Archivio per dicembre 2007

Il gusto dei marchigiani a tavola

December 27, 2007, 9:03 pm

Portonovo (AN). Torta Riviera del Conero

Fine anno. Tempo di bilanci e di classifiche come quella a cui ci ha abituati il Sole 24 ore che esce con la sua classifica annuale sulla Qualità della vita delle province italiane. Chi sale, chi scende, bocciati e promossi. Chi è salito si vanta delle posizioni guadagnate. Chi scende non ci sta. La media dei vari punteggi su aspetti diversi tra loro come ambiente, società, trasporti, criminalità, salute e tempo libero ha determinato uno scivolone di Ancona, capoluogo di regione. Macerata quest’anno ha ottenuto un grande risultato, 18° in assoluto. Calano di molto le altre tre province.

Per quanto riguarda il Tempo libero, Ancona è decisamente e costantemente inserita tra le prime venti, in una posizione migliore rispetto alle altre province. Parlo della sezione Il gusto a tavola, titolo che può sembrare fuorviante comunque. Se pensate che sia un indice calcolato sulla base di indagini sulle scelte e preferenze alimentari dei cittadini, vi sbagliate, bensì è un indice sulle Eccellenze enogastronomiche del territorio. La sezione Il gusto a tavola vede la provincia di Cuneo stabilmente in vetta, da diversi anni. Come viene calcolato l’indice dell’offerta enogastronomica? E’ un numero elaborato dal Sole 24 ore su dati Censis relativi all’offerta enogastronomica di qualità e include le produzioni biologiche, i prodotti tipici, i vini e la ristorazione “di qualità”. Macerata in questa sezione ha sempre occupato una posizione inferiore rispetto al capoluogo e alle altre province. I maceratesi meno buongustai degli anconetani e meno gaudenti a tavola? Sono cifre comunque da prendere con le pinze. Perché il gusto dei consumatori non dipende certo dalla presenza di un numero maggiore di ristoranti presenti sulle guide. O dal numero di locali su 100.000 abitanti. Magari se citiamo gli chef Moreno Cedroni o Mauro Uliassi, sappiamo chi sono, mentre non ci viene in mente neanche un nome di chef maceratese? Eppure quel famoso cuoco marchigiano ebbe i natali a Visso, vi ricordate Antonio Nebbia e gli altri cuochi maceratesi ricordati in De coquinaria maceratese?

Cari Maceratesi, siete oltre il 50° posto in tema di Gusto a Tavola e non solo quest’anno, lo eravate anche l’anno scorso e due anni fa. Verdicchio dei Castelli di Jesi batte Vernaccia di Serrapetrona e Verdicchio di Matelica? Il ciauscolo inferiore al prosciutto di Carpegna? Il pecorino dei Sibillini meno importante e blasonato del formaggio di fossa di Talamello (PU)? La pera di Serrungarina (PU) piu’ dolce della mela rosa dei Sibillini? Il marrone di Acquasanta Terme piu’ buono di quello del Montefeltro? Che ne dite di lasciar perdere le questioni di campanile, almeno quando siamo a tavola, siamo tutti marchigiani. E ora una poesia

OMAGGIO AL MARCHIGIANO di Giorgio Umani

O marchigiano
formica d’italia
che mangi per mezzo
e lavori per tre,
che stringi la cintola
al ventre
e non tendi la mano;
O marchigiano,
parente
povero d’ogni vicino
che accetta il tuo grano,
che apprezza il tuo vino,
poi passa sdegnoso
lontano;
non c’é nessuno
che t’offra un caffé,
ma tutti lo sanno
qual’é la tua porta
se c’é da gradire
un boccone da te.

O Marchigiano
soldato forte,
duro al lavoro
e duro alla battaglia,
scalar le vette
e dormir sulla paglia
é la tua sorte
e, se vinci la morte,
tornare al paese
e non chieder la medaglia.

O marchigiano
parsimonioso,
nato per fantería
quando dall’Alpe
quando dall’Amba
sei ritornato in borghesia
manco il vestito
t’eri avanzato
e la domenica
vai ancora a Messa
con la mantella
da vecchio soldato.

O Marchigiano,
ingegno sottile,
scusso d’argento
e ricco a talento,
pigli il pennello
e ti chiami Gentile
e ti chiami Raffaello
canti e sei Gigli.

Pure c’é un arte
che tu, del ceppo
che ti diede Bramante,
che diede Spontini,
Leopardi e Rossini,
non saprai mai:
vendere bene
la merce che hai.

Tu dove gli altri
si fanno avanti
a furia di gomiti,
a furia di spinte,
sai solo d’arte
di farti da parte
sai solo il mondo
di star tra le quinte;
tu sempre pronto
a cedere il passo,
sempre disposto
a coprire di fiore
i padreterni
che vengon da fuori.

O Marchigiano
che, fossero lire
volere e capire,
saresti nato banchiere;
perché nell’orto
del forestiere
pigli per lauro
anche il rovo,
tu, ch’hai tra le rose
del tuo giardino
le cose
piú belle del mondo,
il Conero e Portonovo
il Furlo, Frasassi,
il Palazzo d’Urbino
e il Capellone di Tolentino!
Dico: Ma se persino
Maria santissima
appena in segreto
ebbe dato
uno sguardo al creato
è venuta di casa a Loreto!

Fonte: Classifica Qualità della vita delle province italiane 2007-Sole 24 Ore e per la poesia TourBlog.

by giovi

Blog Concerto di Natale

December 24, 2007, 1:01 am

Quale canzone natalizia preferite? La più bella secondo voi?
Dipende di certo dal nostro stato d’animo e dai ricordi che evocano. Ecco a tutti voi, affezionati lettori del forum e di Cronache Maceratesi, un elenco di canzoni da ascoltare. Insomma un concerto virtuale! Tra le mie preferite c’è
Happy Xmas cantata da John Lennon.
Non c’è Natale però senza
Oh Happy Day e We Wish You A Merry Christmas!
e Stille Nacht?
Tra le più allegre, colloco Jingle Bell in versione rock.

Una delle più classiche canzoni americane dedicate al Natale è It’s Beginning to Look a Lot Like Christmas. Scritta nel 1951, ha avuto un rinnovato successo nel 1992 quando è stata riarrangiata e interpretata da Johnny Mathis per il film Home Alone 2 – Lost in New York, in Italia: Mamma ho perso l’aereo.

Mariana e Paula propongono La Peregrinación di Ariel Ramirez, cantata da José Carreras.

Altre che ho trovato: Tu scendi dalle stelle, sempre bella da ascoltare con il suono della cornamusa. Silver Bells cantata da Bing Crosby. Oh holy night. Joy to the world, cantata da Nat King Cole, e White Christmas.

Alla piccola renna Rudolph, al suo naso luminoso che illuminò la strada a Babbo Natale è dedicata Rudolf, the Red Nosed Reindeer.

Forse non tutti lo sanno, ma anche una grande rock-band ha contribuito ad accrescere la già vasta mole di canzoni natalizie. Sono i Queen con il singolo Thank God It’s Christmas che venne scritto nel 1984.

Forse la piu’ recente è It doesn’t often snow at Christmas, scritta e interpretata dai Pet Shop Boys nel 1997, ma difficilmente reperibile fino al 2005, quando fu ripresa in una compilation di Elton John, dedicata alle canzoni di Natale preferite dal cantante. La canzone è interessante in quanto esprime tutta la disillusione per la perdita dello spirito del Natale, nel mondo moderno, votato al consumismo.

Un blog interamente dedicato alle canzoni natalizie è questo.

Che siano tradizionali, classiche, oppure che contengano solo la parola Natale non importa, ciascuno segnali la sua preferita e la inseriremo.

Buon Natale!!!

Matteo e Giovi

Carla suggerisce: LAST CHRISTMAS degli Wham.

Franz ci ricorda I Just Called To Say I Love You e la versione irish di Silent night di Enya.

Le preferite di Lauretta:

Feliz navidad, http://www.navidaddigital.com/villancicos/castellano/feliz-navidad.htm)”> e “All I want from christmas is you” di Mariah Carrey

by giovi

Anffas Macerata, un’associazione che merita un regalo

December 19, 2007, 7:50 pm

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Anffas Macerata fotogallery

In una città ricca di associazioni come Macerata gode della stima di tutti l’Anffas, per il lavoro che svolge quotidianamente al servizio della collettività. Nata nel 1967 l’Anffas Macerata è cresciuta nel corso degli anni fino a diventare un punto di riferimento per l’intera regione.
I servizi e soprattutto i sorrisi che l’Annfas riesce a regalare ogni giorno alle persone affette da disabilità intellettiva li ho visti di persona andando a trovare l’altro giorno il presidente Mario Sperandini, che per questa Associazione lavora a tempo pieno come volontariato.
Di seguito l’intervista, uscita ieri sul Carlino di uno dei candidati al Maceratese dell’anno.
Questo è un periodo importante per l’Anffas, alla ricerca fondi per la realizzazione dei lavori della nuova struttura che consentirà all’Anffas di accogliere le richieste di altre persone e garantire a tutti uno spazio capace di donare serenità.

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MACERATA

Un mare di professionalità in un oceano di solidarietà. Nelle strutture dell’Anffas di via Vanvitelli si scopre un mondo pieno di valori che può essere un esempio per la nostra società e un orgoglio per questa città. L’Anffas Macerata nasce nel 1967, Mario Sperandini ne è il presidente dal 1989. Una vita dedicata al volontariato per lui che da tre anni è in pensione dopo aver lavorato nel settore della psichiatria.

Come è nata questa Associazione onlus?

“L’Anffas è sempre stata una grande famiglia – risponde Sperandini – Nacque a Roma nel 1958 su iniziativa di una mamma che partorì un bambino con una disabilità intellettiva. E’ una donna francese che sposò un italiano e una volta arrivata a Roma trovò il deserto in tema di servizi e diritti. Allora contattò altre mamme che vivevano la stessa esperienza e insieme costituirono questa Associazione che si sviluppò rapidamente in Italia. A Macerata nacque nel ’67 su iniziativa di un gruppo di genitori che si impegnarono a tirar fuori dalla clausura domiciliare i propri figli”.
L’Anffas Macerata non è solo un centro socio-educativo…
“E’ un centro di riabilitazione perchè fin dall’inizio è stato incluso il settore sanitario. Gestiamo un centro ambulatoriale per più di 400 pazienti che si sottopongono a sedute di fisioterapia, psicomotricità, logopedia e visite specialistiche e per questo siamo diventati un punto di riferimento non solo per la Zona Territoriale di competenza”.

Lei come si è avvicinato a questa Associazione?

“Come tutti i genitori. Trentacinque anni fa mia figlia nacque con una disabilità intellettiva e nei primi anni ’80 ho vissuto anche l’esperienza della scuola speciale, in cui questi ragazzi venivano veramente discriminati”.
Come è cambiata l’Anffas in tutti questi anni?
“Abbiamo fatto tanto, impegnandoci sempre in prima persona e coinvolgendo l’istituzione pubblica. Il nostro impegno principale è stato l’accoglimento della disabilità dal punto di vista sociale e culturale. C’è sempre stato un gruppo di genitori che si è impegnato molto per chiedere più diritti e più attenzione”
C’è sostegno da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica?
“Sicuramente nel corso degli anni la solidarietà è cresciuta. D’altronde ciò che l’Anffas fa va a vantaggio di tutta la collettività. Ma non è facile in una società sempre più egocentrica e narcisista, in cui l’apparire conta più di tutto. Ma Macerata è sempre stata una città accogliente e attenta ai valori. Se siamo riusciti a fare tanto è anche grazie all’ambiente circostante”.

Come si svolge l’attività quotidiana?

“Ospitiamo nel Centro Diurno (dalle 8.30 alle 16.30 dal lunedì al venerdì) 54 ragazzi che hanno terminato il percorso di inserimento scolastico. Vengono seguiti da 14 educatori e divisi in gruppetti per svolgere le attività secondo un piano individuale. Otto di loro vengono poi ospitati nella Comunità alloggio. Il problema angosciante dei genitori è infatti il “dopo di noi”, “cosa faranno quando non ci saremo più”. Da nove anni questi ragazzi vivono insieme, seguiti da tre educatori, con lo scopo di ricreare per quanto possibile il clima familiare. Nelle altre due strutture ospitiamo l’amministrazione e l’ambulatorio. Oltre a noi genitori volontari abbiamo un personale composto da 49 dipendenti, più i consulenti esterni”.
Ma gli spazi non bastano…
“Esattamente. Sono in lista d’attesa per l’accoglienza altri venti ragazzi. Per questo la Provincia ci ha concesso il diritto di superficie per 99 anni di uno spazio annesso. Per la realizzazione del progetto è stata preventivata una spesa di oltre tre milioni di euro, un impegno rilevante che Anffas può sostenere solo con l’aiuto degli altri. Abbiamo lanciato una campagna pubblicitaria con l’attore Cesare Bocci e presto partirà una rassegna teatrale al Lauro Rossi dove gli incassi andranno a sostegno di questo progetto. Quest’anno abbiamo bisogno di un regalo di Natale.”

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Il progetto del nuovo Centro Servizi.

Per ulteriori informazioni www.anffas-macerata.it

by Matteo Zallocco

NO ai ripetitori!

December 18, 2007, 6:17 pm

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No alle antenne per la telefonia mobile!
Stanno spuntando ovunque, come funghi.
Ne abbiamo iniziato a parlare sul forum.
E’ un problema che non riguarda solo Macerata ma tutte le città italiane.
Abitare davanti ad un ripetitore però non è rassicurante…

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via Saplato n.44.

…Soprattutto se si viene a sapere che diverse persone si ammalano di tumore.
Possono essere coincidenze, ma è comunque un rischio.
E’ allarmante che qualcuno metta prima i soldi (a quanto pare le compagnie di telefonia mobile garantiscono ai condomini cifre che vanno dai 12 ai 20 mila euro all’anno) anche alla tutela della salute. Nessuno studio scientifico ha dimostrato la possibilità e l’entità che possono produrre le onde elettromagnetiche di questi ripetitori.
E proprio perchè viviamo nell’incertezza bisognerebbe avere un po’ più di buon senso.

Sapete quante sono le antenne presenti nel Comune di Macerata?
Ventinove.
Ed ecco dove sono:
Boschetto Ricci
Contrada Isola, n.34
Contrada Lornano
Corso Cairoli, 116
Località Contrada Isola
Piazza Oberdan, 3
Piazza S. Francesco, 1
Pizzale XXX Aprile, Chiesa di San Giorgio
Sforzacosta
via Cluentina (Piediripa)
Via dei Velini
Via 1° Maggio, 1/A
Via Annibali
Via Boschetto Ricci
Via Carrareccia
Via Crescimbeni, 5
Via dei Velini
Via Giuliozzi
Via Gramsci
Via Monachesi
Via Pancalducci
Via Roma, 157
Via San Francesco
Via Spalato, 2
Via Spalato, 4
Via Velluti, 18
Viale Indipendenza
Viale Leopardi, 21
Viale Pantaleoni.

Siamo circondati da onde elettromagnetiche.
Onde di cui non si conoscono gli effetti sulla nostra salute.
Solo negli ultimi mesi gli uffici comunali hanno ricevuto richieste di autorizzazioni.

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Ne hanno parlato anche sul forum degli Amici del Grillo di Macerata:

Mi rivolgo a tutti gli iscritti che immagino particolarmente sensibili ai tanti soprusi che quotidianamente viviamo sia a livello nazionale ma anche nella nostra città. In particolare mi riferisco al problema delle antenne dei cellulari, i cosidetti ripetitori che nella città di Macerata sono il doppio della media nazionale. Li vediamo spuntare ovunque, sui tetti dei palazzi, imponenti tralicci accanto alle scuole (vedi scuole Media “Dante Alighieri” nei pressi del quartiere di Santa Croce o Santa Lucia, accanto ad un asilo nido e a due passi dall’ospedale) o addirittura camufatti in falsi camini. Al momento la Telecom ne sta costruendo uno al centro del quartiere della Pace, ovviamente a ridosso di un asilo nido, accanto ad un campetto sportivo, insomma nel cuore della vita di quartiere (senza considerare tutte le abitazioni che lo circondano). Nei giorni scorsi è stato costituito un comitato con l’intento di opporci a questo gravissimo attentato alla nostra salute in tutti i modi sia per vie legali, non certo facilitati dal ben noto Decreto Gasparri, sia tramite iniziative aperte a tutti i cittadini (presidi e altro). Ci teniamo a sottolineare che il nostro intento non è limitato agli interessi del quartiere della Pace, ma che è nostro intento proporre al Comune di Macerata un nuovo piano territoriale che ponga sullo stesso piano Comune, residenti e operatori telefonici.

Invito tutti coloro che sono giustamente imbestialiti per la presenza di questi ripetitori ad aderire a questo Comitato. Almeno per ora sembra l’unica cosa da fare: riunirsi e protestare in tanti.
Se vorranno lascerò uno spazio ai rappresentanti di questo Comitato della Pace per spiegare meglio scopi e iniziative.

by Matteo Zallocco

La community più argentina d’Italia

December 15, 2007, 12:10 pm

Blitzman, tronista, arbiter elegantorium, tra i tanti meriti del nostro Andrea Bianchi c’è quello di aver portato l’Argentina nella più frequentata comunità maceratese online. Fu l’allora giovane guida turistica portorecanatese, circa 10 anni fa, a conoscere Mariana e Paula Moreno, nella loro prima visita in Italia, la terra delle loro origini. E fu lui a contattarle per parlargli di questo sito. Il nonno di Mary e Pau era di Porto Recanati, loro sono diventate a tutti gli effetti delle maceratesi grazie alla loro continua presenza nella nostra community. Un anno fa sono venute a trovarci, hanno girato nei luoghi del Maceratese e dell’Anconetano, hanno conosciuto tantissimi di noi e per tutti è stato bellissimo vedere il virtuale trasformarsi in splendida realtà. La realtà è questa, avere ogni giorno con noi Mariana e Paula. Sono ad Olivos, Buenos Aires, Argentina, ma sono qui tra noi grazie a internet che ha accorciato ogni distanza. Il loro affetto nei confronti della nostra terra e di tutti noi è visibile ogni giorno. Grazie di cuore! Matteo e Giovi

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Giovi in mezzo a Mariana e Paula, nella cena in loro onore del novembre 2006. E lo sapete che Macerata è la provincia più argentina d’Italia…? Ecco l’ultimo comunicato stampa del Comune. La provincia di Macerata è la più argentina d’Italia. E’ quanto si rileva da “Terra promessa-Il sogno argentino”, edito dal Consiglio regionale delle Marche e scritto dalla giornalista Paola Cecchini. Il libro verrà presentato mercoledì prossimo 19 dicembre alle ore 17 alla Biblioteca Statale, per iniziativa del comune di Macerata. Interverranno l’assessore alla Cultura, Massimiliano Sport Bianchini, e la direttrice della biblioteca statale, Angiola Maria Napoleoni. Sarà presente anche l’autrice del libro. Patrocinato dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, dall’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia, dal Ministero per gli Italiani nel mondo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Ufficio Scolastico Regionale, “Terra promessa-Il sogno argentino”, racconta in 1100 pagine, 670 note, 106 foto d’epoca, 3 diari, 28 tabelle statistiche e 68 testimonianze la storia dei marchigiani in Argentina e viceversa. Il libro di Paola Cecchini dedica una sezione specifica alla provincia di Macerata che ha fornito il maggior contributo emigratorio dell’intera regione, con numerose le interviste e le testimonianze, come quelle delle famiglie Sagretti e Brillarelli di Civitanova Marche; Zannini di Montefano, Rogani e Cardini di Treia; Torresi di Morrovalle; Ruffini, Baldoni e Pannelli di Macerata, Bravi di Montecassiano, Quacquarini di Serrapetrona, Lambertucci di Tolentino. La provincia di Macerata è, purtroppo, anche quella più interessata alla triste esperienza dei desaparecidos, durante gli anni bui della dittatura militare. Ne sono stati coinvolti Nadia Doria (nata a Civitanova Marche ed emigrata a Rosario); Norberto Morresi (la cui famiglia è originaria di Petriolo) ed Adelaide e Lorenzo Ismail Viñas, figli della scrittrice e ceramista Adelaide Gigli e nipote di Lorenzo Gigli di Recanati, il “Pittore dei due mondi” . Non mancano tra gli emigrati della provincia coloro che hanno acquisito fama e notorietà, come il giornalista Attilio Valentini di Porto Recanati (direttore de “La Patria degli Italiani”, il più importante giornale d’emigrazione); il giornalista Comunardo Braccialarghe di Macerata (che ha pubblicato con lo pseudonimo di Folco Testena oltre 50 libri, tra saggi e romanzi ed è il traduttore del “Martin Fierro”di José Hernandez); il pittore montecassianese Giuseppe Cingolani (già restauratore degli affreschi della Cappella Sistina del Vaticano, e fondatore a Santa Fe dell’Ateneo di Arti e Scienze (1909); l’ex calciatore della Spal Oscar Alberto Massei e quello del Wolfsburg, Andrés D’Alessandro. Il libro si apre con la prefazione dell’ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana e si chiude con l’intervista al presidente di Feditalia (Federacion de Asociaciones Italianas de Argentina), il senatore Luigi Pallaro.

Foto Amarcord di Mariana e Paula: Nostro nonno, Francesco Gasparini, è il secondo, con il cappello in mano, circondato dai suoi cugini e suo padre, cioè nostro bisnonno 🙂 (informazione d’ultimo momento 😉 ).

by Matteo Zallocco

Piccoli birrifici crescono

December 13, 2007, 4:19 pm

Crescono i consumatori di birra anche in Italia. Le statistiche ci dicono che oggi, il 64% degli italiani oltre i 15 anni di età beve birra. Il consumo procapite, che nel 2001 si è attestato su 28,9 litri, è comunque molto inferiore a quello di Paesi europei come Spagna e Grecia, per non citare la patria dei consumi di questa bevanda -la Germania- dove se ne bevono 130 litri a testa. Il mercato è dominato dai soliti nomi sia in Italia che in altri stati: Carlsberg, l’olandese Heineken, Kronenbourg, Forst. Ma negli ultimi anni nuove realtà imprenditoriali stanno emergendo in Italia: sono i Microbirrifici e le produzioni artigianali di birra sono ricercate da appassionati consumatori consapevoli. Anche nelle Marche ci sono delle esperienze, tra cui una in provincia di Macerata, a Cingoli e di recente ho avuto occasione di acquistare alcune bottiglie. Il birrificio artigianale Boccale D’Oro è di proprietà del Sign.Bianchi Luciano &Simone.

Sign.Bianchi, ci racconta come è nata l’attività? Il nostro birrificio è in attività da circa tre anni da prima con la mescita della birra ristretta al nostro locale e da tre mesi abbiamo iniziato ad imbottigliarla ed a venderla ad altri locali selezionati, facendo una distribuzione di nicchia, senza entrare nella grande distribuzione mantenendo così la qualità. La nostra passione è nata decidendo di sfruttare la materia prima di ottima qualità, l’orzo di nostra produzione, perchè l’orzo distico marchigiano è ottimale per la produzione della birra e per incrementare il reddito della nostra azienda. La partenza del birrificio è stata possibile oltre che alla nostra volontà di riuscire anche alla collaborazione dell’ U.T.F di Ancona e dell’ USL di Jesi ma soprattutto all’esperienza nel settore della birra del mastrobirraio Luciano Lenzi che oltre alla fornitura degli impianti di produzione ci ha trasmesso la sua compentenza nel settore birraio insegnandoci i segreti e le tecniche di produzione per ottenere un prodotto di alta qualità.

-Come è stata accolta a livello locale la produzione artigianale di birra? All’inizio la gente del posto era piuttosto scettica, ma con il passare del tempo è cresciuta la curiosità e il desiderio di conoscerci e assaggiare la nostra birra con la consapevolezza della qualità della nostra birra artigianale e della sicurezza di quello che bevono. Abbiamo fatto conoscere e ancora stiamo promovendo la birra artigianale nelle Marche facendone apprezzare la qualità e la piacevolezza del gusto molto differente da una birra industriale.

Quali sono i vostri progetti futuri? I nostri progetti sono quelli di allargare la vendita nel territorio marchigiano e oltre visto che questo è un prodotto delle Marche (la prima birra artigianale prodotta ed imbottigliata nella propria azienda) fatto con orzo coltivato nelle Marche e speriamo che possa essere sponsorizzato dalla nostra regione.

Mentre scrivo mi chiedo: Quale sarà il bicchiere più adatto per degustare la birra artigianale prodotta dal sign.Bianchi? 🙂 Perchè se pensate che per godere una birra qualunque recipiente possa andare, vi sbagliate. La scelta adeguata permetterà di risaltare al meglio le caratteristiche di questa bevanda millenaria da gustare con tutti i sensi.

by giovi

Il fantastico mondo delle Viperette: donne moderne

December 12, 2007, 3:36 pm

Per quei due-tre maceratesi che ancora non le conoscono: andate immediatamente qui.

E poi gustatevi la loro intervista (ma solo se avete il siero…).

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Una delle foto (gennaio) del calendario Viperette 2008… :)

Alina, ci presenti la squadra delle Viperette definendo con un aggettivo ognuna di voi…
Cominciamo subito con le domande difficili, eh??!!! Il fatto è che siamo tante e ognuna ha molte sfaccettature quindi non è così immediato scegliere una caratteristica ma proviamo a mescolare aggettivi e soprannomi e vediamo che viene fuori: Shamps la ballerina ambiziosa ma con un cuore grande, Vipcia l’economista saputella dagli occhi blè, Rughina l’ost(etr)ica tenebrosa, Vipchica la professionista che “ringhia”, Vipgrisu la regina dei fornelli, Bea l’imprenditrice controvoglia, Giovi l’artista mancata, Vipflony la folkloristica, Sara la multilingue (come parla curidoniense lei???!!!), Viphuron l’amazzone iperattiva solo di giorno, Simo la conquistatrice di tronisti latitante, Marika l’assistente sociale, la new entry che ci voleva.

Come è nato il blog delle Viperette?
Il blog è nato praticamente da uno scambio ingestibile di mails, ma emozionalmente è nato da un atteggiamento nei confronti degli altri, del mondo e di noi stesse che noi Viperette abbiamo scoperto di condividere. Mi spiego meglio: molte di noi si conoscono da anni, altre si sono aggregate da poco. Ad un certo punto della nostra vita abbiamo sentito il bisogno di stringere il rapporto tra di noi. Tutto è avvenuto molto naturalmente e abbiamo iniziato uno scambio giornaliero di mails in cui raccontavamo a tutte le altre di noi, di cosa ci accadeva sempre con un po’ di pepe. Nello stesso periodo sono iniziate le serate donne durante le quali ci incontravamo per far niente, solo chiacchierare e divagarsi un po’. Ad un certo punto lo scambio di mails è diventato ingestibile, 60-70 al giorno e allora abbiamo cercato un nuovo strumento di comunicazione che oltre a facilitare i rapporti tra di noi ci permettesse di aprire ad altri il nostro modo di fare e di pensare. Così è nato il blog!

E come è nato il nome “Viperette”?
Naturalmente anche nelle e-mail, la nostra indole di donne emergeva prepotente e non mancavamo di sparlare di gente, fatti e situazioni finchè un bel giorno, la nostra Shampyst, dopo aver scritto una innocente cattiveria si è autoaccusata affermando “Certo che sono proprio una bella viperetta!” La parola Viperetta è stata una folgorazione, in quel termine simpatico ci siamo ritrovate immediatamente e oggi noi ci sentiamo davvero Viperette dentro.

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Alina (prima).

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Alina (dopo esser diventata una Viperetta).

Cos’è che vi fa più incavolare di Macerata e cosa, invece, vi piace di più?
Molte di noi sono innamorate di Macerata, anche se poi c’è chi viene da BR (Brescia, ma questa la capiamo solo noi) o chi passa gran parte della vita a Roma o ancora chi ci tiene a dire che è di Corridonia. Ci piace l’arte, la cultura, l’aria che si respira, la qualità della vita che sicuramente è elevata. Non ci piace l’immobilismo, il continuo essere uguale a se stessa e il poco spazio che viene dato ai giovani, alle donne e al talento.

Cosa farebbe una Viperetta se diventasse sindaco di Macerata?
Una Viperetta sindaco di Macerata?? Innanzitutto non ci sarebbe un solo sindaco ma un gruppo di lavoro perché noi ci muoviamo solo in toto. Di cose da fare ce ne sarebbe un’infinità, e prioritarie: toglieremmo le chiavi dello Sferisterio a CM Viaggi, organizzeremmo eventi che animassero un po’ la città (tipo danza per tutti con Shamps), ad ognuno il lavoro che gli piace, meno chiacchiere e più fatti. I contro di un governo di Viperette: ci metteremmo una vita a prendere qualsiasi decisione!!!

Quali sono i posti che frequentate più spesso?
Pistello’s è uno dei nostri punti di ritrovo preferiti ma al Why ci chiamano per nome e qualcuno dei camerieri è molto contento di vederci arrivare. Stiamo sempre molto attente a non prendere il tavolo onda lungo il corridoio perché si sentono solo i discorsi di chi ti sta di fronte e passiamo la serata a chiederci “Eh, che stanno dicendo laggiù? Che dici? Di chi parli!!!” Insomma un bel caos!

Un breve racconto di una recente serata che avete passato insieme…
Penso che una serata memorabile sia quella della nostra iniziazione. Eravamo a casa di Angela (Huron), all’epoca non ancora sposata, ci siamo chiuse tutte, ma proprio tutte in bagno e per l’occasione c’era anche Piuma, il cane di Angela che mangia la fava e beve lo spumante (tale cane tale padrona). Lì abbiamo consumato il fantastico rito che solo le donne possono capire di fare tutte pipì, dopodiché abbiamo fumato una sigaretta e brindato a noi! Dall’esterno possono sembrare sciocchezze da teen agers, per chi c’era emozioni memorabili! Altro momento magico e indimenticabile il week end romano in occasione dell’addio al nubilato di Huron, ci si potrebbero scrivere pagine e pagine.

A quale film e a quale canzone paragoneresti le Viperette?
A costo di sembrare scontate il film forse è Grease e un po’ “Le ragazze del coyote ACLI” e più di una sola canzone: “Quello che le donne non dicono” della Mannoia ma condita con un po’ di ritmo alla “Maracaibo” o “Tanti Auguri” della Raffaellona Carrà che adoriamo e che è il nostro cavallo di battaglia in tutti i Karaoke del mondo.

Tre nomi di donne italiane da ammirare…
Sofia Loren per la bellezza, la Ventura per come si veste, la Montalcini perché non molla….

Le Viperette sono più di destra o di sinistra?

Fondamentalmente alle Viperette frega ben poco di politica, a noi interessa che le cose siano fatte nel migliore dei modi e secondo l’interesse generale mentre ci sembra che i politici agiscano in primis secondo i loro interessi perciò li snobbiamo, a parte qualche rossa e qualche nera…..

Meglio Costantino o Andrea B. come tronista?
Andrea B. e tutti gli uomini normali fatti di ciccia e simpatia, non palloni gonfiati che si sentono al centro del mondo, anche perché al centro del mondo vogliamo starci noi….. Non c’è l’opzione Cannavaro?????

Cosa pensate dei ragazzi maceratesi?
Mi viene da rispondere con una massima della nostra VipSara: “Il cervello degli uomini è semplice da capire: emisfero destro sesso, emisfero sinistro calcio.” A parte gli scherzi (ma la verità si dice scherzando) i ragazzi maceratesi, un po’ come tutti i ragazzi del mondo, non hanno ancora capito come vanno prese le ragazze maceratesi e avrebbero bisogno di corsi intensivi di recupero ma noi che anche se siamo Viperette, siamo molto comprensive, vi accettiamo come siete. Noi abbiamo smesso di cercare il principe azzurro e non vi chiediamo il cavallo bianco ma un po’ più di classe, umorismo, intelligenza non guastano. Ah e a due cuori e una capanna non ci crediamo neanche un po’.

E quale consiglio dareste alle ragazze maceratesi?
Ragazze maceratesi meno puzza sotto il naso please e buttatevi nella mischia! E’ facile restare a guardare e criticare, molto più difficile agire ed accettare le critiche!! Un po’ più di iniziativa e un po’ meno divismo.

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Le Viperette in tenuta da trasferta.

by Matteo Zallocco


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