L’Oscar anche all’eroe di Ferretti

February 26, 2007, 5:25 pm

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Nella foto (cliccare per l’ingradimento) Dante Ferretti assieme a Martin Scorsese durante le riprese di Gangs of New York.

A MACERATA- Dante Ferretti

Due anni fa, di questi tempi, il 64enne scenografo maceratese Dante Ferretti, cresciuto nel laboratorio di Peschi, vinse l’Oscar per la miglior scenografia del film “The Aviator” e dedicò la vittoria al regista Martin
Scorsese: “E’ il mio eroe, ho fatto sei film con lui e credo che sia un regista importantissimo. E’ il massimo, è uno dei più grandi maestri”. Due anni dopo arriva il tanto atteso Oscar per la miglior regia a Martin Scorsese per “The Departed”. Un grandissimo regista che ha provato grande emozione, ieri notte, al momento della premiazione.
E grazie a Dante Ferretti anche Macerata ha potuto provare queste grandi sensazioni.

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Ferretti inizia la sua carriera cinematografica come assistente nel film “Il Vangelo secondo Matteo” (1964) di Pier Paolo Pasolini, con il quale continua a lavorare, questa volta in qualità di scenografo, in opere importanti come “Medea” (1969), “Decameron” (1971), “I racconti di Canterbury” (1972), “Il fiore delle mille e una notte” (1974) e “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975).
Si trova quindi a collaborare con numerosi altri registi italiani, tra i quali Elio Petri, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Luigi Comencini, senza dimenticare Federico Fellini, la cui arte era totamente opposta a quella realista di Pasolini. Con Fellini Ferretti lavora per “Prova d’orchestra” (1979), “La città delle donne” (1980), “E la nave va” (1983), “Ginger e Fred” (1986) e “La voce della luna” (1990).
Circa verso la metà degli anni ’80, Ferretti comincia ad essere chiamato a lavorare al di fuori del panorama cinematografico italiano. La sua prima prova internazionale arriva nel 1986, quando collabora con il regista Jean-Jacques Annaud per la versione cinematografica de “Il nome della rosa”, tratto dal romanzo omonimo di Umberto Eco. Nel 1989 e nel 1990 ottiene due nomination all’Oscar, insieme alla moglie, Francesca Lo Schiavo, sua abituale collaboratrice, per il suo lavoro ne “Le avventure del Barone di Munchausen” dell’ex-Monty Python Terry Gilliam e dell'”Amleto” di Franco Zeffirelli.

Debutto a Hollywood con Martin Scorsese, conosciuto anni prima a Cinecittà, sul set del film di Fellini (di cui Scorsese era un grande ammiratore) di “La città delle donne”, per il quale diventerà un collaboratore indispensabile, per il film “L’età dell’innocenza”, che gli vale la terza nomination dell’Academy. La quarta arriva nel 1994 per “Intervista col vampiro” di Neil Jordan.
La collaborazione con Scorsese intanto continua con altri film, quali “Casino”, “Kundun” (scenografie e costumi che gli valgono la quinta candidatura), “Gangs of New York” (per il quale ha ricostruito la New York di fine ‘800 nei teatri di posa di Cinecittà) e “The Aviator” che questa volta frutta a lui e alla moglie Francesca Lo Schiavo l’ambita statuetta.

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IN ITALIA- Ennio Morricone

Oscar alla carriera ad Ennio Morricone. Ci alziamo in piedi a applaudiamo anche noi.
Tutti in piedi al Kodak Theatre di Los Angeles, per Ennio Morricone. Mentre sugli schermi scorrevano le immagini dei più importanti film musicati dal maestro italiano e le sue note riempivano la sala, tutti i presenti gli hanno tributato un applauso così caldo e sincero che Morricone ha ceduto alla commozione. In particolare quando ha dedicato, ringraziandola, la sua statuetta alla moglie. “Non si tratta di un traguardo, ma di un punto di partenza”, ha detto e assicurato e che, a 78 anni, continuerà a dedicarsi “con passione al mondo del cinema”. A tradurre in inglese le sue parole l’uomo che dei temi musicali di Morricone è divenuto il volto: Clint Eastwood.
Grazie alle colonne sonore di Morricone alcuni film sono da tutti considerati capolavori assoluti. Come dimenticare “Il Buono, il brutto e il cattico”, “Giù la testa”, “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America”, “Novecento”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Gli Intoccabili” o i più recenti “La leggende del pianista sull’oceano”, “Canone inverso” e “Malena”.

NEL MONDO- Martin Scorsese e Forrest Whitaker
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L’Accademy ha consegnato a loro i premi più ambiti: miglior regia e miglior attore. Scorse con “The Departed” ha vinto quattro statuette tra cui anche quella come miglior film. Per il regista italo-americano è stato il grande riscatto. “Tutti mi chiedevano quando avrei vinto un Oscar. Me lo chiedevano in ascensore, me lo chiedeva il medico quando mi facevo le radiografie, me lo chiedevano per strada”. E, infine, rivolto al figlio di sette anni Francesco: “Ora puoi cominciare a saltare sul letto. Fai un sacco di casino in albergo”. The Departed si è aggiudicato, oltre al premio per miglior film e regia, anche quelli per il montaggio e la sceneggiatura non originale. Un trionfo d’autore.

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Forrest Whitaker ha vinto quello come miglior attore per “L’ultimo re di Scozia” grazie ad un’interpretazione davvero stupefacente.

Foto e dichiarazioni della notte degli Oscar da www.corriere.it.

NELLO SPORT- Jan Urrlich
Il ciclista tedesco annuncia il ritiro.

by Matteo Zallocco

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