Fenomenologia delle sagre paesane

September 21, 2006, 7:51 pm

La sezione Eventi e Incontri del forum è una delle più movimentate. Annunci di concerti, sagre, feste e rievocazioni e commenti successivi. Tanti spunti ed è nata l’idea di un post che con un pò di ironia tratteggia i profili delle sagre di paese, un fenomeno di cui ho già letto e che interessa tanti comuni italiani in particolare d’estate che possiamo definire per eccellenza il tempo delle sagre e delle feste paesane. Non che non ce ne siano in altre stagioni, ma complice il caldo, il maggior tempo libero, la voglia di uscire, è in questa stagione che si concentrano il maggior numero di eventi nelle Marche come in altre regioni italiane. Nel maceratese nei mesi estivi sono state segnalate nei vari siti dedicati all’argomento quasi un centinaio di feste e rievocazioni. Sulla genesi dei nomi cosa possiamo dire? Se il comune vanta un illustre passato con eventi storici da ricordare, il problema non si pone, ed ecco le rievocazioni che includono le contese, i pali e le disfide. Altre volte si punta su un prodotto tipico o della tradizione. E quando manca anche un appiglio tra i prodotti del territorio? si arriva a nomi curiosi e strani. Per differenziarsi dal paesotto rivale, le varie Pro-loco non fanno altro che prendere il dizionario di vernacolo e carpiscono il primo nome del prodotto pseudo tipico-tradizionale e la fantasia si scatena. Si vedono così piatti decisamente invernali proposti d’estate come la recente Sagra dei fagioli con le cotiche in programma a Villa Potenza all’inizio di settembre. Gettonate sono le sagre delle frittelle a Recanati o piu’ semplicemente della pizza fino alla bruschetta. O si arriva ad un classico come la Sagra del prosciutto e melone a Cingoli ad agosto Che dire poi della Sagra delle mezze maniche all’amatriciana e della Trippa alla romana a Pievetorina? Deve esserci una colonia di laziali in zona. Crescie, crescia fojata, polente e polentoni spadroneggiano. A Penna San Giovanni per fare qualcosa di diverso organizzano la Sagra della polenta sulla spianatoia. A Pioraco si svolge da diversi anni la Sagra della tagliatella che diventa Sagra della tagliatella fatta a mano a Muccia Un tocco di internazionalità è da segnalare con la Festa di un piatto argentino, l’asado a Petriolo. A Matelica organizzano la Sagra della Rana ma non manca anche la Festa del Tortellino alla Boscaiola (Sefro). E se non sapete cosa sono l’Acquaticcio e l’Acquacotta, niente paura ci sono anche le sagre dedicate a questi piatti rispettivamente a Serravalle e a Belforte del Chienti Un pò di dialetto adesso che fa tanto atmosfera casereccia con la Sagra de Lu Scartocciu, Lu Vitellu e Lu Porcu. Una sagra insomma non si nega a nessuno! E veniamo alla location e alla disposizione spaziale. Ovviamente dipende dal paesotto organizzatore, ma possiamo individuare degli elementi comuni come il parcheggio polveroso antistante la zona della sagra, e il campetto da pallamano trasformato in pista da ballo. Se vedete delle seggiole bianche di plastica accatastate in un angolo è sintomo di uno spettacolo in vernacolo che c’è quasi sempre.Un must! Alcune cose che avrete notato anche voi. Non è una sagra se non fate almeno una fila. La fila di tre km per arrivare in auto e imprecate perché non siete partito prima di tutti quelli che hanno avuto la vostra stessa idea. L’immancabile fila all’ingresso del paese e alla cassa per il buono-pasto. La fila per prendere la crescia o il piatto nel menu’ proposto dai paesani che si improvvisano cuochi e chef in una cucina da campo. Di solito c’è anche un tendone di plastica pronto per sopperire alle intemperie meteorologiche.

E veniamo al mangiare e bere. Quante volte avete sentito dire: “Dai andiamo a mangiare alla Sagra X, che si mangia bene!”. Ma chi l’ha detto?. Alle sagre si mangia piu’ male che bene.Vi portano tutto insieme: Di solito, vi servono tutto nei piatti di plastica, ovviamente anche le posate sono di plastica. Tutto viene servito su una tovaglietta di carta. Stai seduto scomodissimo, e sei servito dai ragazzini del paese. Ovviamente se gli chiedete qualcosa sul menu’ non vi sanno rispondere. Dopo la fantasia sulla genesi dei nomi delle sagre, è giunto il momento di parlare della fantasia di chi pensa ai nomi dei piatti da inserire nei menu’. Se siamo ad una festa medioevale ci saranno le tagliatelle del saltimbanco, le penne della castellana o i fusilli del priore. Il cinghiale è ubiquitario, ma da dove viene? meglio non indagare. A Montecassiano al palio dei Terzieri ho visto servire anche rane e cucciole, le lumache insomma. Immancabili le patatine fritte. Ma c’erano nel medioevo? Servite in vaschette tristissime anch’esse di plastica. Anche se siete ad una festa medioevale, chiedete il ketchup o la maionese e vi saranno date. Sulla qualità del vino servito a volte è meglio non pronunciarsi. Ho visto il Tavernello un pò ovunque. Lo scorso inverno l’ho visto impiegare perfino per fare il vin brulè. Tutto molto pittoresco. E i prezzi? Alti, vedere per credere, come al ristorante solo che se siete fortunati trovate posto ma state seduti su una panca, in mezzo a quello che è un campetto polveroso e il giorno dopo diventerà il campo di calcio dei ragazzini del paese. Non è una sagra se ad una certa ora non c’è l’orchestra. Non sei in macchina e non puoi cambiare canale dell’autoradio. Sei seduto vicino agli amplificatori, la musica ti rompe i timpani e non vedi l’ora che tutto finisca Di solito ci sono anche le bancarelle etniche e quelle dei prodotti tipici. Ma i prodotti tipici esistono? Non è una sagra se non c’è anche la pesca di beneficenza Tappa fissa con la (s)fortuna. E ti ritrovi con un gommone da portare a casa o un frigorifero Ignis modello anni sessanta caricato sulla macchina. Non è una sagra se non fai la fila ovviamente anche per uscire dal paese. E ci metti in media il triplo del tempo che impieghi di solito su quella stessa strada in un giorno qualsiasi.

Dai che ho scherzato, le sagre sono bellissime, dove andiamo la prossima volta?

Le immagini sono miei scatti in giro per sagre, altri li trovate nel mio photo-album in progress su Flickr.

by giovi

1 Response to “Fenomenologia delle sagre paesane”



  1. 1 La curiosa nomenclatura delle sagre « NotOnlyCurriculumVitae Trackback su 2 gennaio 2012 alle 20:36
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