Cronache medioevali. Il Castello di Montefiore

April 2, 2009, 7:46 am

A pochi metri dall’ingresso al comune di Montefano, c’è una piccola strada sulla sinistra. Se non fate attenzione, rischiate di non vederla. Se la imboccate, vi trovate a Montefiore. Curioso, siete a pochi passi da Montefano, ma la frazione fa parte del comune di Recanati. Il castello che sorge nei pressi del bivio domenica scorsa era assediato da auto in sosta e da tanta gente in occasione della domenica del FAI. Ad accogliere i numerosi visitatori, tra cui la sottoscritta un gruppo di studenti delle superiori arruolati come guide. Pensavo di trovare ambienti e stanze da visitare, invece la visita è stata brevissima perché del castello sono rimaste le mura, le scale di accesso e la torre di difesa oltre a quella che ci è stata descritta come la probabile casa del capitano.
Il castello ha manifestato negli ultimi anni diverse lesioni che sono state oggetto di alcuni interventi. Gli abitanti della frazione, lo chiamano il “castello del cappero”, per la pianta che attecchisce rigogliosa lungo le sue mura.
Ora immaginate come potevano essere questi luoghi centinaia di anni fa, quando Recanati, Montefano e Osimo erano in rapporti non troppo felici e le campagne erano percorse da guelfi, ghibellini e da condottieri schierati dalla parte del Papa o suoi nemici.
Recanati ha avuto importanti momenti di storia nel Medioevo e nei secoli successivi testimoniati non solo dalla famosa Torre del Borgo, del sec. XII, dalle mura quattrocentesche, anche dal Castello di Montefiore, eretto nel 1200.
Montefano nel Basso medioevo fu a lungo sotto il dominio di Osimo, e in sua difesa furono chiamati vari condottieri tra cui Galeotto Malatesta. Sottomessi alla città di Osimo, gli abitanti di Montefano erano soggetti a balzelli e tributi. Osimo lo presiedeva militarmente ed aveva anche provveduto a fortificarlo con opere murarie. È per questo che il paese fu costretto a seguire e a partecipare a tutti i fatti d’armi e alle vicende storiche cui Osimo lo trascinò.
Queste vicende costrinsero Recanati a difendere i propri territori e si costruì appunto il Castello di Montefiore appena al limite dell’ingresso del paese di Montefano. Il Castello fu inizialmente eretto come fortezza a pianta poligonale con quattro corpi in muratura, sovrastato da una torre quadrilatera con merlature.
Nel 1444 Francesco Sforza saccheggiò Montefano, e Osimo ne perse il dominio. Lo Sforza dopo essere stato respinto dalla Marca che aveva dominato per anni riorganizzandosi ne riprese possesso: occupò Jesi ed Appignano si stabilì nei pressi del Potenza. Il saccheggio particolarmente duro subito da MonteFano convinse gli abitanti di Castelfidardo a ribellarsi al Papa e ad arrendersi per non subire lo stesso trattamento.
Nel 1445 a gennaio le truppe della chiesa tentarono invano di riconquistare MonteFano difeso dalle truppe sforzesche guidate dal Ciarpellone.
Recanati rinforzò il castello di Montefiore, finché Niccolò Piccinino, condottiero di origini umbre che a lungo lottò contro le forze papali, lo assalì e lo liberò.
Nel 1486 Boccolino da Gozzone si impadronì di Osimo ed il Legato Pontificio promise MonteFano a Recanati in cambio dell’appoggio nella liberazione di Osimo. E l’anno successivo Montefano passa brevemente formalmente sotto il controllo di Recanati.
Se queste righe vi hanno stuzzicato la curiosità sulle storie e imprese dei vari condottieri e capitani di ventura citati, vi segnalo il sito Condottieridiventura.it. Solo per stomaci forti, perchè ho scoperto che dopo aver passato la vita al servizio di signori e potenti, spesso questi condottieri morivano in circostanze tragiche, vittime di intrighi, congiure o sotto tortura.

by giovi


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