Il primo, storico scudetto della Lube

May 22, 2006, 11:59 pm

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Domenica 21 maggio 2006, ore 19.53, Renaud Herpe mette a terra il punto partita e la Lube Banca Marche Macerata si laurea campione d’Italia per la prima volta. All’appuntamento con la storia hanno risposto presente 10.323 spettatori. Un grandissimo pubblico che ha fatto da splendida cornice al quadro più bello dipinto dalla pallavolo nelle Marche. E questa è la festa di tutta una regione che ha seguito con grande calore e grande passione la squadra biancorossa. Una squadra itinerante, che dopo i dolori degli anni passati ad Ancona, dell’anno scorso a Jesi e di quest’anno ad Osimo, ha trovato il suo Palas-portafortuna a Pesaro. E così la città di Macerata si è persa la più grande festa nella storia del suo sport. Non se la sono comunque persa tanti, tantissimi maceratesi che, dalle 20 hanno letteralmente invaso il mondoflex del Bpa Palas per portare in trionfo i propri beniamini sulle note di “We are the champions”. “Un attimo di silenzio – ha gridato lo speaker – c’è un annuncio che aspettavamo da una vita: la Lube Banca Marche è campione d’Italia”. E le bandiere tricolori sventolano in ogni angolo del palazzetto quando capitan Miljikovic (ancora una volta strepitoso) alza al cielo il trofeo più ambito.
L’astronave del Bpa Palas era decollata alle 18.25 con la battuta di Angel Dennis. Il grido “Lube. Lube” era già forte più di mezz’ora prima dell’inizio. Poco dopo dalle oltre 10.000 poltroncine blu di un palazzetto grande almeno il triplo di quello di Macerata si alzano tutti in piedi per l’inno nazionale, e tra il pubblico spuntano le prime bandiere tricolori. Tricolori anche i mini palloni che i giocatori lanciano al pubblico prima di aprire le danze. L’antipasto di un regalo molto più grande.

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Diecimila persone in delirio quando, nel primo set, Herpe regala alla Lube il punto del 25-21. dopo che Fei e Cisolla, travolti da un mare di fischi, mandano a rete i loro servizi. Bella anche la cornice degli striscioni: da “Lube sorprendici” a “Comunque vincenti”, da “Daje Ivan, fajele Sintì-ni” all’ennesimo striscione dedicato al sindaco di Macerata: “Bisogna essere Meschini per non esserci”. Da “Che m’importa della Juve io gioisco per la Lube” al toccante “Lube, 13 stelle in campo e una in cielo”, in ricordo di Arki Golas, il 24enne centrale polacco morto lo scorso settembre in un incidente stradale in Austria, proprio nel suo primo viaggio alla volta di Macerata. La quattordicesima stella che dal cielo ha guidato la Lube alla conquista del suo primo scudetto. In panchina, invece, l’ha guidata Fefè De Giorgi, che ha fatto subito centro al suo primo anno maceratese. E alla fine i giocatori della Lube lo hanno portato in trionfo mentre le diecimila voci del Bpa Palas cantavano “Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”. Macerata ha battuto la “corazzata” Treviso. Macerata è sul tetto d’Italia. Macerata ha realizzato un suo grande sogno.

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Grazie ragazzi!

by Matteo Zallocco

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