I marchi delle Marche

January 24, 2008, 9:06 am

Tutta da seguire la nuova iniziativa dell’Assessorato Agricoltura della regione Marche. Un nuovo marchio regionale ‘QM, Qualita` garantita dalle Marche’ presentato il mese scorso. Andando indietro nel tempo, si trova traccia di documenti di tre-quattro anni fa e così si può ricostruire la storia del marchio che in origine avrebbe dovuto chiamarsi “Qualimarche” poi nel 2004 è diventato semplicemente QM. Forse non è del tutto sbagliata l’idea di avere un marchio che abbia la capacità di individuare i prodotti che provengono da una dato territorio. Purtroppo negli anni c’è stato un abuso, di marchi e di contributi poiché la costituzione di questi marchi territoriali prevede le possibilità di finanziamenti a cui attingere con programmi di promozione, di comunicazione e di marketing e purtroppo le strade che hanno preso alcuni fondi non sono sinonimo di garanzia di effettiva valorizzazione del territorio, dei prodotti e delle aziende. Iniziamo a seguire il marchio QM e da oggi parte un viaggio tra i prodotti alimentari e la ristorazione marchigiana a cui sono stati attribuiti marchi comunitari e/o attestati di qualità.

Tutta da seguire la nuova iniziativa dell’Assessorato Agricoltura della regione Marche. Un nuovo marchio regionale ‘QM ‘ Qualita` garantita dalle Marche’ presentato il mese scorso. Avrebbe dovuto chiamarsi “Qualimarche poi nel 2004 è diventato semplicemente QM. Per QM e la concessione e l’uso del marchio sono già state stipulate le prime convenzioni in relazione ai prodotti latte crudo e latte fresco pastorizzato di alta qualità. Qualche giorno fa la giunta ha approvato anche il disciplinare per la filiera ittica.

Non sono poche comunque le polemiche che hanno accolto il nuovo marchio. Non più infatti come ci si augurava, uno slogan Qualità garantita delle Marche, ma una Qualità garantita dalle Marche. Dall’assessorato all’Agricoltura della Marche,arriva anche la notizia delle risorse economiche che ammontano a 100 mila euro. Si legge dai comunicati diffusi nei media che sono un centinaio, per ora, gli imprenditori agricoli che hanno aderito volontariamente al progetto, sottoponendosi ad un disciplinare di regole elaborato e controllato dall’ Assam, attraverso un sistema informativo per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti agroalimentari (Sitra). Per far conoscere il nuovo marchio è già partita una campagna di informazione. In programma anche incontri con i consumatori e i soggetti interessati in varie località delle Marche.

Poiché è stato anticipato che il sistema Sitra, potrà essere esteso ad altri prodotti come olio e vino, avremo prodotti con marchi doppi o tripli o all’ennesima potenza? Oltre al marchio DOP, IGP, IGT,STG, DOC e DOCG, BIO ecc? Conoscete vero il significato di queste sigle? in caso contrario, un ripassino veloce e ora guardiamoci intorno.

-Nelle Marche procedendo da Nord verso Sud, abbiamo la zona di produzione della Casciotta di Urbino DOP, formaggio misto di latte ovino e vaccino. L’area di produzione è il territorio di Urbino e parte della provincia di Pesaro.

-Poi abbiamo l’olio extravergine di oliva Cartoceto DOP che si produce nei territori amministrativi dei comuni di Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Mombaroccio e parte di quello di Fano che si identifica in cartografia con tutto il versante collinare nord delimitato dalla s.s. Flaminia fino all`incrocio con la s.s. Adriatica (versante sud) e il confine amministrativo (versante nord).

-Veniamo alla Mortadella di Bologna IGP. Si chiama Bologna ma l’area di produzione è molto vasta e coinvolge le regioni Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, provincia di Trento, Toscana, Marche e Lazio.

-Nel Montefeltro, troviamo il Prosciutto di Carpegna DOP che si produce esclusivamente nel territorio dell’omonimo Comune.

-Il Vitellone bianco dell’appennino centrale IGP oltre ai i territori delle province di Ancona, Macerata Pesaro e Ascoli, include Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Teramo, Pescara, Chieti, L’Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa.

-Per la carne bovina abbiamo anche il marchio BovinMarche. Qui indirizzi e informazioni sulla tracciabilità e sui punti vendita dove trovarla.

-La DOP dell’oliva ascolana del piceno è nata per tutelare la varietà non solo prodotta nell’ascolano ma anche quella di qualche comune della provincia di Teramo. A sud troviamo le

-Lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP, la cui zona di produzione interessa l’altopiano di Castelluccio tra i comuni di Norcia e Castel Santangelo in provincia di Macerata.

-Nel 2005 è arrivata anche la prima STG marchigiana, la mozzarella. Un tipo è stata promossa anche da Legambiente nell’ambito della Campagna “Legambiente per l’agricoltura Italiana di Qualità” (Laiq) infatti è prodotta utilizzando unicamente il latte degli allevatori che operano nell’area dei Monti Sibillini e nel rispetto del disciplinare di produzione della Specialità Tradizionale Garantita.

Per oggi mi fermo qui ma poiché è previsto che il marchio QM potrebbe in futuro essere attribuito anche ad attività di ristorazione e accoglienza, nella prossima settimana ci occuperemo di marchi attribuiti a ristoranti, agriturismi e alberghi.

Fonte: Lavinium, AgriMarche.it.

by giovi


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Giovi, Matteo Zallocco

CM Photo Album

Piscina,agriturismo il Frutteto

gianna e silvia

da Montalto (MC)

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