Archivio per dicembre 2008

Macerata e la Qualità della vita: Il Sole 24 ore da i numeri

December 29, 2008, 11:52 pm

Come da diversi anni, il mese di dicembre è tempo di bilanci e di classifiche come quella a cui ci ha abituati il Sole 24 ore che esce con la sua classifica annuale sulla Qualità della vita delle province italiane. La media dei vari punteggi su aspetti diversi tra loro come ambiente, società, trasporti, criminalità, salute e tempo libero premia quest’anno la provincia di Macerata rispetto agli altri capoluoghi delle Marche.

La pagella de Il Sole 24 ore, la classifica 2008 e come eravamo nel 2007.

by giovi

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Winx mania. E’ qui la festa?

December 27, 2008, 7:30 pm

Questa storia inizia a Gualdo (MC) tanti anni fa, è nel piccolo paese maceratese che è nato Iginio Straffi, il fondatore della Rainbow e di diversi personaggi e cartoon, fino alle celebri Winx. Le celebri fatine le troviamo ormai ovunque grazie a partnership tra la Rainbow e altre aziende. Il marchio Winx è un richiamo irresistibile per tante piccole fan. Ci sono articoli e accessori di abbigliamento, giocattoli, orologi da polso, il corredo per la scuola, la linea da toilette, i cosmetici, la linea da tavola per assicurarsi la presenza delle Winx in ogni momento della giornata e le sorpresine degli ovetti di cui avevo parlato qui.

Per un certo periodo le fate Winx sono state in abbinamento all’Happy Meal della MacDonald. E poi i libri e le figurine: la collezione di figurine Panini abbinata alla terza serie delle Winx ha venduto circa 50 milioni di figurine mentre il settore DVD ha superato il volume dei 10 milioni di pezzi venduti in 41 paesi, di cui oltre un milione solo in Italia. Non mancano esempi in cui le Winx hanno invaso il settore food & beverage internazionale.

L’ultimo prodotto forse in ordine di tempo è il torrone Bedetti con il marchio delle fate, ma prima sono arrivati snacks salati, succhi di frutta, caramelle, lecca lecca.

Ed è proprio nel settore food che si segnalano degli incidenti ed episodi su cui riflettere. All’inizio del 2008, il Centro per i Diritti del Cittadino ha chiesto e ha ottenuto che il Chupa Chupa della serie Winx fosse ritirato dal commercio, per via del fatto che sulla confezione non era riportato alcun marchio della CE. Il sequestro fu attuato su tutto il territorio nazionale. Il prodotto Winx Stickerpop era realizzato in Spagna, ma commercializzato dall’Irlanda in tutti i paesi europei.

Contengono coloranti e aromi le caramelle Winx alla frutta della General Mills a conferma che per certi prodotti con marchi di cartoon vari, accade spesso che le regole di fabbricazione non puntano troppo alla qualità ma conta semplicemente la promozione, in questo caso legata alle Winx. Succede insomma che questi prodotti promozionali alimentari, in fatto di qualità nutrizionale, lascino spesso a desiderare.

Altro incidente legato ai prodotti alimentari con le Winx in etichetta, è quello legato recentemente allo spumante per bambini. Lo avevo visto tempo fa in un negozio di giocattoli, tra gli scaffali dove si trova l’occorrente per i party dei più piccoli e per le feste di compleanno.

spumante winx Lo spumante Winx prodotto dalla Party Fizz

Disponibile in diversi gusti, lo spumante delle Winx conteneva acqua, coloranti, conservanti e aromi… In rete è iniziata una campagna mediatica con mail diffuse tra numerosi consumatori attenti all’etichettatura, sono arrivati anche articoli su alcuni siti in cui si invitavano gli utenti al boicottaggio del prodotto. Altroconsumo lo ha segnalato tra i prodotti da evitare per la sua scarsa qualità, soprattutto considerando che è rivolta ai bambini piccoli. La Party Fizz, produttrice della bibita, è arrivata recentemente a commentare anonimamente sui vari blogs che avevano parlato del prodotto, ha chiarito alcuni aspetti sulla produzione e ha annunciato l’intenzione di cambiare formula e di rimuovere coloranti e conservanti.

Bene. Magari l’azienda avrebbe potuto evitare di minacciare i bloggers che ne avevano parlato.

Fonte immagine: Flickr

by giovi

Buon Natale!

December 24, 2008, 10:21 pm

Carissimi auguri a tutti!

by giovi

Dolci natalizi maceratesi: I cavallucci

December 23, 2008, 2:52 pm

Ho letto l’invito di Folco Bellabarba, presidente della Confartigianato- Macerata: “Maceratesi, a Natale a tavola e per i regali preferite i prodotti Made in Macerata”. Anche Bellabarba insomma ha sposato la causa della filiera corta e della spesa a km 0 di cui tanti hanno parlato nei mesi scorsi e invita ad acquistare prodotti e dolci artigianali, oltre ai classici panettone e pandoro.

E allora nel caso non doveste trovarli nelle pasticcerie e forni, ecco la ricetta di un dolce della tradizione maceratese: i cavallucci.

Ingredienti: 2 kg di noci, 500g di nocciole, 500g di mandorle. Togliere i gusci alla frutta secca e sbollentare le mandorle per pelarle. Tritare tutto. Unire a 150g di zucchero, mezzo litro di sapa, 200 g di pangrattato, 1 bicchierino di alchermes, 1 di cognac, 1 di amaretto, 1 di marsala, 1 di mistrà (o anisetta), 1 bicchiere di caffè, la buccia grattugiata di un limone e di un’arancia non trattate.

Mescolare tutto bene e lasciar riposare per una notte.

Il giorno dopo, preparare la pasta con: 10 uova, 300 g di burro, 500g di zucchero, il lievito, 2 kg di farina. Lavorare tutto fino ad ottenere la pasta da tirare a sfoglia dello spessore di mezzo centimetro. Tagliare a grossi quadrati. Al centro di ognuno mettere un cucchiaio di impasto, arrotolare e stringere ai lati. Tagliuzzare con le forbici qua e là quasi a voler ricordare la criniera dei cavallucci. I dolci chiusi a ferri di cavallo vanno pennellati con il tuorlo d’uovo battuto e messi al forno caldo per mezz’ora. Se provate a farli, ci dite com’è andata?

by giovi

Macerata: Ieri e Oggi

December 20, 2008, 11:26 pm

Guardate cosa ho trovato! Grazie a Roberto Cherubini che ha creato il video.

by giovi

Oggi sobri

December 18, 2008, 4:47 pm

Anche l’ASUR di Macerata è scesa da tempo in campo per supportare eventi divulgativi rivolti ai giovani e sensibilizzarli contro l’abuso di alcool. Questa locandina era in bella mostra un mese fa al Ristorante Anton vicino a Recanati. Il locale ha supportato con opuscoli per i propri clienti, alcune delle iniziative con il claim “Modera l’alcol. Non roviniamoci la festa“. Le iniziative sono inserite nella campagna informativa Stammibene.

Come saprete il livello di alcol stabilito per legge per guidare non deve superare 0,5g/l. Alcuni giorni fa è stata avanzata la proposta di abbassare questo limite a 0,2g/l. La proposta di portarlo a 0,2 g/L segue una proposta di armonizzare, abbassandoli, i limiti legali a livello europeo entro il 2010. Attualmente i limiti in Europa vanno da 0 a 0,9 g/L. Vediamoli insieme:

0.0 g/L- Albania, Bulgaria, Rep. Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Ungheria.
0.2 g/L- Polonia, Svezia.
0.5 g/L – Italia, Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia, Fed. Jugoslava.
0.8 g/L-Gran Bretagna, Irlanda, Slovenia, Spagna, Svizzera.

In Germania inoltre è divieto assoluto di bere (ossia non viene tollerato nessun tasso alcolemico, neanche inferiore a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue) per i neopatentati prima di mettersi al volante.

A proposito della annunciata proposta che inasprirebbe la normativa attuale sono già state espresse numerose reazioni e perplessità. Prevalgono le preoccupazioni da parte di alcuni sommelier, ristoratori e produttori di vino che ipotizzano che le nuove norme possano contribuire ad una crisi del settore vinicolo. Mi chiedo come mai altri addetti ai lavori come produttori di birra, drinks o superalcolici siano silenziosi. In fondo alcool non significa solo vino.

Chi si oppone alla proposta, punta anche il dito sulla scarsità dei controlli effettuati in Italia che ogni anno sono davvero pochi. Nel 2006 la possibilità di incappare in un controllo era di una ogni 170 anni, nel 2008 dovrebbe essere salita a 17 anni. Ancora lontani dalla media europea di 5-6 milioni di controlli anno. Com’è la situazione in altri paesi europei, anche con limiti più alti come il Regno Unito (0,8 g/L)? La differenza è che i controlli esistono, sono frequenti e le sanzioni severissime: fino a 6 mesi di prigione, fino a 5000 sterline di multa, minimo un anno di perdita della patente. In Italia prevedono un ammenda da 500 a 2000 euro e il ritiro della patente da 3 a 6 mesi. “Seguendo quindi le opinioni di molti – scrive Gianpaolo Paglia, un produttore- la ristorazione dovrebbe essere penalizzata dalla nuova proposta, i giornalisti del vino non potrebbero fare degustazioni, le fiere del vino dovrebbero essere vuote, le aziende non venderebbero più alcolici, i rappresentanti e in generale le persone legate al commercio del vino dovrebbero essere a spasso”.

“Non è proprio così, – continua il produttore toscano che conosce la situazione dei controlli all’estero- in altri stati europei, emerge una maggiore consapevolezza, la gente sa che non si può bere se si deve guidare e non beve, ci sono quelli che non bevono e guidano e portano gli amici a cena, alle fiere del vino si va con i mezzi pubblici, alle degustazioni lo stesso, i rappresentanti che guidano e vanno a vendere il vino non bevono e nessuno ci trova nulla di strano, anzi. Perché in Italia dovrebbe succedere una catastrofe se i nuovi limiti dovessero entrate in vigore? Perché invece non crescere a livello di civiltà e anche di impresa a paragone con gli altri? “

by giovi

Latte crudo, news bollenti

December 7, 2008, 10:16 pm

Di distributori automatici di latte crudo avevo parlato circa due anni fa, ora torno sul tema. Negli ultimi giorni infatti si è parlato di possibili rischi derivati dall’assunzione di questo tipo di latte che non è pastorizzato, d’altra parte il termina “crudo” dovrebbe essere eloquente. Tutto è iniziato con l’articolo sul Riformista in cui la biologa e giornalista Anna Meldolesi getta nel terrore tutti i consumatori di latte crudo con l’articolo: Latte crudo, la moda porta in ospedale e le prime righe non sono da meno: Bere latte crudo non pastorizzato è come giocare alla roulette russa, frase che si legge anche su un documento della FDA.

Si parla di sospetti sul latte crudo come fonte di contaminazione di alcuni bambini. Il responsabile sarebbe un tipo di Escherichia Coli il ceppo E. coli O157:H7 che provoca una infezione particolarmente grave ai reni. 3 casi di infezione nel 2007, e 6 nel 2008, come mai se ne parla solo ora? Sono in corso analisi per verificare cosa è accaduto, la contaminazione da ceppo E. coli O157:H7 potrebbe derivare da un inquinamento oro-fecale, o dalla fase successiva alla mungitura, per esempio potrebbe essere stata causata anche da contenitori a loro volta contaminati.

Tra gli allevatori che alimentano i distributori automatici di latte crudo, c’è chi sostiene che le notizie allarmistiche circolate nelle ultime ore sulla pericolosità del latte crudo, siano dovute al crescente successo dei distributori automatici che toglierebbero quindi una fetta di mercato alla GDO. Può darsi che sia anche questo, ma di certo ora va fatta chiarezza, e si devono dare delle risposte non solo ai consumatori ma anche agli stessi allevatori. Anzi sarebbe stato meglio che fin dai primi distributori ci fossero indicazioni chiare sugli aspetti igienici e sulla sicurezza alimentare di questo prodotto così valido ma al tempo stesso fragile e deperibile. Per mercoledì prossimo 10 dicembre è stato convocato un vertice fra il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, per decidere come procedere. Seguiremo la vicenda. A distanza di giorni dai primi articoli, alla ricerca di dati su cui riflettere, mi sono rivolta al sito del ministero dell’Agricoltura. Ci accoglie un sorridente Luca Zaia con una bottiglia di latte e un link ci rimanda ad un breve testo: “Possiamo affermare che questo modo nuovo di distribuire il latte ha riavvicinato i consumatori all’agricoltura dopo decenni di eccessivo consumismo. Va ribadito che, come più volte ricordato, vale per il latte ciò che è vero per ogni prodotto crudo, cioè che bisogna ricordarsi di quel che con semplicità facevano e insegnavano le nonne prima dell’era dei prodotti in plastica: nel caso del latte, per esempio, che va bollito. Così come vanno bolliti i contenitori prima di utilizzarli”.

Forse era auspicabile qualche informazione in più che solo i rimedi della nonna.

Sul sito del Ministero della salute, è davvero difficile da credere, non si legge nulla sulla vicenda latte crudo. Male, bisognerebbe spiegare cosa si è fatto negli ultimi anni in tema di controlli. Quali erano previsti? Quali esami microbiologici erano di routine? Quali patogeni erano cercati? E quali provvedimenti adottati se qualche bovina non risultava sana? Queste cose andavano stabilite parecchi anni fa. Che l’Escherichia Coli di cui si parla in questi giorni fosse un patogeno emergente lo si sapeva già da tempo. Eppure la sua ricerca non era obbligatoria. Come mai? Sarebbe utile anche leggere le elementari regole di igiene che devono essere rispettate se si sceglie di acquistare latte crudo, trattandosi di un prodotto deperibile, deve essere assolutamente garantita la catena del freddo dalla produzione alla distribuzione, con temperature sempre comprese fra 2° e 4°.

I distributori automatici non sono stati inventati in Italia, di certo ci sono esperienze e buone pratiche avviate in altri stati a cui fare riferimento. Nelle Marche il latte crudo sta avendo successo. Ci sono 25 distributori del latte: 5 in provincia di Ancona, 6 a Macerata, 6 ad Ascoli Piceno e 8 in provincia di Pesaro e Urbino. A livello locale, l’Asur ha trovato sempre tutto in regola. Per cautela comunque, giovedì scorso la Regione ha inviato all’Asur una delibera: ora tutti i distributori automatici dovranno riportare l’indicazione di bollire il latte prima di berlo. “Basterà scaldarlo per 30 secondi a 70 gradi per non correre alcun rischio”.

by giovi


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CM Reporters

Giovi, Matteo Zallocco

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