Maceratesi OGM free

October 30, 2007, 5:17 pm

Porto di Ancona. Manifestazione anti OGM di Greenpeace

Ogni settimana al porto di Ancona arrivano container con quintali di soia. Tra i paesi da cui viene importata c’è l’Argentina, grande produttrice di soia transgenica. Alcuni ricorderanno che diversi anni fa al porto di Ancona ci fu la dimostrazione di attivisti di Greenpeace con assalto ad una portacontainer che trasportava sementi transgeniche. Il primo episodio che ha messo a contatto i funzionari della Assessorato agricoltura della Regione Marche con gli OGM è accaduto nel 2003 con il sequestro e distruzione di 120 quintali di mais transgenico che erano stati coltivati a insaputa dell’agricoltore. In seguito il Consiglio regionale ha approvato una legge nel 2004 allo scopo di valorizzare le risorse genetiche e la specificità ed originalità delle produzioni agricole e agroalimentari del territorio. La Regione ha costituito anche un “Nucleo operativo per la prevenzione e l’intervento in materia di Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.)” ed ha predisposto il “Piano complessivo delle attività necessarie per la prevenzione e l’intervento di contrasto in materia di Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.)” che è finalizzato allo svolgimento di attività di controllo analitico su sementi coltivate nella regione. Sul sito dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Marche troviamo una sezione dedicata agli OGM e alla legislazione vigente.

Nelle campagne marchigiane e nel resto d’Italia non è consentito coltivare piante transgeniche. La provincia di Macerata è una delle province con la maggior percentuale di comuni anti-transgenici: Caldarola, Serrapetrona, Cingoli, Civitanova Marche, Matelica le comunità montana di Camerino e San Severino, Fiastra, Montelupone sono solo alcuni esempi. All’ingresso del paese dichiarano con la segnaletica apposita le volontà espresse dalla delibera comunale: favorire la promozione dei prodotti locali e impedire che sul proprio territorio vengano sperimentati, allevati o coltivati in campo aperto, trasportati e commercializzati organismi geneticamente modificati.


Serrapetrona,uno dei comuni maceratesi anti-transgenici

Nonostante la coltivazione di piante transgeniche non sia autorizzata, in Italia diversi gruppi mostrano un attitudine potenzialmente favorevole alla loro introduzione anche nella nostra agricoltura. Tra questi si sono distinte numerose associazioni di ricercatori. Nell’azienda Agraria dell’Università Politecnica delle Marche per esempio, l’anno scorso è stata portata a termine la prima vendemmia di uva transgenica e si coltivano a scopo di ricerca, alcune fragole e ortaggi transgenici. Accanto ad alcuni ricercatori, hanno assunto una posizione possibilista anche alcune associazioni agricole come Confagricoltura e Futuragra. Si oppongono invece all’introduzione degli OGM vari gruppi di diversa estrazione aderenti all’iniziativa Liberi da OGM. La provincia di Macerata ha aderito a questa mobilitazione e nelle Marche si stanno organizzando eventi divulgativi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle biotecnologie applicate al settore agroalimentare. La mobilitazione ha avviato la ripresa di un vivace dibattito tra sostenitori e tra chi si oppone agli OGM mentre autorizzazioni o divieti a nuove varietà di mais transgenico si rincorrono in Europa. Si contano sulle dita di una mano le multinazionali del biotech che controllano il settore della ricerca, le sementi e il business dei pesticidi. Tra i blogs attivi sul tema degli OGM e sulla disinformazione sui media, c’è il neonato biotecnologiebastabugie.blogspot.com curato da un gruppo di studenti, laureati e ricercatori in biotecnologie. Mi sono informata, ho letto fonti diverse, riconosco che parlare degli OGM non è semplice perché si rischia di generalizzare. Ogni applicazione offre potenziali e diverse implicazioni in termini economici, ripercussioni sull’ambiente e sulla salute. Il mais Bt o il mais RR non possono essere messi sullo stesso piano. Ad alcuni interrogativi non riesco a dare una risposta. Siamo sicuri che il mais Bt sia indispensabile per ridurre la contaminazione da micotossine quando la crescita dei funghi che le sintetizzano avviene nel periodo post raccolta durante lo stoccaggio? Il settore saccarifero è in crisi ma la UE ha autorizzato l’importazione di una barbabietola da zucchero, anch’essa transgenica, da destinare all’alimentazione umana e animale. Abbiamo bisogno della patata transgenica Amflora brevettata dalla BASF per produrre solo amilopectina da destinare all’industria?

by giovi


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