Caldarola, la targa di Garibaldi ha 100 anni

July 22, 2008, 8:19 pm

Il medaglione in ricordo di Giuseppe Garibaldi, posto su una colonna al centro del Palazzo Pallotta a Caldarola, ha compiuto un secolo. L’anniversario è passato in sordina probabilmente non per revisionismo storico. L’inaugurazione solenne si svolse domenica 12 luglio 1908. Ricordando l’evento, incontreremo anche noti personaggi d’inizio Novecento nel Maceratese. Nel settembre 1907 per promuovere l’iniziativa si formò un comitato composto di liberi pensatori laici e repubblicani. L’ing. Filippo Amici, progettista del locale teatro, che si batté poi per la lapide in onore di Giordano Bruno, fu presidente. Il sergente garibaldino M° Antonio Buscalferri rivestì l’incarico di vice presidente. Quel giorno, la cittadina apparve, come si direbbe in gergo navale, pavesata a festa. Bandiere, arazzi e strisce di carta di vario colore erano stati affissi sui palazzi e lungo le vie, a cura del decoratore Raffaele Santilli, segretario del comitato. La targa di marmo e bronzo fu opera del giovane scultore maceratese prof. Giuseppe De Angelis, mentre il testo dell’epigrafe fu scritto dall’ing. F. Amici. Il ricordo marmoreo con il proclama “O Roma o morte” costò la somma di 400 lire, donata da 565 cittadini. Allietarono l’evento varie bande musicali e fanfare, tra cui la “Giuseppe Verdi” di Tolentino, diretta dal maestro Umberto Nicoletti. Il corteo sfilò dal fondo di viale Umberto I fino a piazza Vittorio Emanuele II, dove alle ore 11,00 si svolse lo scoprimento della targa. Parlarono l’oratore Otello Masini, assessore repubblicano di Firenze, e l’avvocato caldarolese Vincenzo Amici, raccogliendo il plauso dei presenti. Parteciparono anche il sindaco di Camerino avv. Torquato Sartori e quello di Tolentino avv. Giovanni Bezzi. I festeggiamenti in onore dell’eroe dei due mondi proseguirono nel salone municipale, dove ebbe luogo un banchetto popolare cui parteciparono 150 commensali. Alle ore 16,00 nel teatro condominiale si svolse la conferenza tenuta dall’on. Lamberto Antolisei, deputato socialista di Macerata e grande oratore, il quale rievocò l’immagine di Garibaldi, figura di spicco dell’Ottocento a livello internazionale. Salirono sul palcoscenico i rappresentanti di 62 associazioni e 45 garibaldini in divisa, tra i quali il Ten. Rolando Valle, il S.Ten. Felice Fabi, entrambi di Camerino, e il sergente conte Aristide Gentiloni Silverj di Tolentino, appassionato studioso di storia e archeologia (a lui è intitolato il Museo Civico Archeologico tolentinate). Un membro del comitato organizzativo lesse i numerosi telegrammi e le adesioni giunte da tutta Italia e dall’America Settentrionale e Meridionale. L’evento commemorativo fu molto sentito; durante le guerre d’indipendenza ben tredici caldarolesi avevano militato nelle file garibaldine. La targa con il bronzeo profilo è stata restaurata da Ilio Montanari nell’autunno del 2007.

Concludo con una curiosità inedita. Anita, (Aniña Ribeiro Da Silva) era nata a Laguna nello stato di Santa Caterina in Brasile. Garibaldi la incontrò nel 1839 quando lei aveva diciannove anni e la sposò nel marzo del 1842. Gli abitanti delle città vicine, per scherzo, dicono che l’unico “grand’uomo” di Laguna è Anita Garibaldi.

Eno Santecchia

by giovi


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