Un post dolce: Tra sobrecitos de azucar e sucre pochette

November 23, 2006, 1:01 am

Derivati dalla barbabietola, dalla canna da zucchero, c’è chi li preferisce dietetici, sono i dolcificanti che versiamo nel caffè o cappuccino al bar, in viaggio, in aereo, al ristorante. Dolcificanti contenuti in bustine che sono sempre più diffuse dopo l’entrata in vigore della legge che vieta la zucchieriera per motivi igienici nei locali pubblici. Alcune bustine sono semplici, altre più accattivanti, diversificandosi a seconda della casa che ne cura la produzione o la distribuzione sul mercato.Alcune hanno impresso il nome del locale e rappresentano così un ricordo di un incontro, di una cena, di un appuntamento, come quelle che mi hanno lasciato Mariana e Paula in occasione del loro recente viaggio nelle Marche. La storia delle bustine da zucchero inizia in Francia un secolo fa. I primi pezzi di carta destinati all’imballaggio di pezzi di zucchero, furono inventati infatti da due francesi ( Loïc de Combourg, 7 rue Léo Delibes- Parigi – e François de la Tourrasse, 3, avenue Montespan -Parigi – ) che depositarono la loro invenzione nel 1908, nascevano le Sucre -Pochette. Loïc de Combourg e François de la Tourrasse fondarono anche la ” Société Nouvelle de Sucre en pochette et de Publicité ” (Nuova società dello zucchero in bustina e di Publicita) con sede a Parigi che si occupò dell’evoluzione di questa nuova invenzione. Il 17 maggio 1909 Ernest Picard depositò un marchio di fabbrica per un involucro speciale destinato a contenere “zucchero igienico in bustina, per unità differenti, protetto dalle mosche e dai microbi della polvere “: nasceva la bustina di zucchero. Con la guerra del 1914 fece la sua apparizione un altro genere di bustina avente lo scopo di razionare lo zucchero. Si trattava, infatti, di razioni mensili da 750gr, 500gr e 250gr per persona. Tra il 21 febbraio 1917 e il 12 gennaio 1918 alcuni ristoranti fecero fabbricare delle bustine di zucchero in polvere con la scritta ” ne gaspillez pas le sucre ” e ” ration pour une tasse “. In Italia, dove la bustina di zucchero ha iniziato a circolare dopo la fine del secondo conflitto mondiale, i primi collezionisti sono apparsi attorno al 1968. Come spesso succede, un oggetto destinato all’uso più comune, nato per motivi di praticità e senza grandi lanci pubblicitari, si è col tempo trasformato in oggetto da collezione, e bisogna ammettere che alcune sono davvero belle.

Ci sono collezionisti che preferiscono conservare le bustine vuote ed altri piene. Le bustine tipiche degli Stati Uniti sono molto piccole. Quelle italiane pubblicitarie sono più grandi. Quelle europee hanno un formato intermedio. Ne esistono poi a forma di sigaro o a tubo. In rete troviamo anche musei virtuali. A Macerata ha sede Amici di Zuccheromania, una associazione che riunisce appassionati collezionisti di tutta Italia, e sul sito dell’Associazione maceratese si può curiosare tra le immagini della collezione. Vale la pena dare una sbirciata anche al museo di Bustillas e in Argentina troviamo Azuc.ar dove l’ autrice espone la sua collezione e offre una quantità di links di altri collezionisti e siti dedicati al tema. Si viaggia davvero intorno al mondo tra los sobrecitos de azucar, sucre pochette e sugar bags. E dimenticavo, vi ho detto che ho iniziato anch’io a collezionarle?

Fonte immagine: Ciaffi

by giovi


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CM Reporters

Giovi, Matteo Zallocco

CM Photo Album

Piscina,agriturismo il Frutteto

gianna e silvia

da Montalto (MC)

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