La farrecchiata: una polenta speciale

January 19, 2006, 7:35 pm

Se dico farrecchiata, cosa vi viene in mente? probabilmente la parola vi sarà sconosciuta. Si tratta del nome di una ricetta dove entra come ingrediente la roveja, anche detta rubiglio o corbello (Pisum sativum ssp. Arvens). Con questo nome si indica un piccolo legume, simile ai piselli, tradizionalmente coltivato nelle Marche. Principalmente era utilizzata come foraggio per gli animali in consociazione con il favino, ma si usava anche per l’alimentazione umana, soprattutto nelle aree montane dei Sibillini. Insieme ai legumi più conosciuti, la roveja era in passato largamente diffusa in tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana. A Preci, località vicino Norcia, esiste ancora oggi una fonte detta dei “rovegliari” e sparsi sul territorio diversi riferimenti storici che testimoniano la presenza della roveja. Nelle famiglie contadine più povere, era usato in passato come legume da consumare fresco o, ridotto in farina, per cucinare appunto la “farrecchiata”. Questo piatto viene ancora oggi ricordato dagli anziani contadini dell’area dei Monti Sibillini. La crisi di questa coltura è iniziata nella seconda metà del ventesimo secolo, quando la selezione genetica e l’avvio di allevamenti specializzati hanno fornito animali con migliori performances produttive e richiesto la coltivazione di foraggi con un più alto valore energetico. L’evoluzione in campo zootecnico, combinata con l’aumento di benessere, e la maggior redditività di altre colture hanno determinato le condizioni per un rapido declino della coltura.In questo modo, oltre ad essere stata sostituita nei campi, la roveja è scomparsa anche dalle tavole dei contadini. Attualmente la roveja è oggetto di attenzione in progetti di valorizzazione agronomica e tra le future prospettive vi è l’impiego nell’alimentazione rivolta ai celiaci poiché questo legume non contiene glutine che è una sostanza dannosa per i pazienti affetti da celiachia. Un ruolo importante nel progetto è svolto dal Centro Ricerche e Sperimentazione per il Miglioramento Vegetale (CERMIS) “N. Strampelli” che ha sede a Tolentino (MC). Il Cermis è un’associazione fondata nel 1983 e ha sede ed opera in provincia di Macerata in un’area fortemente vocata all’agricoltura

Ma come si prepara la farrecchiata? Se volete provare, dovete procurarvi i seguenti ingredienti: farina di roveja, acqua, lardo, cipolle, pecorino e olio extravergine di oliva. Preparazione: La procedura per la preparazione della farrecchiata è la stessa della polenta di mais quindi la farina di roveja viene sciolta lentamente nell’acqua prima che questa arrivi ad ebollizione per poi essere cotta per circa un’ora. Il condimento tradizionale della polenta di roveja era molto povero e fatto con cipolle appassite nel lardo o acciughe ed aglio. Per aumentare sapore e valore nutrizionale del piatto, possono essere aggiunti formaggio e olio. Questa polenta può essere consumata anche il giorno dopo, a fette, arrostita sulla brace, in forno o in padella. Oggi in alcuni agriturismi maceratesi vengono proposte diverse varianti costituite tutte da condimenti più ricchi, come carne di maiale, agnello, pomodoro.

Bibliografia e immagini:Cermis

by giovi

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  1. 1 La farrecchiata « NotOnlyCurriculumVitae Trackback su 2 gennaio 2012 alle 18:55
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