Un anno tinto di biancorosso

May 6, 2006, 9:50 pm

Un anno fa, il 6 maggio del 2005, nasceva Cronache Maceratesi, il blog-giornale di Secondopiero.
A lasciare il primo post fu Franz, ne seguirono tantissimi altri miei e di Giovi su fatti e personaggi della nostra provincia, anche se il sottoscritto ultimamente è un po’ latitante.
Il 5 maggio del 2005 la Lube venne sconfitta a Jesi in gara-5 della semifinale con Treviso. Una serata triste per Macerata che era in vantaggio per due partite a zero e vedeva da vicino la sua prima, storica finale scudetto. Ad un anno di distanza l’impresa è riuscita battendo ieri sera Cuneo in semifinale di gara 5 e l’appuntamento con la storia è stato centrato. Ed è con questa storica vittoria che Cronache Maceratesi può festeggiare il suo primo compleanno.


Osimo, 5 maggio 2006: una serata da ricordare.

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Pochi minuti prima delle 20 il grido “Lube Lube” è già fortissimo. C’è tanta Macerata in quelle poltroncine gialle e rosse del nuovo, grande PalaBaldinelli di Osimo. E un palazzetto così, tanta, tantissima gente lo vorrebbe vedere anche a Macerata. D’altronde ci sarà pure un motivo se in curva lo striscione più in vista recita: “Esiliati anche ad Osimo, perché cpsì Meschini?”
Alle 20.10, mentre la colonna sonora dell’attesa prosegue sulle note di “Lube Lube” lo speaker ringrazia a nome della società la città di Osimo per l’ospitalità e il gruppo degli Stadio che ha lasciato il palazzetto alla Lube rinviando il concerto all’11 maggio. Da stadio è intanto il tifo biancorosso: caldo, caldissimo, addirittura infuocato quando si alzano dalle poltroncine che hanno il colore del fuoco. Poi fischi assordanti alla lettura della formazione della squadra di Prandi. Le 3.500 voci e i 3.5000 cuori biancorossi si fanno sentire e battano forte, più forte che mai, all’ingresso in campo dei ragazzi di Fefè De Giorgi sulle note di “The Final Countdown”. In quei momenti stare in curva significa anche essere avvolti da un gigantesco striscione e ricoperti dai colori biancorossi. Il coro dell 3.5000 voci si ferma per il minuto di silenzio osservato per la morto dei due militari in Afghanistan.
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Alle 20.22 quando la partita inizia con la battuta di Rodrigao i giocatori di Cuneo si ritrovano alle spalle una curva infuocata, come del resto l’intero palazzetto. E’ il tifo di una città che non vuole mancare all’appuntamento con la storia. Da un angolo del PalaBaldinelli spuntano invece le magliette blu dei tifosi di Cuneo, che dicono anche la loro sulla questione palas con lo striscione “Pistacoppo con pala e secchietto costruisciti il palazzaetto”, e con il coro “giocate sempre in trasferta”.
Ma ieri la Lube si è sentita comunque a casa. Il palazzetto trema al “Chi non salta cuneese è” ed esplode quando capitan Miljkovic (un gigante) mette giù il punto che regala ai biancorossi il terzo set. Poi, dopo aver dominato il quarto, arriva il “pandemonio”, come lo definisce lo speaker aggiungendo: “Signore e signori ce l’abbiamo fatta”. E ancora: “Il 5 maggio che l’anno scorso ci negò la finale quest’anno ce la regala”. In coda le polemiche tra le due tifoserie, il gesto di Geric che con la mano manda a casa i sostenitori di Cuneo e lo strsicione “Game-over” sventolato dai maceratesi. Per la Lube invece questa volta non è finita: lunedì si rivede la Sisley.

Una serata ad alto tasso di maceratesità che sarebbe stato ancora più bello poter vivere a Macerata.

by Matteo Zallocco

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