Luca, il sommelier maceratese DOC

June 26, 2006, 9:43 pm

Di vino e altre bevande alcoliche, abbiamo già parlato su Cronache Maceratesi. Oggi abbiamo l’onore di ospitare Luca Tombesi, Orso Tom insomma, il vincitore del primo concorso Maceratese DOC
Matteo Zallocco. Trenta domande, una al giorno, sempre ad orari diversi. A chi risponderà esattamente e per primo ad ogni domanda andrà il punto quotidiano. Dopo un mese avremo “il maceratese doc” che riceverà anche un riconoscimento. Il concorso si svolgerà in questo topic e saranno validi solo i quesiti esposti dal sottoscritto.
Prima di inserire la domanda successiva verrà indicato il vincitore di giornata.
Il tour inizia oggi, tra un po’ partirà la prima tappa. Buon divertimento e in bocca al lupo a tutti gli aspiranti “maceratese doc”. wink
Luca sta frequentando un corso da Sommelier e abbiamo scambiato una chiacchierata con lui sul mondo del vino.
– Si consiglia di non dare il vino ai bambini. Chi ti ha fatto conoscere il vino per la prima volta? E cosa ti ha spinto a fare il corso di sommelier? E’ stato mio padre ad avvicinarmi al vino… fin da piccolo. La passione per il vino, la voglia di saperne di più e poter comprare e bere meglio mi hanno spinto a frequentare al corso di sommelier. In più può essere un buon punto di partenza per lavorare nell’ambiente.

– Immagino che avrai avuto l’opportunità di conoscere e assaggiare molti vini. Sai dirci il tuo vino preferito? Non ho un vino preferito in assoluto, dipende dalle situazione, sicuramente tra i bianchi considero un gran vino il Verdicchio, amo più quello di Matelica. Tra i rossi sicuramente mi appassiona molto il Sagrantino, ma dipende molto dal pasto che lo accompagna…

Di recente un ristorante di Fabriano ha vinto un premio nazionale per la migliore “carta dei vini”. Come si collocano le Marche sulla base della tua esperienza, nel patrimomio enologico italiano? Le Marche sono una grande regione vitivinicola ma ancora pochi lo sanno… abbiamo grandi vini, primo fra tutti il Verdicchio, ma si stanno affermando anche Rosso Conero e Rosso Piceno. Il problema è che abbiamo scoperto tardi questo patrimonio, fino a pochi anni fa il vino nelle Marche era cosiderato solo un alimento. Per fortuna ultimamente alcune aziende marchigiane sono usciti dal “gruppo” proponendo prodotti di eccellenza.

– Quali sono i migliori vini del maceratese? E i migliori locali per degustarli? Nella nostra provincia i mostri sacri sono oltre al già citato Verdicchio di Matelica, la Vernaccia di Serrapetrona, vino unico nel suo genere, unica DOCG della regione. Veniamo ai locali: oltre alle enoteche regionali di Jesi e Offida stanno sorgendo numerosi wine bar ed enoteche, ma su questi ti posso dire ancora poco. Invece ci sono molti ristoranti che oltre ad un’elevata attenzione per il cibo si sono dotati di cantine ben fornite e sommelier. Tra i tanti sicuramente spiccano: il “Kren” a Camerano, “I due Cigni” a Montecosaro Scalo, “le Case” a Macerata, “il Casolare dei segreti” a Treia, “il Re della Cantina” a Santelpidio a Mare, “il Giardino” a San Lorenzo in Campo e sicuramente molti altri che ora non ricordo.

Cosa pensi delle guide dei vini? Sono sempre attendibili? Quale consiglieresti? Più o meno sono tutte uguali, un vino però va comprato solo dopo averlo assaggiato e solo perchè ci piace, non perchè qualcuno ha detto che è buono. Se devo consigliare una guida allora scelgo 2000 Vini dell’associazione sommelier, semplice e ben curata, offre un ampia scelta per tutte le tasche.

– Di recente è stato presentato il servizio SMS e sai cosa bevi Qual’è il tuo giudizio su questo servizio? Pensi che troverà il favore del pubblico? Oramai sui telefonini c’è di tutto, il vino mancava… Penso che sia un servizio più che altro per le persone poco esperte e i cosiddetti bevitori occasionali, dubito comunque che avrà successo.

– Si è costituita da poco la Wine Blogger Association, WBA. Pensi anche tu che ci sia bisogno di un nuovo protagonista nella comunicazione del vino? Da un pò di tempo il vino va di moda, è normale che si moltiplichino le voci e gli ambiti della comunicazione. L’importante secondo me è mantenere una certa competenza e professionalità per evitare la banalizzazione anche di questo fenomeno di moda…

Si è parlato molto in queste ultime settimane della nuova legge che introduce l’uso dei chips (trucioli) in enologia come avviene già in altri stati (Australia, USA, ecc). Molti vedono un pericolo e il rischio di una omologazione. Cosa ne pensi? Io penso che usare i trucioli servano solo a mascherare quei vini di poco valore, vini che da soli non avrebbero mercato, insomma poco più che acqua colorata. Con l’aggiunta dei trucioli i vini prendono gli aromi “simili” a quelli della barrique (molto più costosa) ovvero sentori di tostatura, vaniglia, caffè e cacao. Così facendo però si perdono tutti gli aromi primari, cioè quelli che vengono direttamente dall’uva, e tutti i vini finiscono per essere uguali indipendentemente dal tipo di uva usato…

Baco C

Grazie Luca per il tempo che ci hai dedicato!

Auguri per il tuo futuro da Sommelier!

Nell’immagine: Il celebre quadro che ritrae il Bacco di Caravaggio. Si ringrazia la redazione di Homoblog per la sempre preziosa collaborazione.

by giovi


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Giovi, Matteo Zallocco

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Piscina,agriturismo il Frutteto

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