Archivio per febbraio 2007

L’Oscar anche all’eroe di Ferretti

February 26, 2007, 5:25 pm

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Nella foto (cliccare per l’ingradimento) Dante Ferretti assieme a Martin Scorsese durante le riprese di Gangs of New York.

A MACERATA- Dante Ferretti

Due anni fa, di questi tempi, il 64enne scenografo maceratese Dante Ferretti, cresciuto nel laboratorio di Peschi, vinse l’Oscar per la miglior scenografia del film “The Aviator” e dedicò la vittoria al regista Martin
Scorsese: “E’ il mio eroe, ho fatto sei film con lui e credo che sia un regista importantissimo. E’ il massimo, è uno dei più grandi maestri”. Due anni dopo arriva il tanto atteso Oscar per la miglior regia a Martin Scorsese per “The Departed”. Un grandissimo regista che ha provato grande emozione, ieri notte, al momento della premiazione.
E grazie a Dante Ferretti anche Macerata ha potuto provare queste grandi sensazioni.

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Ferretti inizia la sua carriera cinematografica come assistente nel film “Il Vangelo secondo Matteo” (1964) di Pier Paolo Pasolini, con il quale continua a lavorare, questa volta in qualità di scenografo, in opere importanti come “Medea” (1969), “Decameron” (1971), “I racconti di Canterbury” (1972), “Il fiore delle mille e una notte” (1974) e “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975).
Si trova quindi a collaborare con numerosi altri registi italiani, tra i quali Elio Petri, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Luigi Comencini, senza dimenticare Federico Fellini, la cui arte era totamente opposta a quella realista di Pasolini. Con Fellini Ferretti lavora per “Prova d’orchestra” (1979), “La città delle donne” (1980), “E la nave va” (1983), “Ginger e Fred” (1986) e “La voce della luna” (1990).
Circa verso la metà degli anni ’80, Ferretti comincia ad essere chiamato a lavorare al di fuori del panorama cinematografico italiano. La sua prima prova internazionale arriva nel 1986, quando collabora con il regista Jean-Jacques Annaud per la versione cinematografica de “Il nome della rosa”, tratto dal romanzo omonimo di Umberto Eco. Nel 1989 e nel 1990 ottiene due nomination all’Oscar, insieme alla moglie, Francesca Lo Schiavo, sua abituale collaboratrice, per il suo lavoro ne “Le avventure del Barone di Munchausen” dell’ex-Monty Python Terry Gilliam e dell'”Amleto” di Franco Zeffirelli.

Debutto a Hollywood con Martin Scorsese, conosciuto anni prima a Cinecittà, sul set del film di Fellini (di cui Scorsese era un grande ammiratore) di “La città delle donne”, per il quale diventerà un collaboratore indispensabile, per il film “L’età dell’innocenza”, che gli vale la terza nomination dell’Academy. La quarta arriva nel 1994 per “Intervista col vampiro” di Neil Jordan.
La collaborazione con Scorsese intanto continua con altri film, quali “Casino”, “Kundun” (scenografie e costumi che gli valgono la quinta candidatura), “Gangs of New York” (per il quale ha ricostruito la New York di fine ‘800 nei teatri di posa di Cinecittà) e “The Aviator” che questa volta frutta a lui e alla moglie Francesca Lo Schiavo l’ambita statuetta.

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IN ITALIA- Ennio Morricone

Oscar alla carriera ad Ennio Morricone. Ci alziamo in piedi a applaudiamo anche noi.
Tutti in piedi al Kodak Theatre di Los Angeles, per Ennio Morricone. Mentre sugli schermi scorrevano le immagini dei più importanti film musicati dal maestro italiano e le sue note riempivano la sala, tutti i presenti gli hanno tributato un applauso così caldo e sincero che Morricone ha ceduto alla commozione. In particolare quando ha dedicato, ringraziandola, la sua statuetta alla moglie. “Non si tratta di un traguardo, ma di un punto di partenza”, ha detto e assicurato e che, a 78 anni, continuerà a dedicarsi “con passione al mondo del cinema”. A tradurre in inglese le sue parole l’uomo che dei temi musicali di Morricone è divenuto il volto: Clint Eastwood.
Grazie alle colonne sonore di Morricone alcuni film sono da tutti considerati capolavori assoluti. Come dimenticare “Il Buono, il brutto e il cattico”, “Giù la testa”, “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America”, “Novecento”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Gli Intoccabili” o i più recenti “La leggende del pianista sull’oceano”, “Canone inverso” e “Malena”.

NEL MONDO- Martin Scorsese e Forrest Whitaker
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L’Accademy ha consegnato a loro i premi più ambiti: miglior regia e miglior attore. Scorse con “The Departed” ha vinto quattro statuette tra cui anche quella come miglior film. Per il regista italo-americano è stato il grande riscatto. “Tutti mi chiedevano quando avrei vinto un Oscar. Me lo chiedevano in ascensore, me lo chiedeva il medico quando mi facevo le radiografie, me lo chiedevano per strada”. E, infine, rivolto al figlio di sette anni Francesco: “Ora puoi cominciare a saltare sul letto. Fai un sacco di casino in albergo”. The Departed si è aggiudicato, oltre al premio per miglior film e regia, anche quelli per il montaggio e la sceneggiatura non originale. Un trionfo d’autore.

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Forrest Whitaker ha vinto quello come miglior attore per “L’ultimo re di Scozia” grazie ad un’interpretazione davvero stupefacente.

Foto e dichiarazioni della notte degli Oscar da www.corriere.it.

NELLO SPORT- Jan Urrlich
Il ciclista tedesco annuncia il ritiro.

by Matteo Zallocco

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Il signor Rossi made in Marche

February 25, 2007, 1:56 pm

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MACERATA-ITALIA- Fernando Rossi

Lo sapete che il senatore che ha contribuito alla caduta del Governo Prodi è stato eletto nelle nostra regione?
Il signor Rossi più famoso della vita pubblica nostrana è di Ferrara ma, chissà perchè, è stato nominato nelle Marche: evidentemente – come si è visto – il Senato non poteva fare a meno di lui…
E’ stato eletto nelle fila dei Verdi-Pdci i due partiti che alle politiche si erano presentati insieme al Senato. Fernando Rossi è stato il segretario regionale del Pdci dell’Emilia Romagna, ma al momento delle candidature
il suo nome era spuntato nelle Marche. Prima di lui Armando Cossutta e al secondo posto Marco Pecoraro Scanio, ex giocatore dell’Ancona e fratello dell’attuale ministro Alfonso. Proprio grazie alla decisione di Pecoraro di scegliere il seggio in Campania (la sua terra), ecco che le Marche hanno portato al Senato Ferdinando Rossi.

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NEL MONDO – Lev Tolstoj

Centoventicinque autori del mondo anglosassone hanno scelto i libri più belli di tutti i tempi. Vince la letteratura dell’Ottocento con gli scrittori russi che occupano in maggioranza le primissime posizioni e uno su tutti che risulta, per così dire, il campione del mondo: Lev Tolstoj, che con i suoi due capolavori “Anna Karenina” (primo posto) e “Guerra e pace” (terzo), conquista due delle prime tre piazze.
Alle spalle di Tolstoj, in seconda posizione, si è classificato un altro grande classico dell’Ottocento, Flaubert, con “Madame Bovary”. La lista dei primi dieci è completata, nell’ordine, da “Lolita” di Vladimir Nabokov, “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain, “Amleto” di Shakespeare, “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, “I racconti” di Anton Checov e “Middlemarch” di George Eliot. Trai primi venti, c’è un solo scrittore vivente: Gabriel Garcia Marquez, con “Cent’anni di solitudine”, il romanzo che ha fatto vincere allo scrittore colombiano il premio Nobel per la letteratura e che ha affermato nel mondo la narrativa latinoamericana.

(Fonte: corriere.it)

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NELLO SPORT- Alessandro Troncon

Storico successo in Scozia per l’Italia del rugby. Per la prima volta gli azzurri vincono in trasferta (37-17) nel Sei Nazioni. Alessandro Troncon, 33 anni, è stato votato (come a Londra) “uomo del match”. Re Tronky (questo il suo soprannome) ha 167 punti di sutura al volto e 20 alle gambe.

by Matteo Zallocco

Don Giuliodori nuovo vescovo

February 22, 2007, 7:21 pm

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A MACERATA – Don Claudio Giuliodori

L’ “uomo immagine” del cardinale Camillo Ruini è stato nominato
vescovo di Macerata. Nato a Osimo nel 1958, prete dal 1985, esperto
di pastorale della famiglia, don Caludio Giuliodori è direttore dell’Ufficio
comunicazioni sociali della Cei da 9 anni.
La bolla papale con la sua nomina è stata resa nota oggi alle 12
contemporaneamente a Loreto e in Cattedrale a Macerata oltrechè nella
sala stampa vaticana. Finisce quindi il periodo di vacatio della
sede episcopale maceratese, iniziata lo scorso aprile con la nomina
di monsignor Luigi Conti a capo dell’arcidiocesi di Fermo. In tutto questo
tempo la diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia
è stata retta dall’amministratore diocesano monsignor Pietro Spernanzoni. Una diocesi che che conta 67 parrocchie e 123 sacerdoti.
Monsignor Giuliodori ha scritto diversi libri sui temi della comunicazione
e della teologia. Un vescovo giovane e a quanto pare particolarmente attivo.
I suoi predecessori
Silvio Cassullo Alla guida della diocesi dal 1948 al ’68. Il suo episcopato si è chiuso tragicamente: è morto investito in centro storico.

Ersilio Tonini Vescovo dal ’69 al ’75. Grande comunicatore,
è oggi arcivescovo emerito di Ravenna e Cervia.
Tarcisio Carboni Vescovo dal ’76 al ’95. Il 20 novembre morì
in un incidente a Recanati. E’ stato missionario in Brasile.[/i]
Luigi Conti Vescovo dal ’96 al 2006. Presidente della
Conferenza Episcopale Marchigiana. Guida la diocesi di Fermo.

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IN ITALIA – Massimo D’Alema

Il mercoledì delle cenEri segna la Quaresima del Governo Prodi.
Maggioranza (per modo di dire) sotto di due voti al Senato
dopo il discorso di D’Alema sulla politica estera. Prodi, triste triste,
si è dimesso. D’Alema, nero in volto, ha tuonato: “Io al Governo non torno”.
E secondo me ha tutte le ragioni. Da quello che ho visto e letto
la sua politica estera ha dimostrato stoffa politica e anche gli
avversari l’hanno riconosciuto. “E’ il miglior Ministro degli Esteri
che potevamo avere” avevano dichiarato in molti nel centro-sinistra.
Ma con questa debole maggioranza è quasi impossibile governare e ad uscire sconfitta, a mio parere, è soprattutto la sinistra radicale (e disorganizzata).

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NEL MONDO- Bill Gates
“Internet? 45 minuti al giorno e basta”. Sono le regole di papà Bill Gates,
il magnate della Microsoft, l’uomo più ricco del pianete grazie al pc.
Vieta l’uso esagerato del computer ai suoi figli e ne parlano tg e giornali
di tutto il mondo. L’ennesima trovata pubblicitaria? Speriamo…

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NELLO SORT- Francesco Flachi

Due mesi di squalifica per il calcio-scommesse non gli sono bastati.
Il numero 10 della Samp è stato trovato positivo alla cocaina e rischia
fino a due anni di squalifica. L’ennesima “bischerata” dell’attaccante
fiorentino.

by Matteo Zallocco

Il logo dell’imbarazzo e Italia.it

February 22, 2007, 4:44 pm

Mi unisco al disappunto misto a imbarazzo che in tanti hanno provato nel vedere il nuovo logo presentato ieri, Prodi l’ha definito una visualizzazione grafica del Belpaese. Entusiasta anche Rutelli. Altri hanno già sviscerato il logo nei minimi particolari. Avete notato che le 6 lettere di Italia hanno caratteri diversi? E l’ordine sbagliato dei colori del tricolore? Poi c’è quella cosa verde che non abbiamo ancora capito come qualcuno ci abbia potuto vedere la penisola.

E ora il portale del turismo Italia.it, ci accoglie il logo. Il portale tanto atteso da anni è on line, e l’imbarazzo cresce. Casse accese… la musica… il Barbiere di Siviglia…e poi? Dovete ascoltare di persona e poi mi dite che impressione vi ha fatto.

Entriamo dentro e ci accolgono frasi del tipo. Non potete fare a meno di cantare un’aria di Rossini anche fuori dalla doccia? Una buona bottiglia di vino è il primo regalo che vi viene in mente da fare e da ricevere? Non appena esce un raggio di sole correte a comprarvi un nuovo costume da bagno? Davanti a un pezzo di parmigiano inziate a declamare poesie?

Deglutiamo e andiamo oltre. Ecco le regioni e le Marche. Ehi, a Fermo non la prenderanno molto bene si sono dimenticati di loro e la quinta provincia non c’è. Giriamo ancora un po’ e arriviamo a Macerata. Provate a leggere le descrizioni di Macerata o degli altri comuni, non sono invitanti, mancano i links ai siti comunali e passiamo dalle banalità alle imprecisioni. Si legge per esempio “Parlando di musica, come non ricordare il festival musicale di Recanati, meta ambita per le giovani promesse della musica d’autore” Possibile che non sappiano di Musicultura che si svolge a Macerata?

Arriviamo a le Marche in tavola: …Specialità gustose e rinomate sono i cappelletti, i passatelli e i tagliolini in brodo, nonché gli strozzapreti e le lumachelle urbinati. Il piatto marchigiano più noto però restano gli anconetani vincisgrassi, capostipiti di tutte le lasagne al forno della penisola. Deliziosi i granetti al mosto cotto e i patacùc… Tra i secondi piatti c’è il profumatissimo maiale in porchetta, la trippa, il pollo arrosto “co’ lu pilotto” (insaporito da una spessa fetta di lardo), l’agnello marinato, la corata d’agnello e la frittata con la mentuccia, quei ultimi tipici del periodo pasquale. E ancora l’anguilla in umido e lo stoccafisso “in potacchio” d’Ancona, con pomodoro, acciughe e peperoncino, o le deliziose olive ascolane ripiene di carne, impanate e fritte… Per gli amanti del pesce merita più di un assaggio il brodetto marchigiano, principe delle zuppe di pesce adriatiche, presente nella versione “rossa” del pesarese e dell’anconetano, al pomodoro, e quella “gialla” dell’ascolano, allo zafferano. Le capitali del brodetto sono San Benedetto del Tronto, Fano, Porto Recanati e Porto San Giorgio. Sapori e tecniche rinascimentali per i dolci come il sanguinaccio, una miscela di pangrattato, miele, rum, cannella, sapa e scorza d’arancio stipata nel budello di maiale e bollita per mezz’ora; ciambellone, ciaramilla, beccuta di farina di frumentone, miacetto. Profumatissimo e adatto per accompagnare i piatti di pesce è il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Tra i vini rossi si segnalano gli ottimi Rosso Conero e Rosso Piceno a base di Sangiovese e Montepulciano, e la Lacrima di Morro d’Alba. Un eccellente vino da dessert è la Vernaccia di Serrapetrona, uno dei pochi spumanti rossi italiani.

Ho verificato, è copiato pari pari da wikipedia: Cucina marchigiana

L’incredulità cresce anche per il pressapochismo. Miliardi spesi, tanti anni. E dietro c’è la volontà dell’ex-ministro all’innovazione Stanca e l’IBM, azienda per cui, tra l’altro, prima di fare il ministro lui lavorava. E l’imbarazzo aumenta quando arriviamo alla pagina Chi siamo, una pagina fra le più importanti e ci accorgiamo che chi ha scritto i testi ha fatto a pugni con i font. E non può essere una giustificazione il fatto che il portale sia stato appena presentato.Qualcuno avrebbe dovuto verificare.

Era ora che l’Italia avesse un marchio del turismo! hanno esclamato ieri l’ex-premier e l’ex-ministro ai Beni Culturali, ma l’ha guardato onorevole Rutelli?

P.S. Dei costi del portale Italia.it, se ne era parlato nel forum un pò di tempo fa. Davvero sconfortante!

by giovi

La missione archeologica maceratese a Adrianopoli

February 18, 2007, 3:48 pm

Ho accolto l’invito di Andrea e puntuale ieri pomeriggio alle 17.30 ero seduta nella saletta a pianterreno del Castello Svevo di Porto Recanati per ascoltare la conferenza “Nuove acquisizioni dagli scavi di Adrianopoli (Albania)”, organizzata dalla sede locale dell’Archeoclub. Il relatore è stato il Dr. Matteo Tadolti, un giovane archeologo di Porto Recanati che si è laureato all’Università di Macerata. Il Dr.Tadolti ha parlato della sua esperienza in Albania dove ha partecipato alla campagna di scavi archeologici del teatro della città romana di Hadrianopolis (“Sofratike”) nella valle del fiume Drino. Al progetto partecipano diverse istituzioni, tra cui la Regione Marche, l’Università di Macerata, l’Università di Camerino e il Comune di Urbisaglia. La missione è svolta nell’ambito del Progetto archeologico ‘Tau’ Teatri antichi uniti, ed è finanziato anche dal Ministero degli Affari esteri. Tra i docenti dell’ateneo maceratese vi sono il Prof. Gianfranco Paci, direttore del Dipartimento di Scienze archeologiche e storiche dell’antichità, e il Prof. Roberto Perna. Oltre ai partners italiani vi sono l’Istituto archeologico dell’Albania e l’Istituto dei monumenti culturali albanesi. Il Dott.Tadolti ha mostrato i risultati acquisiti e le tecniche impiegate durante le settimane trascorse nel sito archeologico allo scopo di creare un archivio di documenti sui resti del teatro della città di Hadrianopolis, città romana dell’Epiro, che venne verosimilmente sommersa dalle alluvioni del fiume Drino. Il teatro, fu riportato alla luce per la prima volta negli anni ’80. Il sito archeologico si trova in prossimità della moderna città di Gjirokastro, uno dei luoghi d’interesse culturale “patrimonio dell’Unesco”. Uno dei problemi che si sta cercando di affrontare è quello degli allagamenti poiché il fiume Drino periodicamente tracima e allaga la valle coprendo regolarmente il teatro. Quando si ritira, circa due metri di fango coprono i resti e quindi le ricerche si possono condurre solo in certi mesi dell’anno. Fino ad oggi sono stati fatti dei rilievi cartografici e geologici che saranno di utilità anche in futuro per la popolazione locale. Si è proceduto anache alla catalogazione botanica delle piante e erbe che crescono tra le pietre del teatro allo scopo di comprendere se esse potranno costituire un pericolo per il degrado del teatro. Lo scopo della missione non è solo culturale, ci si prefigge di promuovere anche scambi e formazione di personale albanese specializzato nel settore archeologico con l’obiettivo di sviluppare il settore turistico-culturale della valle del Drino. In quest’ottica, infatti, tre studenti albanesi stanno partecipando ora alla campagna di scavo nel sito romano di Urbisaglia.

Il prossimo 1 Marzo 2007, all’Università di Macerata verrà presentata una pubblicazione, una monografia intera dedicata agli scavi di Hadrianopolis e ai risultati ottenuti fino ad oggi.

Fonte immagine StudioTorresi.it

by giovi

La storia del ciauscolo IGP

February 8, 2007, 3:23 pm

Quanti sono i prodotti IGP in Italia? Molti, e il numero è destinato a salire. Vi ricordate i commenti su uno dei primi articoli di Cronache Maceratesi a proposito del ciauscolo e del suo disciplinare? La vicenda ha avuto uno sviluppo. Da un paio di mesi è stata accolta dal Mipaaf la domanda delle due Associazioni di produttori, e il Ciauscolo ha ottenuto il riconoscimento della Igp – Indicazione Geografica Protetta – con protezione nazionale transitoria e quindi il totale dei salumi tutelati è passato a 31 sul territorio nazionale. Indicazione Geografica Protetta è un marchio d’origine (IGP) che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un area geografica determinata. Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Chi produce IGP deve attenersi alle regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Il marchio IGP indica che il legame con il territorio è presente in almeno uno degli stadi della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione del prodotto.

Quanti dei consumatori conoscono il significato corretto di questa sigla? E quanto è lungo il percorso per ottenere il riconoscimento? Ecco quindi l’occasione per seguire più da vicino cosa significa per i produttori ottenere questo marchio e per parlare anche dell’atteggiamento dei consumatori nei confronti dei prodotti tipici. Ma torniamo al ciauscolo. Cosa troviamo scritto in rete su questo prodotto? Le notizie non sono molte e sempre le stesse, incerta anche l’origine del nome. Il termine “ciauscolo, ciavuscolo” deriverebbe da “ciabusculum“, ossia piccolo cibo o piccolo pasto, spuntino consumato a piccole dosi, fedelmente con la tradizione contadina, negli intervalli tra la colazione e il pranzo e tra il pranzo e la cena. Altri sostengono che il nome derivi dall’involucro che contiene l’impasto, il budello che nel maceratese si chiama appunto ciauscolo. Ci aiuta a ricostruire un po’ di storia, un articolo pubblicato da ricercatori dell’Università di Camerino sulla rivista italiana Industrie alimentari (S. Rea et al. Storia, caratteristiche e tecnologia di produzione del ciauscolo, 2003). Gli autori affrontano anche aspetti storici e leggiamo che i documenti più antichi con riferimenti espliciti al ciauscolo, risalgono al 1737 e sono rappresentati da due atti:una comunicazione annuale relativa ai prezzi dei principali prodotti alimentari dell’epoca (Archivio Notarile di Camerino,1737) e l’inventario di una bottega di Camerino. Un atto notarile risalente al 1750 riguarda invece un inventario di beni stilato in occasione della registrazione di una eredità Degno di nota è osservare che i soli prodotti a base di carne suina insaccati nominati nel documento dell’epoca risultino salami, soppressate e ciauscoli.

La produzione attuale di questo salame marchigiano, la cui principale caratteristica è la spalmabilità, si attesta sulle 600 tonnellate l’anno. Ci si chiede se ottenuto il riconoscimento della Igp aumenterà la produzione. Ne parleremo nelle prossime settimane, magari con i diretti interessati, i Presidenti delle due Associazioni di produttori – Graziella Ciriaci dell’Associazione Ciauscolo tipico delle Marche e Massimo Focacci dell’Associazione produttori Ciauscolo dei Sibillini – che hanno manifestato – si legge in un comunicato stampa– la comune volontà di fondersi per dar vita al Consorzio di tutela del Salame Ciauscolo Igp.

Edit: Ho trovato un articolo su alcuni produttori maceratesi del ciauscolo. L’autore è il giornalista Tommaso Farina. Buona lettura!

by giovi

Un cd per ricordare Peppe de Birtina

February 6, 2007, 5:51 pm

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Tutti insieme per ricordare Peppe de Birtina, il cantastorie appignanese scomparso il 27 dicembre 2005 all’età di 80 anni. Alcuni dei gruppi più noti delle Marche hanno realizzato un cd con le sue canzoni dal titolo “vita mia, gli amici cantano Peppe de Birtina”. Il cd è in vendita in tutte le edicole di Macerata, Fermo e Ancona, in allegato alla rivista “Artenomade”. Gli stessi gruppi che si sono recentemente esibiti al Teatro Lauro Rossi per ricordare il cantastorie appignanese che ha composto e depositato alla Siae la bellezza di 350 canzoni.
Tutti insieme per ricordare la sua energia esplosiva: da L’Orchestra popolare de lu Portu de Pignà, ai Malavida; da Mines ai Vincisgrassi, passando per The Gang, Meridiano Zero, Again, Amleto Caterbetti, Ogam e altri ancora. Tutti insieme per un cd che parla con ironia della bellezza e della semplicità della nostra terra. «Peppe de Birtina – si legge nel libretto del cd – lascia un vuoto incolmabile nell’ambiente musicale marchigiano perché unici erano la sua ironia, il suo istrionismo, la sua capacità di intrattenimento e le sue canzoni». Un cd con 19 brani che trasmettono allegria: «A lambada de Pignà»; «Il trenino dispettoso»; «Qualche cosa nel mondo non va»; «’A moto»; «Chicago Boston New York»; «Questa tv»; «Bellente»; «’U ’Mbianchì»; «Evviva il Viagra»; «Me piaciria ’ncuntrà»; «’U frate»; «Piove Governo ladro»; «’U barbiere»; «Non se fa gnisciù l’affari sua»; «Tu sarai ’nconrnisciatu»; «Erotica»; «’A Fija de Lalla»; «Il disco del nonno»; «Vita mia». Così rivive la straordinaria verve di Giuseppe Gasparrini, in arte Peppe de Birtina.

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by Matteo Zallocco


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