno,capire che l’unica cosa di cui bisogna aver paura e’ di se stessi….etc..
questi sono solo alcuni dei motivi per cui mi fa considerare questa esperienza come unica e penso che qualsiasi persona dovrebbe fare nella propria vita l’erasmus,perche’ anche se e’ uno “spreco”di tempo dal punto di vista dello studio,e’ un immenso guadagno dal punto di vista personale.in questo erasmus fortunatamente ho fatto tutto quello che volevo fare,tutte le aspettative sono state soddisfatte.grazie a Piero per aver creato questo spazio appositamente per me e Elio,garzie a tutti gli amic che mi hanno seguito grazie il forum.grazie soprattutto all’appoggio materiale e morale in questi sei mesi,e soprattutto grazie a Dio per aver creato l’erasmus.
vi auguro a tutti felicita’ e serenita’,ci vediamo presto nella nostra fottuta citta’
Roberto(il nazza)

Categoria post comico. And the winner is… Edoardo De Michelis (alias Giovi, Mariana e Paula).

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La classifica. 1) Giovi, Mariana, Paula e i fratelli dell’homo sapiens con 7 voti; 2) Piero e il test per diventare moderatrice 6 voti; 3) Franci e il trattato al femminile 3 voti; 4) Pisà (esempio di comicità involontaria) e Andrea (e la fenomenologia del cazzaro) 2 voti; 6) Dodo (e ricordi di scuola) e le faccine di ipno 1 voto.

Categoria post attualità, politica, economia e società. Vincono a parimerito Coppò e Alzata con Pugno.

La classifica. 1) Coppò (e l’eutanasia) e Alzata con Pugno (la violenza contro le donne) con 4 voti; 3) La lezione di Luparè con 3 voti; 4) Franz (e l’America), Mariana (e l’Argentina), Andrea (e l’aborto) con 2 voti; 7) Luca Tgl (su Papa Giovanni Paolo II) e Coppò (sul referendum) con 1 voto.

Coppò!. Come succede nella maggior parte dei casi, ti interessi di temi “particolari”, importanti, scomodi, soltanto quando ci sbatti il muso.

Poco più di 1 mese fa è morta una mia nonna dopo 3 anni di Alzheimer, aveva 70 anni, ma negli ultimi giorni era ridotta ad uno scheletro irriconoscibile. Di anni sembrava ne avesse 90, pesava sui 40 kg.
Ho l’altra nonna che da mesi è sulla sedia a rotelle, senza la possibilità di riuscire a parlare e muovere metà del suo corpo, per un ictus che l’ha colpita una sera nevosa lo scorso febbraio. La vedo spesso piangere, per dei dolori che non riesco ad immaginare, mi guarda e si tocca la testa, a volte mette le mani come se mi pregasse, come se mi chiedesse di aiutarla a farla finita.

Allora ho letto questo libro qua: http://www.internetbookshop.it/ser/serd … 8804548649

scritto da Umberto Veronesi.

Vi chiedo cosa pensate di questo tema, che spesso mobilità popolazione e mass media, di cui le tv fanno parlare politici, uomini di chiesa, ma mai (o comunque molto poco spesso) medici e personalità che a riguardo ne sanno molto più degli altri.

Perchè non posso decidere di morire?

alzata con pugno. La domanda nasce spontanea: nascere donna è una sciagura?
Ogni giorno, accendendo la tv o leggendo il giornale, si sente parlare delle abominevoli barbarie perpetrare ai danni delle donne: aborto selettivo, infibulazione, induzione alla prostituzione, stupro. Siamo nel 2005, il progresso sta giungendo ai massimi livelli, eppure non si è ancora arrivati a mettere la parola FINE ad una lunghissima serie di violenze. E non ci si riuscirà finché si continuerà ad alimentare lo sbilanciamento di potere tra i due sessi. Ad ogni latitudine, agli uomini e alle donne viene insegnato, fin da bambini, che esistono dei ruoli che comprendono stili di comportamento, attitudini, valutazioni, giudizi morali. Questo sistema è reiterato ed incoraggiato negli anni, nei secoli. Ed a nulla sono valse tutte le battaglie femministe. Anche  lasciando da parte le aberrazioni più raccapriccianti, le umiliazioni quotidiane che una donna deve subire sono innumerevoli: sentire gli apprezzamenti pesanti dei colleghi o degli uomini che passano per strada, ricevere continui insulti per il solo fatto di stare al volante, vedersi negare un lavoro perché ci si è sposate da poco e il rischio di rimanere incinta è molto alto, venire strumentalizzate dai politici in campagna elettorale, subire i deliri della moda che ci vorrebbe tutte anoressiche, essere considerate delle donne di “malaffare” sempre e comunque perché tanto quella parolina che inizia per /p/ ci sta sempre bene vicino ad un nome femminile.
Il diritto alla dignità umana, per la donna contemporanea, è ancora una miraggio.

Categoria post tematiche locali. And the winner is… Ipnocoppu.

La classifica. 1) Ipnocoppu e il divertimento con 6 voti; 2) Betz ricorda suo nonno Virgì con 5 voti; 3) Franci (su Corridonia), Jack (sulla Rata) e Jonny Rango (sul dialetto) con 2 voti; 6) Guido (sull’ecomostro), Stiletto Paradossale (sul Quadrilatero) e Tifosa Lube (sulla morte di Arki Golas) con 1 voto.

Sfrutto queste ore di cazzeggio per lasciare qualche mia personale impressione, legata soprattutto a macerata e provincia. Mi dispiace molto a non poterle mettere nella sezione giusta (“ragazze e ragazzi maceratesi”). In effetti qui ci stonano un po’, ma è sempre meglio dell’angolo fantacalcio!

Non so voi, ma io da qualche anno a questa parte noto che la voglia di divertirsi sta scemando: le feste non tirano più come una volta, siano esse paesane, della birra, del vino, universitarie o musicali. Le persone presenti a questi eventi sono sempre di meno e comunque sempre più fighette e meno attive.
Escono sempre meno persone, nell’entroterra ormai si assiste al decadimento di molte feste/sagre/eventi/e quant’altro. A me pare che il “divertimento” sia in declino e nel frattempo si sta modificando prendendo pieghe, per me, troppo “fighette”. Molte, se non tutte le feste più goderecce stanno perdendo moltissimo, come ad esempio la Festa della Spada a Camerino.
In discoteca e nei pub non ci si diverte più se non ti porti la giusta compagnia (guai ad uscire da soli! Sai che noia!). Gli universitari si stanno infighettendo anche loro purtroppo, togliendo molta spontaneità ad un ambiente che una volta era veramente eccezionale.
Sembra che quello che conta ora sia solamente apparire senza fare, mostrare senza esporsi veramente: tutte estetica insomma. E’ difficile parlare con gli estranei (diciamo di più con le estranee), di feste alla mano se ne trovano sempre meno in giro (non eccezionale ma carina quella organizzata a filosofia), di ambienti socievoli anche. Di persone a spasso la sera pure.

Oggi sembra che il popolo dei fighetti abbia preso il sopravvento sulle altre popolazioni, più normali, più trasandate, più drogate o alcolizzate, ma anche più spontanee e festose…più gustose insomma, almeno per me, per carità!
Trovo che la ricerca dell’allegria sia oggi più legata al mostrare un paio di scarpe da 200E (che poi hanno tutti) da Delizie piuttosto che nel socializzare o nel semplice dialogare, magari sparando decine e decine di “cazzate”, senza dare l’impressione di avere la puzza sotto il naso.

Trovo che sia più difficile divertirsi in questi ambienti “tirati”, preferisco di gran lunga a questo punto i rave, dove almeno la musica è migliore, la presenza femminile non è ectoplasmica e la falsità è annullata dalle droghe e pesanti. Oppure quelle più rustiche sagre paesane dove la sbornia col vì è obbligo morale. Almeno lì non si respira l’aria della “competizione estetica”, come la chiamo io…
Poi se pensiamo che i locali un po’ alternativi non esistono da queste parti o cmq quei pochi sono popolati solo da maschi (ma va?!)…

E’ vero che il divertimento dipende molto dalla presenza femminile, purtroppo! Ecco perché qua ci si annoia molto di solito. Secondo me molte ragazze sono ipercomplessate e preferiscono non uscire di casa piuttosto che sfoggiare una linea che non è proprio quella tanto reclamizzata da programmi per deficienti come Amici o Grande Fratello ecc… Fanno fatica ad accettarsi per come sono (per me sempre belle!) in questi ambienti troppo esigenti dal punto di vista estetico, dove l’essere è sottoposto all’apparire e quindi anche poco gratificanti per chi non è una completa deficiente.
Non penso che le ragazze trovino stimolante uscire la sera in questi posti.
Io alla fine dei fighetti e dei loro ambienti me ne sbatto ed esco lo stesso con gli amici, poiché con loro mi ci trovo benissimo. Ma le ragazze di solito non hanno amiche…
Molte preferiscono abbandonare la città per trasferirsi su una più grande e più lontana dove possono fare quello che qui non farebbero mai! (perfino sorridere ad un ragazzo!) Poiché si sentono più libere e meno vittima di “chiacchiere”. Ho visto ragazze di puro stampo “maceratese” trasformarsi non appena si lasciano alle spalle le mura cittadine…
E allora ne risentiamo anche noi, che a nostra volta siamo stufi di uscire di casa per spendere 20 E per un ingresso in discoteca o 5E per una birra, quando poi le ragazze latitano.

In giro mi pare di notare anche c’è molta più tristezza di una volta, forse è normale, crescendo si perde molta allegria e di certo non posso giudicare i ragazzini di adesso poiché non li conosco…
Ma è vero anche che la Depressione è ora un male sociale talmente forte che qualcuno ha lo ha indicato come la prima causa di morte nel “primo mondo” entro il 2050. In passato nemmeno si parlava di depressione: c’era meno coscienza del problema oppure c’era meno tristezza? Io penso tutte e due.

Ho vissuto una settimana in spagna, nella zona interna (presto vi racconterò tutto),  la stanno 20 anni indietro e vivono benissimo! Non ho visto un (UNO!) fighetto, tutti felici e sbracati. La legge permette questo cazzeggio colossale (utile a noi per “ricaricare le batterie”), senza ostacolarlo troppo con divieti o proibizioni. Le ragazze escono tutte e non si fanno tutte quelle pippe mentali che le portano alla depressione (poi ce le dobbiamo sorbire noi), dispensano sorrisi e non si comportano nella maniera opposta a come il nostro Dio ha comandato.
La, durante la festa paesana, vedevi solo ragazzi in giro, l’altro ieri alla Festa della Spada ho visto più vecchietti che giovani, molti più fighetti che “fattò”. Da quest’anno la festa camerte durerà solo due Week end e mai in passato ho visto gente alla rocca con la giacca e la camicia! Di bongo ne ho visti 2 e piuttosto timidi. Nemmeno una canna. Grazie a dio sul palco suonavano buona musica Rock e non Hip Pop…

Ci sarebbe molto altro da dire: la gente che non c’ha più un Euro, che tutto questo progresso che ci porterà agli stessi stati d’animo dei tedeschi/nordici o peggio dei giapponesi, che la quasi totalità delle ragazze sono un completo disastro sotto ogni punto di vista, che le leggi sembrano fatte per gli anziani e per proibire il divertimento privilegiando la quiete pubblica, che oggi bisogna lavorare la metà di più per prendere la stessa cifra, intanto si spende il doppio. Poi arriva il berlusca e dice che bisogna lavorare anche a Pasqua! Se lo psicologo ce lo paga lui…

Ringrazio Dio che ho molti amici con cui posso condividere molti interessi… se il mio divertimento provenisse solamente dalla “vita notturna” maceratese o dalle ragazze (maceratesi)  non so quanto riuscirei a “scaricarmi” la sera! C’ è da considerare anche che macerata ha un’ altissima percentuale di ragazze, vista la tipologia dell’ università!
E tra un po’ si va pure a lavorare…8 ore al giorno per tutta la vita! Lavorare e rinunciare a molte mie attività non mi spaventa…mi fa più paura invece l’incapacità cronica femminile di gestire questa “parità” sociale, che qualcuna ha voluto prima di loro ma che troppo poche sembrano volere oggi, cmq questo è un altro discorso!

Categoria post sport. And the winner is… Franz. Franz (con il cappello) insieme a Rick (secondo classificato). La classifica. 1) L’impresa (sulla carta) di Franz con 8 voti; 2) Rick e la lode al calcio con 7 voti; 3) Luparè sul tifo con 5 voti; 4) Le pagelle di Alzata con pungo con 2 voti.

In viola il percorso. Saranno circa 45 km pieni di sali e scendi:

https://i1.wp.com/img333.imageshack.us/img333/3494/impresa9vs.jpg

Partenza: ore 5.30 a.m. di domenica 14 agosto 2005 (si, dopo l’eventuale falò! [dall’andazzo mooolto eventuale]) – SAMBUCHETO.

Arrivo (?): ore indefinite di un giorno indefinito – PORTONOVO.

Gran premi della montagna:

– Col de la Croix (3° categoria)
– Col du Recanà (2° categoria)
– Moint du Cameren (1° categoria)
– O alto du Coppò (Fuori categoria)

Se riusciamo a trovare qualcuno che ci riporta a casa – bici incluse – il che ci eviterebbe il temibilissimo Moint de l’Addoloràt, possiamo prevedere bagno e pranzo a Mezzavalle.

Categoria post personale. La vittoria di Piero. La classifica. 1) Piero (una dedica speciale) con 8 voti; 2) La laurea di Mke con 4 voti; 3) Falkenfanel (e il lavoro), Giovi (e il primo maggio), Tribale (e Macerata) con 2 voti; 6) Stefy (e il lavoro), Franz (e quello strano sogno) con 1 voto.

11 anni fa Lunedi 24 gennaio 1994 tornavo a casa dopo aver ripassato un pò di chimica da un compagno di classe.Era una serata gradevole tanto che con il mio potentissimo Fifty sfrecciavo su per la salita di S.Croce vestito di un semplice bomber.Avevo i capelli lunghi,stavo con una ragazza molto carina,in chimica ero davvero bravissimo ed alla virtus avevo fatto la prima settimana di palestra della mia vita.Per un ragazzo di 17 anni e mezzo questo era l’apice della felicità.
Imboccata la discesa dei garage trovo metà dei condomini che mi aspettano e mio padre per ultimo davanti al nostro garage che non sapeva come dirmelo…

11 anni.Eppure sembra ieri.
E sempre sarà cosi.

Piango ancora ma le lacrime non fanno più cosi male.

Mau,guarda quanto siamo cresciuti.Tanto lo so che ci leggi anche tu.

Categoria post relazioni online e offline. Andrea, promotore, maggior donatore e vincitore dell’asta benefica. La classifica. 1) Aiutiamo Peppino e Sandro con 14 voti. 2) Stefy el’amore eterno con 2 voti; 3) Margherita sull’amicizia e Mariana organizzatrice del raduno online con 1 voto.

Ho sempre avuto un debole per i deboli e chissà se non lo sono anch’io in fondo. D’altronde chi può dirlo. Ho visto i loro sguardi, ho incrociato i loro occhi e ho scoperto la gioia di vivere anche quando non è poi così semplice.
Avere un’opportunità per dare un contributo a chi ne ha veramente bisogno credo sia un’occasione per crescere. A volte si fa una grande confusione nel definire una persona “disabile”. A volte c’è veramente poca attenzione verso coloro che più ne hanno bisogno. A volte vorremmo fare a meno di loro perché accorgersene può farci soffrire. Eppure mai come in quelle occasioni in cui fingiamo di non vedere o di non sentire, i veri disabili siamo noi.

1) Da più di due anni, da quando non hanno più a disposizione un automezzo, i due fratelli Di Bartolomeo non escono dalla loro abitazione di via Pancalducci. Quei due fratelli che fin dall’inizio degli anni Ottanta hanno attirato l’attenzione di tanti maceratesi, sono stati i primi a girare in città con le carrozzine elettriche. Oggi Peppino e Sandro non possono permettersi tutta la somma necessaria per l’acquisto del pullmino che consentirà loro di realizzare un sogno: tornare a girare per le vie della città. Secondopiero.com con tutti i suoi amici, vuole lasciare il suo contributo per aiutarli a realizzare il progetto.

2) Secondopiero.com quindi vuole mobilitarsi per dare il suo contributo. Sarà messa all’asta la prima maglietta ufficiale “UNITED FRIENDS OF SECONDOPIERO.COM”, con tanto di “First original” stampato, (Maglia nera con impresso il mosaico realizzato in occasione del primo anniversario).

3) Le offerte saranno valide solo se presentate da utenti registrati e fra le 22.00 del 8/9/05 e le 21.59 del 22/9/05. La più alta si aggiudicherà la maglietta previa pubblicazione online di documento comprovante il versamento diretto sugli appositi conti intestati a Unitalsi presso Banca delle Marche di Macerata agenzia 3, causale “a favore del progetto 4 ruote, 2 fratelli, 1 Natale”. In caso di mancato versamento entro 5 giorni dalla chiusura dell’asta, si passerà all’offerta immediatamente precedente e così via continuando fino alla pubblicazione del documento. Rilancio minimo: 1 Euro. Base di partenza: nessuna. Limite al numero di rilanci da parte dello stesso utente: nessuno.

4) Aiutiamo Peppino e Sandro! Qualsiasi offerta a prescindere da questa iniziativa sarà accolta con grande riconoscenza! GRAZIE.

http://www.secondopiero.com/cronachemac … php?id=112

Applausi a tutti, e non solo ai vincitori.

by Matteo Zallocco

La befana vien di notte…

January 5, 2006, 3:24 pm

Il lungo periodo delle feste d’inizio dell’anno nuovo, dedicato anticamente al solstizio d’inverno, è chiuso dall’Epifania che il 6 gennaio con il detto popolare “tutte le feste porta via”. La chiesa commemorava l’incontro con i Re magi quando essi raggiunsero la capanna divina e la loro conversione alla nuova dottrina. La parola Epifania –che significa “visibile” in lingua greca- secondo la lettura volgare, si trasforma in Pifania, Befania e infine Befana che è il nome popolare dato alla ricorrenza. La Befana è impersonificata da una vecchia rinsecchita e ricurva che si muoveva a cavallo di una scopa scendendo dai tetti nelle case attraverso il camino per portare doni ai bambini “buoni” o legna e carbone a quelli “cattivi”. Una raffigurazione che sa di pagano. Le allusioni alla vecchiaia dell’anno trascorso sono evidenti. La notte della Befana era ritenuta magica nella civiltà contadina. Succedevano cose fantastiche e strane: gli animali parlavano nella stalla. Nelle campagne si accendevano fuochi e falo’ di fascine e stoppie preferibilmente sulle alture e gruppi di giovani e anziani andavano di casa in casa e si cantava la Befana con storielle,violini e chitarre,raccogliendo uova,pane,formaggio e salsiccia.

I regali ai bambini si limitavano una volta a modestissime cose come giocattoli di pezza o di legno, piccoli dolci, arance o frutta secca. In cambio si lasciava per la Befana sulla tavola qualche alimento come polenta, pane formaggio o ricotta perché la vecchia se ne servisse al suo arrivo con il proposito di gratificarla con una buona accoglienza. Tra i dolci della tradizione che si preparavano per il giorno dell’Epifania nelle Marche sono inclusi le pecorelle, i befanini, i favoriti a Matelica, i Santi magi a Sassoferrato, i santaremmascini a Fabriano. Era tradizione anche preparare delle caramelle fatte in casa da mettere nella calza dei piu’ piccoli. Erano fatte di zucchero, miele e succo d’arancia. Si facevano sciogliere gli ingredienti in un tegame, quando tutto era sciolto si facevano raffreddare, poi con un cucchiaio si facevano tante palline ed erano pronte le caramelle. Per chi si volesse cimentarsi nella preparazione dei befanini e dei favoriti, ecco le loro ricette tratte dal libro “Antologia della cucina popolare“.

Per i befanini. Un chilo di farina, cinque uova, 350 g di zucchero, due dosi di lievito,un bicchierino di mistrà,100 g di strutto, scorza di limone grattugiata, acqua calda. Per la glassa: chiara d’uovo montata a neve con 50 g di zucchero. Fare l’impasto con tutti gli ingredienti. Stendere una sfoglia dello spessore di un dito e lasciar riposare per mezz’ora. Con il coltello dare la forma di pupazzi, stelle comete, befane, pupazzetti, cuori o animali. Allineare in una placca unta e cuocere nel forno. Spalmare con la glassa quando i befanini hanno preso colore.

Per i favoriti di Matelica, servono:1 kg di farina, 800 g di zucchero, 100 g di anici, vino bianco q.b. Mescolare e dare la forma di gnocchetti. Cuocere nel forno.

Vado in cucina a prepararli, a domani per le foto.

La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…

by giovi


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