Archivio per giugno 2007

Aggiungi un sito web a tavola

June 28, 2007, 5:30 pm

templatesitoproviincia

Cosa c’è di nuovo nel web sull’educazione alimentare? se digitiamo su Google news, da diversi giorni, al primo posto troviamo la presentazione di un sito sull’educazione alimentare voluto dalla provincia di Macerata. Il sito finalizzato -si legge nei comunicati stampa- a promuovere i principi di una corretta alimentazione e il consumo di prodotti legati al territorio è stato realizzato dall’azienda maceratese Task.

Vediamolo insieme. L’impatto visivo è piacevole, cosa ci troviamo dentro? Nove testi sulle regole del vivere sano e il programma degli incontri formativi e delle visite guidate realizzate durante l’A/S 2006-07 all’Istituto tecnico agrario “Garibaldi” di Macerata e all’Alberghiero “Varnelli” di Cingoli. Troviamo anche l’elenco delle attività svolte nelle scuole e gli indirizzi delle “Fattorie didattiche”, strutture che diverse imprese agricole hanno attivato e che danno l’opportunità ai più giovani di avvicinare il mondo rurale attraverso un contatto diretto con la terra, i prodotti e gli animali. Sul sito anche i risultati di un monitoraggio sulle abitudini alimentari di un campione di studenti di diversi comuni maceratesi. Una popolazione eterogenea di studenti costituita da 507 alunni (249 bambini della scuola dell’infanzia e 258 studenti della scuola primaria). Nel sito non manca la sezione giochini, Buon divertimento!

Seguo da diversi anni le varie attività promosse su temi riguardanti l’alimentazione, sia a livello locale che nazionale e ogni tanto uno sguardo anche fuori, cosa sta promuovendo la comunità europea. In rete troviamo numerosi siti e documenti prodotti da associazioni, comuni, aziende private, istituzioni pubbliche e private. Fino ad oggi gli interventi sono stati caratterizzati per la frammentarietà e per lo scoordinamento tra le diverse istituzioni che con ruoli diversi sono interessati a attività formative riguardanti l’alimentazione e la salute. Mi auguro così che in futuro le attività didattiche nelle scuole maceratesi, possano essere svolte coinvolgendo anche un numero maggiore di alunni e piu’ comuni oltre a quelli già interessati. “E’ stato questo un ottimo punto di partenza per future azioni specifiche”, ha dichiarato d’altra parte l’assessore all’Istruzione, Clara Maccari.

Tra i links indicati dal sito maceratese di educazione alimentare spicca l’assenza di alcuni di siti web nazionali e/o progetti che si propongono di promuovere l’educazione alimentare e una maggiore conoscenza dei prodotti agroalimentari: Naturalmente Italiano, il sito Benesserestudenti.it voluto dal Ministero della Pubblica Istruzione solo per citarne un paio. Una dimenticanza o un segnale di quello che stavo dicendo sopra? Si ha l’impressione che chi ha curato il sito non abbia fatto troppa attenzione a ciò che è stato fatto negli ultimi anni a livello nazionale.

Dai comunicati stampa leggiamo che il sito maceratese contiene anche un blog. Vediamo un po’ chi lo cura? per la verità non è chiaro, o forse non è ben definita l’idea di cosa sia un blog? Ci troviamo solamente due interrogativi -data 28 maggio 2007-rispettivamente degli Assessori provinciali Luigi Carlocchia e Clara Maccari. “Vorrei aprire un confronto sul tema dell’abuso di alcool da parte dei giovani e avere il punto di vista dei ragazzi, degli insegnanti, dei genitori”. scrive Luigi Carlocchia, Assessore all’agricoltura e al servizio idrico integrato.

Clara Maccari, Assessore all’istruzione e ai diritti dei bambini invece rivolge l’attenzione agli erogatori di snacks e si interroga dal sito: “I distributori automatici di alimenti nelle scuole propongono sempre prodotti industriali della larga distribuzione: come si potrebbe migliorare la qualità dei cibi venduti per la merenda o lo spuntino dei nostri figli, portando nelle “macchinette” frutta o verdura o prodotti artigianali locali?

Forse bisognerebbe spiegare ai due assessori cosa vuol dire seguire un blog e che ogni tanto qualcuno dovrebbe leggere i commenti dei lettori e dare delle risposte.

Edit 29/6/07. Anche nel comune di Montelupone nell’A.S.2006/07 si è svolto un progetto di Educazione alimentare rivolto alle scuole.

Segnalo inoltre a chi fosse interessato, che nell’ambito del progetto di Sorveglianza nutrizionale ed educazione alimentare nelle scuole, svolto dall’Assessorato Tutela della Salute, Azienda Sanitaria Unica regionale, (A.S.2004-05), è stata realizzata una indagine sulle abitudini alimentari di un campione di alunni marchigiani. Alcuni comuni maceratesi sono stati coinvolti nella ricerca e i dati acquisiti si possono scaricare da questa pagina.

by giovi

Pistacoppi, pesciaroli, leopardiani e tutti gli altri

June 27, 2007, 10:30 am

Ultima tappa del nostro viaggio in provincia. Ultimo gruppo di Comuni, i più grandi, i più conosciuti.
Potete votarli qui.
Dalla prossima settimana via alle semifinali.

Image

San Severino (13.202 abitanti). Nell’affascinante piazza del Popolo (la più bella della provincia, lunga 224 metri, larga 55) ruota la vita del paese che con 227 km/q vanta il territorio più esteso della provincia. Tra le 39 frazioni la più popolosa è quella di Cesolo, mentre a Elcito (il punto più alto di San Severino con i suoi quasi 1000 metri) dal 2005 non vive più nessuno.

Image

Corridonia (14.544 abitanti, di cui 452 i pakistani registrati all’anagrafe).
Il centro storico è sempre più abitato dagli stranieri per il basso costo degli affitti di case ridotte in pessime condizioni. Ma nella città che in passato si è chiamata Pausola e Montolmo per poi prendere il nome dal sindacalista Filippo Corridoni, non mancano le bellezze: dal restaurato teatro Velluti all’Abbazia di San Claudio (nella foto).
Corridonia ha appena eletto un sindaco donna, Nelia Calvigioni.

Image
Potenza Picena (14.674).

Potenza Picena e Porto Potenza si completano dando vita ad un Comune ricco: dall’arte ai paesaggi collinari e rivieraschi. Ma tra le due realtà c’è sempre stato un forte campanilismo.
Le cantine, il Babaloo e Villa Buonaccorsi sono le attrazioni principali nella città che negli ultimi anni è apparsa sulle cronache nazionali per aver dato la cittadinanza italiana ai campioni dello sport: da Gabriela Sabatini, ai calciatori Camoranesi, Cicinho e Paulo Cesar.

Image

Tolentino (20.006). Confermato il sindaco Ruffini nelle recenti elezioni, Tolentino aveva superato per la prima volta il traguardo dei 20.000 abitanti nel corso del 2006. Merito soprattutto degli stranieri: sono 1.748, quasi il 10% dei residenti.
Tanti i fiori all’occhiello: dal Santuario di San Nicola (nella foto), all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, dal Castello della Rancia al teatro Vaccaji passando per le terme di Santa Lucia.

Arriviamo infine alle tre città più grandi e più conosciute, su cui si potrebbero scrivere tante cose, ma proprio perché molto conosciute sarebbe più bello sentire da voi qualche commento personale.
Recanati (20.244 abitanti) è solo la città della poesia? Vive solo nel ricordo di Giacomo Leopardi?
Civitanova (39.825) è solo mare? (E che ne pensate della Bandiera Blu arrivata per il terzo anno consecutivo nonostante le carenze sotto il profilo turistico, leggasi mancanza di alberghi? )
E Macerata (42.484) è solo Sferisterio, lirica, Università?

Image
Recanati.

Image
Civitanova

Image
Macerata

by Matteo Zallocco

Le strade maceratesi dell’olio

June 21, 2007, 9:40 pm

Come anticipato, domenica scorsa sono stata in giro per le campagne maceratesi, in occasione della manifestazione “Le strade dell’olio“. Per la precisione sono stata a Montefiore tra Recanati e Monte Fano. Altre aziende maceratesi incluse nella manifestazione si trovavano a Cingoli, Mogliano, Corridonia e San Severino. Ho scelto di visitare l’azienda agraria delle sorelle Gabrielloni, il cui olio extravergine ha già avuto diversi riconoscimenti a livello nazionale. “Le strade dell’olio“, sono una manifestazione nata per avvicinare i consumatori alle aziende produttrici, allo scopo di far conoscere le filiere produttive di questo condimento così usato alle nostre latitudini. Ci ha accompagnato nella visita dell’uliveto, composto da circa duemila piante, una delle proprietarie, Elisabetta Gabrielloni. Una atmosfera davvero familiare in azienda con possibilità di fare anche una merenda assolutamente non programmata alla partenza.

Elisabetta Gabrielloni mi parla degli oli monovarietali

A tutti i partecipanti, l’opportunità di assaggiare gli oli monovarietali prodotti dall’azienda. Con questo nome si indicano gli oli prodotti dalla frangitura di un solo tipo di cultivar di olive. Questo procedimento permette di ottenere oli con caratteristiche gustative e olfattive diverse in relazione alla composizione chimica in acidi grassi e in polifenoli. In questo modo gli oli monovarietali si differenziano dalla vasta offerta commerciale degli oli extravergini presenti sul mercato. Esistono centinaia di cultivar di olive, alcune sono più diffuse in certe aree geografiche. Una pubblicazione curata dall’ASSAM qualche anno ha raccolto foto e documentazione della bioversità delle cultivar di olive coltivate nella regione Marche. Le varietà più diffuse sono “Raggiola”, “Carboncella”, “Rosciola”, “Leccino”, “Frantoio”, “Moraiolo”, Maurino”, “Pendolino”, “Laurina”, “Lea”, “Nebbia”, “Sargano”, “Mignola“. Tra le varietà diffuse nel maceratese vi è la Coroncina con maggiore concentrazione nei comuni di Caldarola e Serrapetrona. La Sargano di Fermo è diffusa soprattutto nel fermano e lungo la zona litoranea, fino alle province di Macerata e Ancona. Poi c’è la cultivar Piantone di Mogliano e all´olio monovarietale prodotto da questa varietà, è stata dedicata una pubblicazione che illustra la storia, la cultura, le tradizioni e caratteristiche organolettiche di questa tipologia di olio extravergine. Per promuovere una maggiore conoscenza di questo olio, nel comune di Mogliano è nata anche l’associazione “Il Piantone di Mogliano”.

In occasione della Rassegna agricola del Centro Italia, svoltasi a Villa Potenza ai primi di giugno, è stata organizzata la quarta Rassegna degli oli monovarietali, poiché si ritiene che le centinaia di cultivar rappresentino una risorsa non solo paesaggistica ma anche economica. La capacità di differenziarsi, di caratterizzare il proprio olio rappresenta, per le piccole medie aziende, una possibilità di sopravvivenza in un mercato dominato in prevalenza dal fattore prezzo.

Per i prossimi mesi, vale la pena segnare i nomi delle aziende che hanno aderito alla manifestazione perché da questa edizione di “Le strade dell’olio”, le aziende produttrici di olio, saranno aperte tutto l’anno, basterà un semplice contatto telefonico per concordare una visita. Nei prossimi mesi, altre manifestazioni dedicate all’olio e altre aziende vi aspettano con Frantoi aperti quando ci sarà l’opportunità di visitare e vedere i frantoi all’opera e assaggiare il nuovo olio stagione 2007.

by giovi

Da Camerino a Porto Recanati passando per Cingoli

June 19, 2007, 11:34 pm

Ecco il penultimo gruppo di Comuni, quelli un po’ più grandi. Potete votare qui.

Image

Camerino (7.054 abitanti), 27 frazioni, 116 località, per un territorio di 130 km/q in una città dove tutto ruota attorno all’Università. Lasciato alle spalle il caso Capizzano Camerino l’anno scorso si è goduto il record italiano di tutti i tempi nei 200 e nei 400 metri di Daniela Reina.

Image

Monte San Giusto (7.602 abitanti, il 10% sono immigrati). Un Comune divenuto ricco grazie alle imprese calzaturiere, ma che negli ultimi anni ha risentito pesantemente della crisi di questo settore. Il fiore all’occhiello è “La Crocifissione”, la Pala di Lorenzo Lotto.

Image
Treia (9.606 abitanti) con le sue campagne e le sue ville gentilizie, con le sue colline che circondano un affascinante centro storico. Il 2006 è stato un anno d’oro per Treia: per la prima volta le è stato assegnato il riconoscimento di uno dei “Borghi più belli d’Italia” e poi sono arrivate le imprese della Lube (primo scudetto marchigiano nel volley) e di Ulderico Lambertucci (a Pechino sulle orme di Padre Matteo Ricci).

Image

Matelica (10.284 abitanti). Vanta il sito archeologico più importante della regione. Negli ultimi 15 anni sono stati ritrovati tantissimi reperti di origine romana nella città di Enrico Mattei.

Image

Cingoli (10.518 abitanti). Paesaggi incantevoli e panorami mozzafiato. Anche il Balcone delle Marche (da lassù qualche giorno all’anno si riesce a vedere anche la costa della Dalmazia) negli ultimi anni ha fatto registrare un boom di stranieri (903).

Image
Morrovalle

Image
Porto Recanati

Non trovo i dati aggiornati su Morrovalle e Porto Recanati, Comuni che comunque hanno superato i 10.000 abitanti: Morrovalle grazie all’espansione della grande frazione di Trodica, Porto Recanati soprattutto per il boom di stranieri (ha la percentuale più alta della provincia). Magari aggiungete qualcosa voi come in questo topic.

by Matteo Zallocco

La douche France

June 18, 2007, 4:56 pm

Sabato scorso, al Castello Svevo di Porto Recanati si è svolto un interessantissimo appuntamento dell’ArcheoClub con la presenza di Giovanni Carnevale che ha trattato un tema di cui si occupa da molti anni: “La dinastia dei Carolingi nel Piceno”. Il Prof Carnevale ne è convinto, la storia dell’alto medioevo carolingio va riscritta, perchè sulla base dei suoi studi, che Acquisgrana era ubicata in Val di Chienti. Andrea Bianchi ci racconta i contenuti della relazione a cui ha partecipato anche un esponente del “Comitato per lo studio della presenza Carolingia in Val di Chienti.


Torri di San Claudio

Dire che è stata una conferenza interessante forse può sembrare una frase di circostanza ma sarebbe davvero difficile dire il contrario. Ci sono situazioni che ci portano a considerare le cose così come ci sono state insegnate, le più giuste anzi le uniche possibili e per questo apprendere che forse esiste una chiave o più chiavi di lettura alternative a quanto sappiamo, può destarci stupore e qualche sospetto eppure a dire il vero, almeno in questo caso, tutto combacia alla perfezione. Che la Grande Storia a volte si condisca delle debolezze umane non deve meravigliare perché se così si può dire, tutto cominciò dalla gelosia e forse dall’odio per un figlio illegittimo, che rinnovava giorno dopo giorno, lo scorno dell’onta subita di non essere stata in grado di procreare la stirpe reale. Plectrude, vedova infruttuosa di Pipino di Heristal, regnante della Gallia dal 680 al 714 d.c., allontanò con modi abbastanza bruschi il figlio che il marito aveva avuto dalla concubina Alpaide, probabilmente più stimolante della sovrana, spedendolo armi e bagagli con un nugolo di Franchi, nella lontana Acquas Grani nel Piceno, a giorni e giorni di cammino al fine di non sentir più parlare di lui né tanto meno di vederne la faccia. Gran brutto carattere la sovrana. Regnante di Gallia era stato nominato poi il piccolo, di appena sei anni, Teodaldo, nipote del defunto re. È chiaro chi detenesse l’effettivo controllo del potere politico e militare; siamo a cavallo tra il VIII e il X d.C., un periodo che ancora oggi presenta molti lati oscuri tutti da chiarire. L’esiliato “sub custodia” nel Piceno, tal Carlo Martello, al di là delle proprie aspettative, si trovò a meraviglia nelle nuove terre, ricche di flora e fauna, tra le montagne e il mare, protetto dalle Clusae dell’appenino umbro-marchigiano, eppure non lontano dal “mondo”, la Roma dei Papi, da non desiderare più il ritorno a casa. I Galli crebbero e si svilupparono a tal punto che cominciarono a creare problemi al vicino Papato e ai dirimpettai bellicosi longobardi, i quali non vedevano certo di buon occhio la crescente prosperità della comunità franca nel Piceno. Sta di fatto che i carolingi (dinastia che si distingueva nel ceppo dei franchi, dai merovingi che regnavano nella Gallia) fecero di Aquisgrana (prima sedes Franciae) presso la Val di Chienti, la capitale del loro nuovo impero e costruirono edifici che ne esaltassero il più possibile la grandezza. Mario Latini, storico di Morrovalle ci ricorda “ogni paese della nostra terra marchigiana vanta di essere stato fondato, toccato, calpestato, difeso, distrutto, onorato da Carlo Magno,re dei Franchi, Imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente.

Carlo Magno

Sono fantasie di uomini che amano la loro terra e vogliono dare ad essa impronta di nobiltà e gloria” (Nebbia di ricordi, profumo di cose perdute), insomma un innamoramento collettivo che continua ancora oggi. Quello che noi storicamente conosciamo come capitale dell’Impero carolingio, è l’Aquisgrana che sorge presso la località di Aachen, nell’attuale Germania, fondata per volere del Federico Barbarossa (nato a Jesi, guarda caso) per ospitare i resti traslati dalla Val di Chienti, di Carlo Magno, nell’anno 1166. Difatti oggi il corpo di Carlo Magno, “patricius romanorum” e fondatore del Sacro Romano Impero, riposa ad Aquisgrana nell’attuale Germania. La scarsità dei documenti in quel periodo (alto Medioevo) oltre che la difficile interpretazione degli stessi ha generato, a detta del relatore, equivoci storici piuttosto eclatanti, che ci hanno indotto a macroscopici errori. Paradossalmente un’operazione culturalmente ineccepibile come il recupero storico e storiografico dell’Alto Medioevo attraverso i pochi documenti disponibili, effettuato dal movimento culturale del Romanticismo tedesco, ha minato le basi per una corretta ed obiettiva valutazione del fenomeno. Tornando a Carlo Martello, dopo aver raggiunto un’alleanza con il vicino re dei Longobardi Liutprando nel 712, e riconquistato il tesoro reale dei Franchi sconfiggendo la regina Plectrude nel 717, lasciò come eredi Carlomanno e Pipino. Il primo vestì l’abito monastico lasciando il titolo al fratello minore Pipino. A sua volta Pipino lasciò l’eredità ai figli Carlomanno (come lo zio) e Carlo che divenne poi alla morte del fratello, unico re dei carolingi, riunificando tutte le terre del padre. Attraverso l’esproprio delle terre della Chiesa (proprio come avevano fatto i Merovingi in Gallia) e la successiva redistribuzione tra i feudatari, pose le basi per la costituzione dell’Impero con una precisa e forte identità. Tutta l’epopea di Carlo Magno è piuttosto nota, almeno nelle sue fasi salienti, quello che è meno noto invece, almeno a quanto sostiene il Prof. Carnevale, è che il fulcro delle vicende che riguardano la sua dinastia, non è al centro dell’Europa come tutti siamo indotti a credere ma in Italia, nel Piceno e per l’esattezza in località San Claudio, dove sorge una bellissima chiesa che è stato lo spunto per l’inizio di tutta la ricerca del Professore Carnevale. Da cosa è partito nella sua valutazione? Dall’osservazione della struttura dell’edificio che incredibilmente rispettava la sezione aurea (detto anche numero di Fidia), sconosciuta all’epoca eppure perfettamente rispettata nella costruzione dell’edificio.

Come era stato possibile? Ciò è stato possibile soltanto grazie alla maestria della manovalanza di origine araba che riproponeva lo schema base con cui costruivano i palazzi e le moschee, ovvero nove “scompartimenti” definiti da quattro colonne portanti. Inoltre altri scavi effettuati nella zona hanno portato alla luce edifici costruiti con archi di tipo sassanide, tipico dei palazzi e delle moschee della penisola arabica. Solo coincidenza? Eppure, secondo alcuni scritti, nella corte carolingia era di casa un emissario arabo del califfo musulmano (dinastia degli Abbassidi), Harun al-Rashid, originario di Bagdad, che mantenendo i contatti tra le due case regnanti, era solito introdurre in occidente novità e particolarità che provenivano dall’Oriente. È probabile che sia lo stesso che ha introdotto artigiani arabi capaci di costruire una chiesa come quella di San Claudio che non ha eguali in altre regioni d’Italia; ritroviamo invece lo stesso schema riproposto nelle sue varianti sovrapponibili, sia in Francia che lungo le coste della Dalmazia. Se da un punto di vista storico (documenti che vanno “riletti” sotto una nuova luce) e architettonico (stesso stile in posti lontani ma evidentemente legati da un sottile legame), esistono elementi che fanno supporre che le cose possono essere andate diversamente da come abbiamo sempre pensato, abbiamo un altro spunto di riflessione che ci viene dalla scienza: un articolo di Alberto Piazza, pubblicato su Quaderni di “Le Scienze” n°86 dell’ottobre 1995, è corredato da un grafico,dal quale risulta che i marchigiani possiedono un patrimonio genetico molto simile a quello delle popolazioni germanico-scandinave. Condividono inoltre con gli abitanti dell’Umbria cromosomi molto simili a quelli di Francesi, Cecoslovacchi e Ungheresi. In parole semplici i più nordici in Italia sono i marchigiani. Solo un’altra semplice coincidenza?

Andrea Bianchi

Fonti immagini carolingi.org e fotogallery di Mariana e Paula Moreno

by giovi

Tra girasoli e ulivi

June 17, 2007, 9:17 pm

Oggi sono stata in giro per le campagne maceratesi. In occasione della manifestazione “Le strade dell’olio”, ho visitato l’azienda agraria delle sorelle Gabrielloni a Recanati. Assaggi degli oli monovarietali in compagnia di una delle proprietarie, e una mostra di quadri tra gli alberi d’ulivo, alcuni secolari. Ecco le foto. Raggia, mignola, Coroncina, ascolana,Piantone di Mogliano, sono i nomi delle varietà di olive coltivate, sembra che ne esistano centinaia. A giovedì per altri commenti!

Created with Paul’s flickrSLiDR.

by giovi

Il nostro viaggio supera quota 5.000 (abitanti)

June 12, 2007, 1:16 pm

Sesto gruppo di Comuni. Votate qui.

Image

San Ginesio (3.869 abitanti), un bellissimo centro scoperto negli ultimi anni da inglesi e olandesi che hanno restaurato vecchi ruderi trasformandoli in bellissime ville.
E nel Comune che porta il nome del santo romano protettore degli attori non può mancare un gran bel teatro, anche se a San Ginesio hanno dovuto aspettare quasi trent’anni per veder risplendere il “Giacomo Leopardi”, riaperto il 18 dicembre 2005, nella splendida piazza Alberico Gentili.

Image
Appignano (4.134 abitanti). Un Comune in crescita grazie al dinamismo industriale. Nel 2003 la città del mobile ha tagliato il traguardo dei 4.000 abitanti. Molto noto il convento di Forano.

Ma nel centro c’è solo una strada e il traffico è… pesante.

Image

Castelraimondo (4.827 abitanti). Tanti stranieri (487, di cui 252 albanesi) e un centro storico che si è appena rifatto il look. Un paese nato nel 1.311 per esigenze politico-militari: Camerino aveva bisogno di un baluardo lungo la vallata del Potenza per potersi difendere dai nemici di allora, Matelica e San Severino.

Image
Mogliano (4.926 abitanti). Nel 1744, per aver favorito le truppe austriache in marcia verso il meridione, Mogliano fu insignita dal titolo di “città” dalla regina d’Ungheria. Da qui la rievocazione storica “Mogliano 1744” (fine giugno-inizio luglio).
Fiorente centro artigianale nel settore dell’arredamento, della pelle, della lana, oltre che del vimine.

Image

Montecosaro (5.601 abitanti). Da un eccesso all’altro, a Montecosaro Scalo si trova tanta gente e il traffico della Statale ricorda quello di una grande città. Nel bellissimo e accogliente centro storico invece trovi… un deserto: solo 400 abitanti e la maggior parte delle abitazioni vuote.
Il fiore all’occhiello è la Basilica di Santa Maria a Piè di Chienti (nella foto), considerata il miglior esempio di chiesa romanica sull’intero panorama nazionale.

Image

Pollenza (6.261 abitanti). Cnetro dell’antiquariato e del restauro (molto nota la mostra di luglio) ma anche un Comune… tinto di rosa. A fianco del sindaco Sabrina Ricciardi due assessori su tre sono donne, così come il segretario comunale e la maggior parte dei consiglieri, quasi tutti i presidenti delle associazioni, la preside del comprensorio scolastico e i titolari del negozi del centro, tutte donne tranne i due macellai e i ragazzi che gestiscono il pub.
Il fiore all’occhiello? L’Abbazia di Rambona, voluta nel IX secolo dall’imperatrice longobarda Ageltrude. Guarda caso, una donna…

Image

Montecassiano (6.574 abitanti). Il Palazzo del Podestà (nella foto) insieme con l’adiacente Collegiata di Santa Maria sono le attrazioni principali per chi arriva nel borgo di Montecassiano. Un paese tranquillo dove non mancano feste interessanti come il Palio dei Terzieri e Svicolando.

by Matteo Zallocco


giugno: 2007
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

CM Reporters

Giovi, Matteo Zallocco

CM Photo Album

Piscina,agriturismo il Frutteto

gianna e silvia

da Montalto (MC)

Altre foto

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a questo indirizzo e saranno subito rimosse.

Statistiche

  • 46,263 visite