De coquinaria maceratese

February 9, 2006, 3:21 pm

Ve la ricordate La prova del cuoco maceratese? Quando Mike spadellava e con grande cura riportava ricette sul forum? poi si è messo a dieta e fine del programma.

Macerata, terra di grandi tradizioni enogastronomiche e di scrittori-gourmet. Tra questi di certo il piu’ conosciuto è Antonio Nebbia. Visse a Macerata nella seconda metà del XVIII secolo dove lavorò per anni presso molte famiglie gentilizie e nel 1779 diede alle stampe per la prima volta un ricettario dal titolo Il Cuoco Maceratese. Il libro ricalcava l’impostazione della cosiddetta Grande Cuisine, che, dopo la Francia, stava conquistando il gusto alimentare della vecchia Europa. Per la prima volta Nebbia sviluppò una gastronomia per le nuove classi sociali e fissò regole moderne dell’alimentazione. Il libro ebbe uno straordinario successo e venne riproposto in tutta Italia per oltre un secolo fino all’avvento dell’Artusi. Il Cuoco Maceratese è anche un vero manuale di cucina e secondo le intenzioni dell’autore, avrebbe dovuto insegnare a cucinare ogni sorta di vivanda, tanto di grasso che di magro. Prima del Nebbia il sapere delle cuoche marchigiane non aveva mai trovato l’ardire e la dignità di una sistemazione editoriale. Dietro ogni ricetta non vi è improvvisazione, ma una grande professionalità e una notevole esperienza.nell’utilizzare e riciclare tutto il possibile alimentare. Alcuni anni fa il libro è stato ristampato grazie ai contributi della Camera di Commercio di Macerata.. Anche Il Cuoco Classico di Cesare Tirabasso nato a Montappone è stato ristampato recentemente. Si tratta di un un ricettario che, secondo le intenzioni dell’autore, presenta piatti della tavola popolare a fianco a quelli di casa signorile, a ricette di gusto e nome esterofilo, presentandole in forma piacevole e, in gran parte, ancora oggi attuabili.

Ma la provincia maceratese diede i natali anche ad altri scrittori che si occuparono di cucina e di prodotti alimentari. Chi conosce Giovan Francesco Angelita Roco? Nato a Recanati, scrisse un trattato sulla coltivazione dei pomodori “I pomi d’oro” nel 1607. E’ invece opera di un Anonimo Medico di Macerata (179l), il ” Metodo facile di prolungare la vita con piccola attenzione a’ nostri cibi e bevande”.

Il capoluogo riserva altre sorprese per gli appassionati di ricette storiche. Potranno trovare materiale utile nell’ Archivio storico della città dove è conservato tra gli altri, anche il registro di uscita di un commerciante di carni intitolato “compra di capre e vaccine e cora e sego” (1656), all’interno di un “Archivio della Curia generale della Marca d’Ancona, Registri”.. Altre opere si trovano alla Biblioteca di Macerata, dove oltre a diversi classici della gastronomia, sono custoditi circa settanta manoscritti del sec. XVII facenti parte dell’antica Biblioteca Buonaccorsi. Si tratta di documenti sciolti: ricette di cucina, liste di banchetti, memorie e sunti di ricette. Sono presenti inoltre diverse liste di pietanze preparate in occasioni di banchetti, colazioni, pranzi e cene offerti ad illustri personaggi.

Una visita obbligata per i gourmets.

by giovi

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