Archivio per aprile 2006

E da bere? una Bumba Atomika!

April 27, 2006, 12:01 am

Torno a parlare di cinema, in particolare delle pellicole in cui il cibo, i suoi rituali, aspetti sociali o produttivi, sono elementi importanti. Numerose le iniziative culturali che ripropongono cicli di proiezioni in cui il cibo è protagonista. Lo scorso anno si è svolta ad esempio a New York la rassegna “Il Gusto del cinema italiano“, organizzata con il contributo del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e la New York University.
Come dimenticare la scena di «Bianca» in cui Nanni Moretti nei panni dell’alter ego Michele Apicella affoga l’ansia in un enorme barattolo di Nutella? La cioccolata è stata spesso protagonista nel cinema e risale addirittura al 1931 «La Piccola Cioccolataia» di Marc Allégret. E’ del 1971 «Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato» di Mel Stuart, fino a «Chocolat», dove il cioccolato è simbolo della tentazione, dell’eros, della passione. Indimenticabili le peripezie di Haudrey Hepburn alle prese con la preparazione di un sufflè al formaggio in Sabrina. E cosa dire del connubio tra gli alcolici e il cinema ? Sono qualche decina i film in cui la parola birra compare addirittura nel titolo originale. Si va da “The fatal glass of beer” di Tod Browning allo scanzonato e recente “Pizza, birra y faso”.Il vino è stato altrettanto presente con i recenti “Sideways”, e il documentario “Mondovino”, una fotografia della globalizzazione del mondo vinicolo vista dalla parte di chi la globalizzazione la boccia. E anche nella nostra regione c’è qualcosa in fermentazione. Vino, comicità e irriverenza, saranno gli ingredienti di Bumba Atomika”, un lungometraggio che sarà girato nel maceratese, regista il recanatese Michele Sensini.

Dopo l’esperienza di numerosi cortometraggi, il regista recanatese ha scelto la sua terra per Bumba Atomika,di cui si inizieranno le riprese nei prossimi mesi di maggio e giugno. Senesi, ha deciso di debuttare nel lungometraggio e per fare questo ha fondato una propria casa di produzione indipendente, la Palonero film. “Bumba Atomika”, sarà radicato nel territorio, desiderio del regista è infatti quello di dare al prodotto una chiara impronta locale, testimoniata dal fatto che nel sito internet dedicato al film, troviamo notizie e dettagli in diverse lingue marchigiano incluso. Leggiamo insieme:

Il Film Bumba Atomika è n’esperimento de cinnema ndipendente che proa ardà vita an cinnema tagliano mortu urmai da drend’anni. A PALONEROfilm vole esse no stimulo ar costruì quer cinnemo glurioso che ha fatto diventà famosa l’Itaglia ntel monno, quer cinnema bisse fatto de generi vivi, fori de testa, curaggiosi, e spesso paraculi. Itaglia. Marche, Estate. Quattro bardasci c’ha come unica passiò e mutivo de vita de beve er vì, appassiunati de vì itagliano e liquori che arza.Quessi cuntinua a bè fino a che non c’ha più i sordi. Che devene da fà? I 4 scopre un’attività che porta sordi: venne i morti cò internet. Cuscì, tra i seria killere, quelle che se fà i morti, i gemelli siamesi, lu Signore che appare, li partigiani e robbe matte, a storia va avanti fino a a fine fori de testa. Bumba Atomika è lu firme finale sur beve er vì, o splatter der vì roscio.

Sarà quindi il vino marchigiano uno degli argomenti principali del film, la passione che unisce maniacalmente i quattro protagonisti della vicenda, conditi con situazioni trasgressive, grottesche e horror. Non mancheranno a quanto pare le citazioni sul vino dalle opere di Leopardi e aforismi locali e dialettali. Il film verrà girato principalmente tra la province di Macerata ed Ancona. Riconoscete questi luoghi?

Ad accompagnare le immagini le note di un gruppo metal marchigiano i Kurnalcool. Il film assolutamente indipendente e low budget verrà girato in formato digitale per risparmiare sui costi ma anche per precisi motivi estetici dettati dalle necessità di resa visiva del prodotto. Regista e collaboratori auspicano che la rete e il passaparola siano un valido veicolo di comunicazione e noi della redazione di Cronache Maceratesi aderiamo volentieri e seguiremo il progetto. Nelle riprese non mancheranno, come anticipa il regista, riferimenti a prodotti locali e si augura che i produttori locali sostengano il progetto.

Adesso tocca voi, fate un giro virtuale sul sito di Bumba atomika. E l’augurio che faccio al regista e ai suoi collaboratori è quello che la proiezione possa essere accompagnata da una degustazione di vini marchigiani. Perchè in sala al cinema si deve per forza entrare con popcorn e bibite gassate?

by giovi

Scripta volant-Blog Generation

April 25, 2006, 4:14 pm

Conto alla rovescia per Scripta volant-Blog generation. Luca Conti, l’effervescente blogger marchigiano, ci presenta oggi il manifesto della iniziativa che sta organizzando. Appuntamento allora a Senigallia per i giorni 12, 19 e 26 maggio 2006. Dove trovare informazioni sul programma? sul blog che Luca ha messo in piedi per l’occasione, che domande! evvai con il passaparola….

by giovi

Maceratesi al Vinitaly 2006

April 20, 2006, 4:22 pm

Vino a doppio senso” presentato al Vinitaly

Migliaia di professionisti tra cui giornalisti, sommelier, ristoratori, proprietari di enoteche, un referendum mondiale in collaborazione con l’Istituto Commercio con l’Estero (Ice) che si proponeva di nominare i vini e le cantine mito dell’enologia italiana. Questi alcuni dati del 40° Vinitaly svoltosi a Verona. Conclusa la manifestazione emergono pareri contrastanti, entusiastici da parte di chi ha avuto qualche riconoscimento, polemiche e appunti da parte di altri che hanno addirittura snobbato l’evento definito: Una sagra dell’ovvio, del déja vu, del risaputo, che serve più che altro ai premiati per godere di quei cinque minuti di notorietà supplementare, per ribadire, più a se stessi che agli altri “visto come sono importante ?”, ma non racconta niente, non aggiunge niente a quel che già si sapeva, non comunica nulla. Per cosa saranno ricordate le Marche e le aziende maceratesi presenti al Vinitaly 2006? Ecco una breve rassegna di quello che si è letto sui media in proposito e uno sguardo alla presenza in rete delle aziende vinicole maceratesi.

La regione Marche era presente, come accade già da diversi anni con un suo stand che ospitava due enoteche e 70 Aziende vitivinicole della Collettiva regionale. Oltre a queste, hanno partecipato al Salone veronese, in spazi autonomi, altre 35 aziende marchigiane.Quanto ha speso ogni azienda per lo stand? A chi interessa trovate le informazioni sul sito della regione. Lo stand delle Marche verrà ricordato per alcune curiosità come la presenza quotidiana di una postazione fissa di Rai Radio2 da cui partivano i collegamenti con la trasmissione Decanter. Tra gli eventi in programma nello stand marchigiano le presentazioni di alcuni libri: la “Guida alle botteghe tipiche della provincia di Pesaro Urbino ” di Giuseppe Cristini, la nuova edizione dell”Atlante dei vini” e il libro “Vino a doppio senso. Guida ironica per uomini e donne” di Stefania Zolotti e Leonardo Cemak .

Dal titolo immaginavo qualcosa di diverso e invece di cosa si tratta? Di una serie di interviste a noti personaggi, maschili e femminili, delle Marche: Neri Marcorè, Giuseppe Piccioni, Cesare Paciotti, Donatella Girombelli, Valentina Vezzali, il maceratese Dante Ferretti e molti altri. Sulla base del profilo tracciato con le risposte, a ognuno di loro è stato abbinato un vino. Si tratta quindi di una guida che descrive le 16 Doc marchigiane attraverso gusti, aneddoti e indiscrezioni degli intervistati. Una sezione del libro è dedicata alle schede tecniche dei vini con la descrizione dell’uvaggio, della zona di produzione, dei gradi, della temperatura di servizio e dell’abbinamento.

Il Vinitaly 2006 verrà ricordato anche per il vino cotto di cui vediamo una fase della produzione nella foto. Questo prodotto era presente per il secondo anno consecutivo al Vinitaly con alcuni produttori tra cui gli imprenditori Passacantando di Tolentino, Mattiacci di Loro Piceno, e Vagni di Macerata. Un articolo del Corriere Adriatico di qualche giorno affermava: Sempre più interesse per il vino cotto:gli inattesi effetti afrodisiaci del vino cotto, soffermandosi sulle degustazioni che hanno riscosso -si leggeva tra le righe-un grande successo tra le donne che a più riprese hanno evidenziato l’effetto afrodisiaco del vino cotto. Non può non far sorridere questa affermazione, il vino cotto per la sua lunga storia non ha certo bisogno di essere etichettato come tale dai presentatori di Decanter. Tra le aziende marchigiane presenti al Vinitaly,alcune hanno ricevuto medaglie d’oro, altre medaglie di bronzo. Menzioni speciali ad alcune aziende che producono il Rosso Piceno, e la Lacrima di Morro d’Alba. E veniamo alla presenza in rete delle aziende vinicole marchigiane. Solo una piccola parte di quelle presenti al Vinitaly ha un sito internet, si tratta nella maggior parte dei casi di siti statici, qualche foto dell’azienda e della cantina, la vigna, il listino prezzi in alcuni casi e non viene segnalata la partecipazione alla manifestazione del Vinitaly. Strutture di siti quindi che sono una dimostrazione della resistenza di molti imprenditori a rinnovarsi.Imprenditori che non credono che la presenza in rete sia una concreta opportunità, un mezzo in piu’ per dare visibilità all’azienda e per far parlare di sè e dei propri prodotti. Eppure sono già diversi i casi di successo dove la cura di un blog aziendale è servito ad instaurare un rapporto nuovo, particolare e autentico con i clienti e gli addetti ai lavori. Negli Usa dove la cosa è nata molto prima, sono diversi i blogs curati dai dirigenti o dipendenti,per raccontare la storia aziendale e le varie attività. Per tornare al vino, guardate questo esempio preso in Francia: è il blog di Champagne Tarlant, maison di produzione situata nel villaggio di Oeuilly nella Vallée de la Marne, un blog collaterale al sito web istituzionale: Champagne Tarlant – Podcast dans mes vignes et ailleurs(“podcast tra le mie vigne ed altrove”). Un primo esempio di brevi clip video per illustrare alcune fasi dell’attività dell’azienda e delle lavorazioni dei vini in cantina. Il video-blog, da perfezionare, probabilmente realizzato con una videocamera amatoriale, già funziona benissimo come applicazione del concetto di vera “cantina aperta”.

Questo è coraggio, innovazione nel comunicare il vino! Negli USA alcune aziende hanno assunto bloggers per curare la comunicazione in rete della propria azienda. Quanto tempo dovrà passare per vedere qualcosa di simile anche nelle Marche? Blogger nutrizionista-offresi!:-)

Fonti:GOMarche; Aristide,Vino Al vino,Corriere Adriatico on line,Il cotto dei Piceni.

by giovi

Le uova toste di Giacomo Leopardi

April 13, 2006, 10:22 am

Di Giacomo Leopardi e delle sue passioni culinarie abbiamo già scritto. E torniamo ad occuparci del grande poeta che il 17 marzo 1826 scriveva alla sorella Paolina: “Salutami il curato e don Vincenzo e dà loro a mio nome la buona Pasqua, che io passerò senza uovi tosti, senza crescia, senza un segno di solennità”. Il 31 marzo 1828 scriveva ancora: “A proposito di Pasqua, vi raccomando quelle povere uova toste, che non le strapazziate quest’anno: mangiatevele senza farle patire e non siano tante. La crescia cui allude il Leopardi, conferma l’editore Moroncini, era “una torta pasquale di cui si fanno a Recanati” – ma potremmo aggiungere in tutto il Maceratese e nel resto della regione- “due specie: una dolce e una più caratteristica, infarcita di cacio pecorino e pepe; gustosa, è vero, ma per mandarla giù bisogna innaffiarla con qualche boccale di vino.” (Epist., III, 752). La corrispondenza del poeta ci ricorda le uova, grandi protagoniste delle tradizioni pasquali. “Non c’è Pasqua senza uova” dice a proposito una massima popolare. Le uova entravano come ingredienti, come avviene tuttora, in numerose ricette pasquali, nella preparazione di frittate alle erbe, pizze sia dolci che salate ed erano usate per indorare le fette di pane da tuffare nella minestra in brodo. Dopo le rinunce della Quaresima, la Pasqua con i suoi tre giorni di festa, oltre al senso liturgico, trovava piena affermazione sulla tavola. Tra i dolci pasquali marchigiani sono inclusi la ciambella frastagliata preparata nei comuni ai piedi del monte San Vicino e la ciaramilla urbinate. Nel maceratese e ascolano, tra i dolci tipici vi sono le ciambelle con gli anici. A Camerino era usanza preparare una ciambella chiamata roccia o fulignata per la grande quantità di confetti che la decoravano e che venivano da Foligno. La stessa ciambella era preparata anche in periodi al di fuori della Pasqua quando si trasportava su un biroccio la camera della sposa. Doveva andare come dono all’uomo che guidava il biroccio. Altri dolci pasquali maceratesi sono i caciù a forma di ravioli con ripieno di legumi. Solo notizie frammentarie si hanno della rècina, dal nome dell’antica colonia romana Helvia Recina o Ricina. La rècina era una focaccia a forma di panettone senza canditi preparata con farina, uova, zucchero, lievito, cannella. mistrà e alchermes coperta da una glassa di albume e zucchero. Oltre alle cresce dolci o al formaggio come quelle citate dal Leopardi, era usanza preparare in casa la colomba o palomba o palomma. Tutti i dolci citati sono tratti da “La cucina marchigiana tra storia e folklore“, di Nicla Morresi, Aniballi Editore e chi volesse cimentarsi trova la ricetta nel libro. Le uova accumulate in dispensa durante la Quaresima non servivano solo in cucina e rassodate, venivano colorate per addobbare la tavola. Una tradizione pasquale diffusa nelle campagne anche marchigiane, era infatti quella dell’uovo sodo pintu”. Esso veniva decorato avvolgendolo di foglioline e fiorellini di campo, e di carta colorata in modo che delle foglie e dei fiori ne restasse l’impronta sul guscio. Una volta ultimata questa operazione veniva messo nell’acqua a bollire. Diventava di colore viola se fatto bollire con le viole mammole, verde o rosso se si usavano rispettivamente l’ortica, il prezzemolo o le rape. Volete provare a preparare le uova “pinte“? Io le ho già fatte, come ho raccontato su Ciaffi.

Seppure virtuale, è il mio regalo,

uova pinte per i miei affezionati lettori e lettrici!

Sono per voi!Quale preferite?:-)

uova3.jpg

Buona Pasqua a tutti!

la vostra Giovi

by giovi

Butta fuori questi Ciaffi!

April 12, 2006, 12:01 am

E’ iniziato come un gioco. Almanacchi tascabili, bambole di carta, cartoline, figurine, francobolli, monete, riviste, santini, schede telefoniche o sottobicchieri, sono degli oggetti raccolti negli anni. Alcuni per collezionarli, altri perchè belli da vedere o perchè ricordo di qualche evento particolare. E così, sono stati conservati e accumulandosi nel tempo hanno dato vita a delle piccole collezioni. Ogni oggetto, nasconde ricordi e storie. E il blog Ciaffi: piccoli tesori raccontano, dal sottotitolo molto eloquente, è nato proprio per questo, per far parlare gli oggetti raccolti negli anni. Le autrici di Ciaffi sono Mariana e Paula, le giovani architette argentine che ci fanno compagnia da tanti mesi e ogni tanto scriverò anch’io… con loro. Il blog è scritto sia in italiano che in castellano, è così fruibile anche dai connazionali di Mariana e Paula. Nel giro di pochi giorni abbiamo scoperto che ci sono diversi collezionisti tra i ragazzi del forum.

Come sapete io e mia sorella Paula con Giovi a poco a poco siamo diventate amiche. Con il tempo abbiamo conosciuto i nostri interessi personali e abbiamo scoperto affinità anche nel lavoro e altre passioni al punto di fare insieme HOMOBLOG, il  blog umoristico a Secondopiero.com.
Affetto, rispetto e stima reciproca sono cresciute tra di noi in questi mesi.
Siccome la Giovi ha un caudale di energia, è un vulcano che non si ferma mai!, oltre a homoblog e L’angolo della Giovi a Cronache Maceratesi, cura anche altri blogs, a voi scoprirli…
Ma torniamo a noi… Lei ci ha coinvolto in questo mondo dei blogger. Conoscevamo Cronache Maceratesi come blog ma non conoscevamo tanti altri aspetti di questo nuovo modo di comunicare…
Perciò, visto che ci troviamo bene a lavorare insieme, dopo HOMOBLOG, abbiamo pensato di fare una nuova esperienza. Questa volta si parla di collezioni personali e di storie nascoste in oggetti messi da parte negli anni.
É arrivato il momento di presentarlo proprio a voi, che ci fate compagnia da tanti mesi… e vi invitiamo a conoscere il nostro lavoro, che più che lavoro è un gioco, che più che un gioco è un piacere!
E siamo pronte a ospitare anche le vostre storie, le vostre collezioni se ne avete!
Voi cosa collezionate?

Ecco a voi Ciaffi! smile smile smile

Chi conserva maialini e bomboniere come Alzata, e poi i trenini che Giorgio mette a disposizione con il suo plastico, per chi vuole anche se per poco, tornare un pò bambino.

Alzata. Resto senza fiato e a bocca aperta! siete un fiume in piena di idee! piano piano leggerò tutto (sapete com’è… la bolletta…)
Una volta ho provato a collezionare le diverse versioni delle 500£, ma mi sono fermata presto, non ne trovavo più!
mi piacciono molto i maialini -quelli proprio piccoli- di terracotta e porcellana. ne ho solo alcuni, niente a che vedere col collezionismo. anche perchè non saprei dove metterli…
ah! si! una cosa la colleziono! i sacchetti dei confetti dei matrimoni e delle lauree! ne ho una vetrina piena! lol

Giorgio. Se a qualcuno interessa.. i trenini usati li compro anche… se qualcuno se la sente di separarsene (o meglio rimetterli in vita tramite il mio plastico…) ci si accorda sul prezzo e io acquisto!!!

oppure
(che forse è + adatto a un forum di amici quale questo!!!)
se qualcuno ha dei trenini e vuole semplicemente giocarci….       😉
metto a disposizione il plastico e i comandi!!!

lo so lo so, ho 25 anni e sono grande per giocare   …..  pero’ penso sia bene rimanere (almeno dentro) un po’ piccoli e magari sfamare in un plastico la propria sete di potere!!
ciao

E poi i duemila francobolli di Temple, le scatoline metalliche di liquirizia Amarelli fino ai porta frontalini delle autoradio, materiale cartaceo usato nei viaggi. Le t-shirt, i telefonini , i cappelli con visiera di Marux e le bustine da zucchero di sua sorella.

Temple. All’epoca praticamente tutto ciò che era possibile avere cercavo di prendere (soldi permettendo).
Poi piano piano ho voluto concentrarmi su qualche paese particolare, che magari mi intrigava di più, senza però avere mai una logica fissa e spinto sempre dalla bellezza dell’oggetto.
Negli ultimi 10 anni invece, solo ed esclusivamente la bellezza (attenzione: bellezza soggettiva, quindi anche acquisti di poco valore) mi ha spinto a fare degli acquisti.
Le monete e le banconote a cui sono più affezionato le conservo in un mobiletto con vetrata, gli altri nei raccoglitori.
I francobolli li ho tutti nei raccoglitori, con particolare attenzione a quelli che sinceramente amo di più.

marux. Io colleziono tutto..perchè in pratica non butto via niente…mai!! Dalle scatoline metalliche di liquirizia Amarelli ai porta frontalini delle autoradio che cambio spesso anche a causa di sgradevoli furti, da tutto il materiale cartaceo usato in ogni viaggio alle t-shirt “stupide” che compro in qualsiasi posto vado, dai telefonini (ne avrò una decina in giro per casa..la maggior parte ormai inutilizzabili) ai cappelli con visiera…che erano talmente tanti che hanno trovato posto solo in cantina  in uno scatolone 😥 ….. ecco i pochissimi superstiti… sad

cmq il vizio è di famiglia…questa è una piccola parte della collezione di bustine di zucchero che mia sorella faceva quando era piccolina…ma che ormai ha smesso…

E c’è anche chi come Francy non riesce a separarsi da fogli, foglietti,biglietti di cinema, musei o teatro, carte, carte regalo, e bigliettini di lauree, matrimoni e comunioni.

Francy. io non ho una collezione vera e proprio ma-per la disperazione della mia mamma -che ha avuto più volte la tentazione di prendere e buttare tutto- (come se dovesse riordinare lei le mie cose) tengo di tutto: fogli foglietti fogliettini biglietti di cinema musei teatro carte telefoniche depliants qualche bustina di zucchero particolare carte reaglo scatoline pupazzetti ecc ecc
poi ovvio,
sacchetti e bigliettini di lauree matrimoni comunioni..

wink

Mariana e Paula hanno già iniziato a raccontare le loro storie legate a oggetti e collezioni. E sono pronte ad ospitare anche ricordi ed emozioni degli amici. Più che un lavoro è un gioco –ci tengono a ricordare Mariana e Paula – e più che un gioco è un piacere!. E a pensarci bene, collezionare è come un atto d’amore: mantenere vivi, ricordi e emozioni, nostre e altrui.

Il plastico, i trenini di Giorgio e alcuni esemplari delle collezioni di Marux e di sua sorella

by giovi

Visso e la terra delle guaite

April 10, 2006, 12:01 am

Benvenuti in questo ambiente dai forti sapori che ha visto passare il turbine del tempo e delle vicende senza scomporsi. Sono luoghi che danno il senso dell’eternità”. (Vittorio Vitalini Sacconi)

Daniele De Felice continua a guidarci tra i comuni maceratesi. Dopo Cessapalombo e Muccia, la meta di oggi è Visso, un centro montano delle Marche al confine con l’Umbria, situato nella Valnerina, sul versante occidentale dell’Appennino. Il Comune, costituito attorno al 1250, appartenendo all’epoca al Ducato di Spoleto, era diviso in cinque distretti o Guaite: Guaita Plebis (Visso),Guaita Uxitae (Ussita),Guaita Montea (Castelsantangelo), Guaita Pagese (Macereto e Cupi), Guaita Villae (Villa S: Antonio). Le Guaite, pur facendo parte del più ampio territorio comunale, fruivano di autonomia amministrativa, di un proprio ordinamento militare e di una rappresentanza propria che si esplicava attraverso il Consiglio dei “Massari” i cui atti venivano legalizzati dal Cancelliere Castellano”, rappresentante del Comune. Questo tipo di organizzazione sociale determinò attraverso i vari secoli frequenti motivi di contrasto tra le Guaite, causati per lo più dall’imposizione di onerose gabelle a carico delle Guaite ed a vantaggio del Capoluogo; contrasti che furono all’origine di aspre lotte e ribellioni, da parte in particolare delle Guaite di Ussita e di Castelsantangelo, che alimentarono con il passar del tempo una crescente aspirazione alla separazione ed all’indipendenza comunale da parte di quest’ultime. Da diversi anni in ricordo della suddivisione in guaite del territorio, si svolge un torneo a Visso, la manifestazione inizia alla fine di luglio e termina la prima domenica d’agosto con gare di tiro con l’arco

Visso, definita la “perla” dei monti Sibillini, è sede del Parco Nazionale ed è stata inserita nell’elenco dei borghi piu’ belli d’Italia. Il passato ricco di storia è testimoniato dalle imponenti mura, dai balconcini medievali, dalle case e torri, Numerosi i palazzi gentilizi rinascimentali, i portali in pietra arricchiti da motti latini e stemmi di famiglia. Lo studioso dell’arte Andrè Chastel, scrisse di Visso che “nella costruzione scenografica delle piazze e delle città il genio italico non ha avuto rivali”. Tra i luoghi da visitare c’è la Piazza dei Martiri Vissani, delimitata da eleganti palazzetti quattro-cinquecenteschi e caratterizzata da due strutture architettoniche: la Collegiata di Santa Maria e la Chiesa di Sant’Agostino.

La Chiesa di Sant’Agostino (XIV secolo) ha una facciata a tre cuspidi con portale e rosone; oggi sconsacrata, è sede del Museo che raccoglie opere di pittura, scultura lignea e artigianato artistico dal XII al XVIII secolo provenienti in gran parte dalle chiese del territorio vissano. Vi sono anche custoditi sei “idilli” manoscritti di Giacomo Leopardi. La raccolta comprende: L’Infinito, La Sera del giorno festivo, La Ricordanza o Alla Luna, Il Sogno, Lo Spavento notturno, La Vita Solitaria; cinque sonetti in Persona di Ser Pecora fiorentino Beccaio; l’Epistola al conte Carlo Pepoli; la prefazione alla seconda edizione del Commento alle rime del Petrarca e quattordici lettere indirizzate agli Stella di Milano tra il 1825 e il 1831, alcune da Recanati altre da Bologna.

L’iInfinito, uno dei manoscritti di Giacomo Leopardi custoditi nel Museo di Visso.

La Collegiata di Santa Maria, in stile romano-gotico risale, nel suo impianto originario, al XII secolo. E’ sovrastata da un elegante campanile a bifore e trifore e abbellita da una facciata con un portale trecentesco finemente lavorato, recante ai lati due fieri leoni. La lunetta racchiude un pregevole affresco quattrocentesco raffigurante l’Annunciazione e attribuito a Paolo da Visso. Tra gli edifici di pregio, il Palazzo dei priori (ora Palazzo Comunale), quello dei Governatori e il Palazzo del Divino Amore (oggi sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini).Fuori dal paese merita una visita il Santuario di Macereto, a 1000 metri di altitudine sull’omonimo altopiano dominato dal Monte Bove. Edificato su modello bramantesco da Giovan Battista da Lugano tra il 1528 e il 1538 intorno ad una più modesta cappella del XIV secolo, sorta per custodire una statua della madonna dalle virtù miracolose, la chiesa si presenta con tre avancorpi su cui si aprono tre portali riccamente scolpiti, impreziositi da bassorilievi e colonnine con capitelli corinzi sui quali poggia una cornice con il timpano triangolare. La tradizione narra che il 12 agosto del 1359 i muli che trasportavano la statua, giunti nel luogo dove sorge ora il santuario, si bloccarono e non vollero più proseguire. La costruzione in pietra fu portata a termine nel 1558 da maestri anch’essi provenienti da Lugano. A ricordo della suddivisione in guaite, a fianco del santuario sorge il palazzo delle Guaite edificato tra il 1571 e il 1583 e racchiuso, insieme al Santuario, in un recinto di mura con un portico interno che serviva come rifugio per i pellegrini e gli animali. E dopo aver visitato il centro, i luoghi di culto e i musei, non fatevi mancare una visita ai negozi di enogastronomia del centro di Visso.

by giovi

Passami un altro energy drink!

April 6, 2006, 8:49 pm

Quanti sono i bloggers maceratesi? Difficile dirlo, una stima seppure in difetto la fornisce l’aggregatore BlogItalia sul quale incontriamo il blog di Bar.it, che da Civitanova Marche (MC) informa su tendenze e attualità sul food& beverage. Con news, curiosità e storie dietro il bancone, si rivolge non solo ai professionisti del settore. E partiamo proprio dal blog di Bar.it, ispirati da un post sui nuovi consumi diffusi tra i giovani per dare uno sguardo al mondo degli energy drinks di cui ci sono diversi fans tra gli utenti del forum. Torpedo, ACT Energy, Red eye, sono tanti i marchi, un fenomeno incredibile di crescita quello del settore degli sport/energy drink, che in quattro anni ha visto un raddoppio dei consumi. In Italia come in altri stati c’è un leader incontrastato, che detiene il 97% del mercato e che, negli ultimi dieci anni, con i suoi investimenti pubblicitari, ha reso il prodotto familiare non solo tra i giovani. Se viaggi in autostrada te lo trovi in ogni autogrill sul bancone. Proposto come energizzante e come un aiuto per stare svegli se si devono affrontare molti chilometri di guida. Di chi stiamo parlando? Bravi avete indovinato! Dell’ austriaca Red Bull. E’ disgustosa, imbevibile -lo dicono in tanti- un sapore di medicinale, costa cara, ma ha successo. La diffusione maggiore è tra i giovani e chi frequenta le discoteche. I giovanissimi, la consumano mixata a superalcolici. Si chiede Fabio, uno dei curatori del blog di Bar.it da dietro il bancone: Perché un barman deve sempre preparare dei miscugli indecorosi solo perchè il cliente ce lo ha chiesto e ce lo paga? Continuiamo quindi il viaggio tra mode e tendenze del food&beverage alla maceratese. Dopo gli “shots” e il “calzolaro”, parliamo della diffusa abitudine di utilizzare energy drinks per preparare diversi cocktails anche nei locali di Macerata.

Qualche nome dei cocktails in cui la Red Bull è mixata con vodka o altri alcolici? Bull Doc, Buffalo Bull, Bullone, Sitting Bull, Bull Dozer, Jingle Bull. Ma cosa c’è dentro la Red Bull? tra gli ingredienti troviamo taurina, caffeina, guarana, e altri composti i cui livelli non sono specificati sulla confezione. Tre anni fa la pubblicità della Red Bull è stata dichiarata ingannevole in Italia e l’autorità garante in particolare si è soffermata sull’assenza di indicazioni rivolte ai consumatori e sull’invito degli slogan pubblicitari a consumare la Red Bull con alcolici con il seguente claim: “Adatta sia liscia che ghiacciata come base di cocktail, Red bull vodka, gin e ghiaccio…”All’azienda è stato richiesto di fornire indicazioni di eventuale letteratura scientifica sulle caratteristiche e proprietà degli ingredienti del prodotto, nonché copia di eventuali test e studi effettuati sul prodotto. Si è ritenuto che il messaggio, in virtù dell’omissione circa l’avvertenza di non consumare il prodotto in associazione a alcool o tabacco, avrebbe potuto indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza con pericolo per la loro salute e si è deliberato che il messaggio pubblicitario diffuso dalla società Red Bull S.r.l., costituisse, una fattispecie di pubblicità ingannevole e ne è stata vietata l’ulteriore diffusione. La tendenza all’uso di mixare la Red Bull con alcolici è molto diffusa anche in altri stati. Dalle nostre inviate speciali Mariana e Paula, ci arrivano aggiornamenti sulle limitazioni all’uso di alcolici mixati con gli energy drinks in Argentina. Per le stesse motivazioni già descritte e per gli effetti negativi sulla salute, a Cordoba, si è deciso di vietare la vendita di queste bibite ai minori di 18 anni. La Red Bull ha fatto ricorso, senza successo. A Buenos Aires, è stata presentata una legge che vieta la vendita di bibite energizzanti nei locali notturni.Nonostante queste notizie, la Red Bull continua a incrementare il fatturato, l’anno scorso ha conquistato gli USA con l’acquisto della squadra dei Metrostars. Milioni di lattine e centinaia di cartelloni pubblicitari hanno invaso New York. Gli USA hanno un mercato particolarmente attivo per gli energy drinks. Un caso di successo particolare è quello della Monster Energy che ha visto l’azienda produttrice Hansen Natural sbancare l’indice Nasdak a colpi di provocanti spot pubblicitari. E’ forse anche per questo che non si è fatta attendere la reazione della Coca Cola che ha lanciato Relentless, un nuovo energy drink con l’obiettivo di contrastare proprio il mercato della casa austriaca e delle altre concorrenti. In Europa Relentless è arrivata, per il momento, solo in Inghilterra. Se vedrete tra qualche mese una lattina con un liquido verde, una dimensione doppia rispetto a quella della Red Bull, con una razione maggiorata di caffeina e l’avvertenza “non adatta alle donne in gravidanza” è lei Relentless, la rivale statunitense della Red Bull.


by giovi


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Giovi, Matteo Zallocco

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gianna e silvia

da Montalto (MC)

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