Incontro con il pittore Philippe Artias

June 17, 2008, 11:01 pm

Philippe Artias e Lydie Bouga

Due pittori, il francese Philippe Artias e il maceratese David Giovannini, si incontrano un giorno a Caldarola. Eno Santecchia ci racconta….

Nell’aprile 1977 David Giovannini, impaziente d’imparare e già preso dall’inquietudine degli artisti, era studente dell’Accademia di Belle Arti maceratese. Alla guida della sua Citroen Dyane 6 azzurra, da Tolentino, si recò a far visita al pittore francese Philippe Artias. Il maestro, esponente di primo piano della “Nouvelle Ecole” di Parigi, allora 65enne, viveva in contrada Colcù 5 di Caldarola. Con poche pennellate Giovannini ci affresca quell’incontro, senz’altro emozionante e gratificante allo stesso tempo. “Avevo il desiderio di ascoltare un parere sulle mie opere di quel periodo in cui frequentavo l’Accademia con il maestro Remo Brindisi. Seppi che Artias viveva in una casa isolata a Caldarola, telefonai chiedendo un appuntamento. Artias mi rispose, con gentilezza e con entusiasmo, che potevo andare quando volevo. Un giorno, presi alcuni dei miei quadri di un genere di pittura affine alla sua (ricerca di colore con un’espressione tonale, una pittura piatta, grigia un po’ morandiana) e mi recai a fargli visita. La sua casa era un rifugio, una sistemazione quasi bohemienne, piena di pace e di serenità che portava a una proficua creatività. Ammirai e in seguito sognai quell’ambiente consono al mio modo di vivere a contatto con la natura e volto a ottenere la massima concentrazione. Appena mi ricevette nella sua abitazione-studio mi mostrò tutta la sua vecchia e recente produzione, illustrandomi dettagliatamente il contenuto e la tecnica di ogni opera. Grandi tele erano collocate nella stanza da letto, nell’ingresso, nel soggiorno e addirittura in cantina, dove lui dipingeva. Mi trovai di fronte un uomo signorile, molto sensibile e curioso che mi mise subito a mio agio. Si entusiasmò vedendo il mio interesse per la sua pittura; notai la sua impazienza e curiosità per vedere i miei quadri. Dopo aver visto sì grandi opere, mi sentii a disagio confrontandole mentalmente con le mie. Invece non mi fece pesare affatto la sua esperienza, invitandomi ad appoggiare i miei dipinti uno vicino all’altro, prima alla luce solare e poi, entusiasta, mi fece accomodare nel soggiorno. Chiamò la sua donna per un parere. Scese dal piano superiore e comparve nello studio una bella donna trentenne, alta, dai capelli lunghi biondi; dal suo esprimersi notai che proveniva dai paesi dell’est europeo. La donna s’inseriva molto spesso nei pareri di Philippe, seppi poi che era una grande critica d’arte. Notai che tra di loro c’era una profonda intesa e le loro opinioni collimavano. Il parere di Artias fu talmente positivo, come del resto quello della sua convivente; si entusiasmarono e mi fecero seri incoraggiamenti. Artias mi trattenne più di un’ora dandomi dei consigli e portandomi continuamente su e giù dallo studio al soggiorno e alla camera da letto che si trovavano su piani diversi, facendo delle correlazioni tra la sua opera e la mia. Mi sembrò di assistere a una lezione accademica. Fui veramente colpito dalla loro competenza e sincerità; i loro elogi mi riempirono di un entusiasmo e di una gioia immensi. I suoi consigli e gli insegnamenti del maestro Remo Brindisi e del grande Pietro Annigoni che avevo conosciuto a Ponte Buggianese (PT), intento ad affrescare una chiesa, mi sono stati molto utili negli anni a completare la mia esperienza artistica. Rividi Philippe Artias e la sua compagna in alcune mostre, furono curiosi e mi rivolsero varie domande sulla mia attività artistica e sul proseguimento della professione”.

Dopo qualche anno anche David Giovannini si creò il suo rifugio-bottega d’arte nella frazione Aschio di Visso, dove tuttora prosegue la sua attività. Dopo trentasei anni di carriera l’artista continua a sperimentare varie tecniche: affresco con relativo strappo, acqueforti, acquetinte, litografia su pietra, curando personalmente la stampa. Ecco una delle sue opere.

Con l’attività pittorica si conclude il suo linguaggio artistico. Ottiene eccellenti consensi di pubblico e di critica e le sue opere sono esposte nelle migliori pinacoteche d’Italia e a Cracovia in Polonia.

Eno Santecchia

by giovi


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Giovi, Matteo Zallocco

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