Un maceratese a Torino: Girovagando tra i caffè storici

November 16, 2006, 1:01 am

Durante l’ultimo mio soggiorno a Torino sono rimasto affascinato dalla bellezza dei caffè antichi di Torino, tanto da andarmi a documentare su di loro per vedere la loro storia… Il mio soggiorno è iniziato alla stazione Torino Porta Nuova; il mio hotel era in Corso Vittorio Emanuele II, ma non essendo compresa la colazione, quale miglior inizio di giornata che il CAFFE’ PLATTI. Nato nel 1875 come una liquoreria, è stato meta preferita di nobili e artisti come Cesare Pavese e Giulio Einaudi, ma anche il senatore Agnelli. Arredato in puro stile liberty ha una sala interna con un ricco buffet freddo, che lo rende quindi soprattutto un locale da aperitivo. Ma anche la prima colazione non scherza. Una bellissima vetrata piena di paste fresche fa sfoggio di sé poco distante dall’entrata, e potete assaggiare un croissant al cioccolato (tutto rigorosamente fatto da loro), tenuto riscaldato da una piastra, che è veramente la fine del mondo. Eccezionale anche il caffè, ristretto e forte come piace a noi Italiani.

Dopo questa prima tappa, e con lo stomaco felice, ci si dirige in centro, nella splendida piazza San Carlo, con un loggiato immenso da percorrersi assolutamente. Io lo percorro in senso orario, e incontro nell’ordine 2 caffè stupendi e una cioccolateria fantastica. Il primo caffè che incontro è il CAFFE’ TORINO.

Inaugurato nel 1903 questo caffè è un elegante salotto mondano in stile liberty, di fama internazionale, dove sono stati attori famosi del calibro di AVA GARDNER, WALTER CHIARI MACARIO e BRIGITTE BARDOT. Mi siedo ad un tavolo con sedie di pelle rossa ed imbottite, e ordino 2 cioccolate calde e 2 biscotti al burro, serviti rigorosamente su tazze personalizzate e con stoviglie d’argento. L’atmosfera sembra riportarmi all’inizio del secolo scorso… Il prezzo invece mi riporta subito al presente e ai suoi onerosi EURO ( 15€ per le 2 cioccolate e i 2 biscotti), e una volta saldato il conto con carta di credito ricaricabile, mi rimetto in moto con la mia dolce compagna e proseguo il giro orario della piazza. La cioccolata è ottima, la compagnia anche, faccio pochi passi e incontro subito un altro caffè : CAFFE’ SAN CARLO.

Un caffè inaugurato nel 1822, di stile neoclassico, pieno zeppo di specchi, capitelli, ori e stucchi, fu un prestigioso salotto intellettuale, percorso da forti elementi di patriottismo, e anche il primo locale ad aver adottato l’illuminazione a gas nel 1800. Ancora con il ricordo dei 15 € liquidati 5 minuti prima decido solamente di entrare a dare uno sguardo, senza consumare nulla, e rimango colpito anche questa volta dallo stupendo arredamento del caffè… Messomi di nuovo in marcia con gli occhi ancora luccicanti da cotanta bellezza continuo il giro orario e mi imbatto questa volta in una famosissima cioccolateria, segnalatami dalla mia collega torinese, la CIOCCOLATERIA STRATTA Dove dicono facciano la migliore crema gianduia spalmabile della città (che ovviamente compero, insieme a un pacco di gianduiotti, e un sacchetto di nocciole ricoperte di cioccolato fondente; anche qui metto mano alla carta di credito ricaricabile e partono altre 45 € !! ) A questo punto,con le tasche alleggerite dai soldi, ma i sacchetti della spesa appesantiti dai dolci, mi dirigo verso piazza castello, attraversando la stupenda via Roma dove si può visitare anche il bellissimo Museo Egizio…. Arrivati nella maestosa P.zza Castello, ci accoglie anche qui uno stupendo loggiato, che questa volta decidiamo di percorrere in senso antiorario. Nel frattempo si è fatta ora di pranzo e la fame inizia a farci sentire… Nemmeno il tempo di farci salire l’acquolina in bocca, che ci imbattiamo in altri 2 stupendi caffè Torinesi… Il primo che incontriamo è il CAFFE’ CONFETTERIA BARATTI Uno dei più antichi e famosi di Torino, come caffè e come produttori di cioccolata. Fornitore ufficiale della real casa, fu aperto nel 1875 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano, e ci accoglie con un magnifico bancone di marmo e due salette tappezzate di raso rosso, distinguendosi per una finissima pasticceria. Non facciamo nemmeno in tempo ad uscire che ci troviamo davanti un altro bellissimo e caratteristico caffè Torinese, e, come si suol dire, questo ci calzava a pennello. Sto parlando del CAFFE’ MULASSANO.

Un caffè in cui negli anni 20 è stata lanciata la moda del tramezzino (importato dagli STATES è stato il primo caffè a venderli in Italia). Nasce nel 1907, un ambiente prezioso, ricco di marmi, specchi, decorazioni floreali in bronzo e con un soffitto a cassettoni, in passato era il ritrovo abituale dei notabili di casa Reale e degli artisti del vicino Teatro Regio. Oggi è frequentato da habitus e offre splendidi aperitivi, ma soprattutto degli indimenticabili tramezzini all’aragosta, al burro e acciuga, al salame d’oca, al tartufo nero e bianco, al carpaccio di polipo, e così via… Ordino 4 tramezzini e 2 bicchieri d’acqua, 2 tramezzini all’aragosta e 2 al carpaccio di polipo, serviti, in piedi, in un vassoietto d’argento, e sborso altre 11€, ma posso dire di non aver mai mangiato un tramezzino così buono in tutta la mia vita… Con le papille gustative estasiate dai tramezzini è giunto il momento di un bel caffè, e quale posto migliore del CAFFE’ FIORIO.

In via Po, a pochi passi da piazza Castello, un caffè elegantissimo, nato nel 1780, fu meta di nobili, diplomatici e intellettuali, come Cavour, (vi fondò un circolo per il silenzioso gioco del Whist e degli scacchi che trasferì in Piazza San Carlo quando il Fiorio diventò troppo affollato.) D’Azeglio, Lamarmora, Rattizzi e frotte di diplomatici e ufficiali, tanto da essere soprannominato il caffè dei codini e dei macchiavelli. A questo punto,dopo una visita veloce alla sindone e alla mole, per concludere degnamente il pomeriggio, siamo decisi a farci veramente del male, e ci dirigiamo in Piazza della Consolata, dove ha sede forse il più caratteristico caffè di tutti, il BICERIN.

Qui è stato servito per la prima volta il Bicerin (cioccolata, caffè e fior di latte), una bevanda tipica torinese che ancora oggi conserva il suo gusto unico e delizioso. Da sempre il locale è stato gestito solo da donne, conservando la sua atmosfera familiare e confortevole. E non potevamo che prenderci appunto una cioccolata calda e un bicerin ( 7€ in piedi ).E devo dire, non per ripetermi, che una cioccolata calda così buona non credo di averla mai provata in tutta la mia vita… Peccato che il cacao utilizzato nel caffè stesso non venga venduto nella bottega accanto, dove cercano di rifilarti un comune cacao “Venchi”, mentre si tengono per loro il cacao per le cioccolate calde servite nel bar…Va beh, pazienza, vorrà dire che ci torneremo un giorno per gustare nuovamente queste prelibatezze. Il caffè nel suo insieme è veramente grazioso e soprattutto sovraffollato (si nota la fila che arriva di fuori e la completa mancanza di tavoli all’aperto, che insieme alla piccola dimensione della saletta interna, ne fa un caffè veramente per “pochi eletti”…). A questo punto non resta che tornare in albergo con un paio di kg in più nello stomaco e un paio di kg in più nelle braccia (per le spese fatte), e un bel po’ di € in meno nel portafogli… ma ne è valsa veramente la pena! Bene, penso di aver descritto abbastanza a lungo il mio giro “goloso” per Torino. Il mio consiglio è quello di andarci subito, ora che è freschino, perché le cioccolate calde si gustano meglio quando bisogna scaldarsi, e portatevi una bella carta di credito, perché ne avrete bisogno!!!

Michele Maggini

by giovi


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Giovi, Matteo Zallocco

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