Nazareno Strampelli. Il pioniere della moderna cerealicoltura

February 1, 2007, 4:34 pm

Giovedì scorso alla Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, si è svolto un seminario per ricordare il contributo che il marchigiano Nazareno Strampelli ha dato allo studio della genetica del grano. L’agronomo, considerato da molti addetti ai lavori, un pioniere del miglioramento genetico e precursore della “rivoluzione verde” era di origini maceratesi. Nato il 20 maggio 1866, a Crispiero, frazione del comune di Casteraimondo, dopo la laurea in agraria all’università di Pisa, insegnò a Camerino e a Reggio Calabria. Trasferitosi a Rieti, assunse la direzione della neonata Cattedra Ambulante di Granicoltura. Nonostante le difficoltà economiche dei primi anni, Strampelli realizzò un numero elevato di incroci alla ricerca di un frumento resistente contemporaneamente all’allettamento e alla ruggine per avere una varietà adatta ai terreni del Camerinese. Lavorò a lungo sulle varietà di grano, “Rieti” e “Noé”. Partecipava attivamente alle semine ed alla raccolta, appena giorno, insieme agli operai era in campagna, e il Professore passava l’intera giornata all’aperto. Grandissimo il numero di varietà realizzate e raccolte in un apposito campo. Più di 250 varietà di frumento, anche estere. Dall’incrocio tra la varietà di grano “Rieti” e la segale ottenne il “Terminillo” che risultava esente da ruggini. Nel 1914 alla mostra delle novità a Roma, egli presentò dodici nuovi grani tra cui il “Gregorio Mendel”, in onore dello scopritore delle leggi della discendenza; seguirono il “Luigia” il “Varrone” e grani da pane come il “Villagloria” , “l’Ardito”, il “Mentana”, “l’Edda”, il “Balilla”, il “Fanfulla”, e grani da montagna come il “Virgilio” , il Cambio” e tanti altri. Da notare, per contrasto, che la prima cattedra di genetica in Italia venne istituita circa 50 anni dopo gli albori strampelliani. Secondo il figlio Benedetto gli incroci ottenuti furono circa ottocento. Nelle sue esperienze non trascurò i problemi della lavorazione del terreno, delle concimazioni, della rotazione, delle malattie del frumento, della quantità del seme. Tra le varietà di grano duro selezionate, ci fu anche il Senatore Cappelli cui diede questo nome in omaggio a Raffaele Cappelli, abruzzese, Ministro per l’Agricoltura del Regno d’Italia nei primi del ‘900 e promotore della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri. Il nome della varietà del grano “Senatore Cappelli”, ai più non dirà niente, ma molti ricorderanno il filmato storico in cui Benito Mussolini lo falciava e raccoglieva. Il Prof.Strampelli ha lasciato numerosissimi libri e documenti sui suoi studi. Possiamo di certo affermare che moltissime varietà, coltivate in ogni parte del mondo, possono vantare il Senatore Cappelli o altre varietà selezionate da Strampelli nel loro albero genealogico.

Achille, Chiara, Ciccio, Grazia, Radioso, Quadrato, Ermocolle, Ionio, Durango, Orobel, Vento, e poi Vendetta, Colosseo, sono solo alcune delle varietà di grano, circa un centinaio, catalogate negli ultimi anni in Italia. L’attività di ricerca e sperimentazione nel campo della cerealicoltura continua. Chissà cosa penserebbe oggi l’agronomo dei progressi acquisiti in questo settore, della mappatura genica della pianta, della agro-pirateria e del grano transgenico prodotto da alcune multinazionali del biotech.

Nella provincia di Macerata e nel resto della regione, da alcuni anni è attuato il progetto “Qualità grano duro nelle Marche”. L’attività sperimentale è coordinata, a livello nazionale, dall’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, a livello regionale dall’ASSAM. Al progetto collabora anche il CERMIS, il Centro Ricerche e Sperimentazione per il Miglioramento Vegetale di Tolentino di cui abbiamo già parlato e che porta proprio il nome del pioniere della moderna cerealicoltura, il Prof N. Strampelli.

by giovi

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