Archive for the 'I personaggi di CM' Category

Manuela Cerolini, la passione per la calcografia

April 28, 2009, 12:01 am

Dall’album “Pastelli”

Ho avuto occasione di visitare la fiera “Carta Canta” di Civitanova Marche sin dalle prime edizioni e devo dire con piacere che è un’interessante expo in crescita. Un evento ricco di contenuti e necessario non solo per la nostra Regione. Come in altre edizioni era presente l’artista civitanovese Manuela Cerolini. La calcografia è una tecnica di stampa che utilizza lastre metalliche (in genere zinco, rame) incise con uno strumento d’acciaio molto appuntito e poi inchiostrate. Una volta ripulita la lastra, l’inchiostro rimane solo negli incavi praticati, in ultimo pressando la carta contro la lastra con il torchio, esce la calcografia. Il primo a utilizzare questo procedimento fu nel 1450 l’orafo Maso Finaguerra di Firenze. Ciò mi ha molto incuriosito e di conseguenza mi son fatto raccontare qualcosa sul suo percorso artistico e perché no anche qualche notizia biografica.

Manuela terminò gli studi artistici all’Accademia di Macerata nel 1990. Tra i suoi docenti vi sono stati Magdalo Mussio, conosciuto per la “poesia visiva” (corrente artistica per l’incisione consistente nel tradurre in campo pittorico il linguaggio scritto) e Luigi Carboni per la pittura. Lo zio Odoardo Petritoli, calzolaio, grande appassionato d’arte e di artigianato, alla laurea le regalò un costoso torchio calcografico. Questo fu lo spunto che fece sviluppare in Manuela la passione per la calcografia, consentendole di lavorare autonomamente.
A Jesi, per quattro anni, con lo studio Pappagallo ha eseguito importanti lavori di restauro pittorico di dipinti e affreschi presso la locale pinacoteca. Lavori che le hanno dato molto a livello di cromaticità e ricerca del colore. Ha restaurato anche la cripta della chiesa di Santa Maria a Pie’ di Chienti (sec. XI) a Montecosaro. Queste esperienze l’hanno formata e le sono utili anche nella calcografia. Manuela partecipò a dei concorsi ed entrò nel mondo della scuola: dopo dieci anni di materna passò di ruolo alla secondaria di I grado come insegnante di educazione artistica. Da quattro anni ha ripreso l’attività che ama di più: la calcografia. E’ una tecnica poco conosciuta e apprezzata; Manuela evidenzia: “Mentre ci si può improvvisare pittore, per diventare calcografo bisogna seguire dei corsi”. Si pensa anche che il prodotto finale sia di minor valore, forse per le copie che se ne possono estrarre. Tutti i grandi pittori sono stati anche esperti incisori. Manuela spiega, con la tipica pazienza dell’insegnante, che ama la lastra e il suo processo di formazione, definendolo uno sviluppo casuale, misterioso, alchemico. Nella calcografia si mette in mostra la stampa-prodotto finale non la lastra-matrice. Manuela ritiene, invece, che il successivo processo della stampa sia secondario. La nostra artista ama la lastra e mette in mostra la sua matricità, la fa lucidare e verniciare; sperimenta delle geometrie espressioniste emozionali. Dopo la scuola Manuela passa le giornate con le lastre, tra la vasca con l’acido e gli impegni di casa. A volte i ritardi sui tempi della morsura creano effetti insoliti e gradevoli; come sempre in campo artistico, la casualità ci regala effetti imprevedibili, piacevoli. Da una stampa Manuela crea dei pezzi unici, originali: scolla, strappa, colora e incolla su tela. Sperimenta nuove creatività, ciò dimostra che ogni regola, in modo particolare nell’arte, ammette le sue eccezioni. Con la serie “Galloria” (40 x 50 – 50 x 60) voleva fare una “chiassata” di colori. In questa collezione, eseguita con la tecnica del pastello a olio e acrilico su carta con l’uso del graffito in alcune parti dell’opera, sono evidenti e ammirevoli quelli lei definisce i “vortici emozionali”, cioè dei segni liberi. Soggiungo che sono segni fuggiti dal suo io artistico, più sicuri di una firma digitale. È molto legata alle sue prime incisioni quelle dell’Accademia, le più spontanee e genuine. Le opere che ama di più e dalle quali ha ricevuto le migliori gratificazioni e consensi sono quelle calcografiche. A esse ha rimesso mano dopo un anno di esercizi pittorici per riprendere il tratto libero originario. Dal 1989, ha partecipato a varie mostre nelle Marche ed anche a Cracovia in Polonia. Nel 2008 ha ricevuto un premio con menzione speciale al concorso “I colori dell’ICA” di Civitanova Marche con una serie di acqueforti-acquetinte. Manuela ha anche progettato l’aiuola lunga 28 metri e larga 5, alla 36° edizione di “Cervia città giardino” del 24 maggio 2008 sul tema dei 500 anni della nascita di Annibal Caro. Il giardino è poi stato messo a dimora dal personale del Comune di Civitanova Marche. L’aiuola riproduceva il tipico paesaggio maceratese dai Sibillini al mare con il fiume Chienti e una frase del traduttore dell’Eneide. Tra i suoi progetti c’è quello di aprire un laboratorio calcografico con il Comune di Civitanova e la locale pinacoteca.
Eno Santecchia

Fonte immagine

by giovi

L’umorismo, la vocazione di Dino Pallonari

September 7, 2008, 7:17 pm

Cartesio sosteneva che una moderata scanzonatura è prova di temperamento gaio e di tranquillità d’animo e F. Ferrucci che “lo humour è la forma di speranza dell’intelligenza”. Andiamo quindi a parlare di Dino Pallonari un personaggio caldarolese assai caratteristico che ha sempre profuso del buonumore. Seguire i suoi passi ci consente anche di conoscere qualche scorcio di Caldarola del secolo scorso.

Il padre Guido e la madre Gigetta possedevano un forno a legna in piazza Cavallotti (attuale civ. 3). In paese tutti preparavano il pane in casa, loro lo cuocevano per conto terzi. Così il padre di buon’ora andava a ritirare il pane per il paese con la tavola sulle spalle; si pagava in base al numero di file da cuocere. Dalla metà degli anni Cinquanta l’attività dei Pallonari cominciò a essere più simile a quella dei panifici attuali: producevano pane per gli otto alimentari del paese.
Il piccolo Dino a scuola si applicava poco, era spensierato, gli piaceva giocare con i bottoni, le palline, le penne e a zegu. Il pomeriggio i genitori non avevano tempo per seguirlo nello svolgimento dei compiti. A scuola aveva sempre le battute e le scuse pronte. Alla domanda del direttore: “Chi prese porta Pia?” rispose: “Io sono entrato adesso non lo so!”. Nonostante i modesti risultati scolastici, la maestra Anita Sagripanti gli volle sempre bene e lo seguì, ma lui era troppo vivace.

Negli anni Trenta, il 50° Reggimento Fanteria di Macerata si recava ogni anno a Caldarola per il campo e i tiri a Garufa e sulla vicina montagna. La caserma aveva sede presso il palazzo al civ. 37 di via Simone De Magistris (ex abitazione dell’ostetrica Luisa Saracca). La cucina da campo aveva trovato posto vicino le scuole elementari, mentre i soldati consumavano il rancio in piazza Cavallotti. Il piccolo Dino familiarizzava con loro recitando delle scenette nelle quali ricopriva la parte di un vecchio col bastone. I militari ridevano e lo ricompensavano facendogli consumare il rancio nella gavetta d’alluminio.
Giunsero il secondo conflitto mondiale e poi l’occupazione tedesca che complicò la vita di tutti. Dino non aveva ancora l’età per rifletterci su, ma quella per collaborare nel forno dei genitori sì. Il comando nazista si sistemò nel palazzo Salvi in viale Umberto I (att. civ. 10). I tedeschi “chiesero” a Guido di fare il pane per le loro truppe. Spesso gli ordinarono anche di cuocere dei maiali interi e una volta ben 130 polli, tutti requisiti nelle campagne circostanti. I nazisti saldavano il conto con dei biglietti riportanti la scritta: “Paga Badoglio”. Anche in seguito il padre di Dino non riuscì mai a farsi rimborsare quei buoni spudoratamente fasulli!
Un giorno di quei dieci mesi terribili, i tedeschi si presentarono al forno sempre alla ricerca di pane e, non trovandolo pronto, presero in ostaggio la signora Gigetta. La caricarono a bordo dell’autoveicolo militare e, con il mitra puntato, la portarono in giro per il centro storico. Si accorse dell’accaduto il padre dell’ingegner Maraviglia che s’interessò alla sorte della donna. Dopo una mezz’oretta la lasciarono scendere davanti al forno parecchio impaurita.
Quando giunse la notizia che stavano arrivando gli alleati, per vederli, Dino e la sua combriccola si recarono sulla statale 77 a Caccamo, portandosi pomodori, cetrioli e meloni. I neozelandesi e i polacchi, che viaggiavano a bordo di camionette scoperte, contraccambiarono con delle sigarette Camel nei barattoli di latta.

Il parroco di Caldarola don Renzo Rossi organizzava varie iniziative tra le quali le recite al teatrino. Il sacerdote era un buon educatore, inculcava il rispetto per i genitori e per gli insegnanti. Dino era iscritto all’Azione Cattolica e a casa leggeva il periodico “Il Vittorioso”. Proprio su questo settimanale, nel 1939, esordì il grande disegnatore Jacovitti. Durante gli esercizi spirituali che si svolgevano nell’abitazione annessa al teatrino, i bambini dovevano restare tre giorni senza parlare. Dino era sempre il primo a rompere il silenzio! D’inverno don Renzo invitava in parrocchia i ragazzini di 15-16 anni e cuoceva loro le castagne per toglierli dalla strada ed anche per non farli andare a ballare. Nell’insieme don Renzo riuscì a dargli una visione positiva ed equilibrata della vita nel rispetto del prossimo.
Dino aveva un carattere gioviale, amava l’allegra compagnia. Sin dalle prime gite a piedi sui vicini colli di Croce, a Borgianello, al convento di Colfano, durante il percorso, raccontava freddure, faceva la macchietta animando, mimando e scherzando con i coetanei. Per lui l’umorismo era un dono di natura, nelle recite ricopriva sempre le parti comiche. E’ sempre stato un improvvisatore, perciò era chiamato alle riunioni e alle cene dove portava una ventata di allegria. Le sue doti erano apprezzate anche da don Otello Luzi, parroco di San Martino, il quale lo voleva alle gite.
Nel dopoguerra fu fondato l’Oratorio Cristo Re con il quale Dino collaborò; all’inaugurazione furono organizzati dei saggi ginnici, nacque anche il periodico locale “L’Aquilone”.
D’estate Dino e i coetanei si recavano a scartocciare il granturco in campagna, alla fine del lavoro non mancavano mai la polenta e il ballo.

Quando Dino aveva 18-19 anni d’inverno i giovani s’incontravano e si divertivano nei veglioni caldarolesi, noti in tutta la Provincia. Allora il teatro di Caldarola era addobbato con mazzi di garofani rossi, ogni palco aveva un bivacco costituito da un caldaio d’alluminio con sotto un piccolo ventilatore che faceva muovere la carta rossa a mo’ di fiamma. Sul palcoscenico campeggiava la foto del lago di Pievefavera: un ventilatore simulava le onde del lago facendo increspare il foglio di carta dell’immagine. Il pavimento era di legno, per non sollevare polvere durante le danze era trattato con la brillantina.
L’impeccabile organizzazione dei veglioni era merito dei fratelli Celso, Antonio, Petruccio e Raniero Grifi e di Antonio ed Enrico Marzioli. Ai convenuti era richiesto l’abito scuro. Tra i personaggi conosciuti dell’epoca che allietarono le serate, vi furono l’orchestra Filippini, la miss Lazio Rossana Galli, la cantante Annette, insieme all’accompagnatore di colore Salo’ che suonava la tromba. A diciannove anni Pallonari entrò a far parte della locale filodrammatica “Gli amici dell’arte” fondata da don Renzo; gli incassi erano devoluti all’Oratorio e in opere pie.

Come abbiamo visto Dino ha interpretato ruoli comici in moltissime opere teatrali, tra quelle che ricorda con piacere, vi sono: “Satana”, il dramma “Al di là di ogni bandiera”, “Il Cardinale” con Augusto Fabbroni, “I tre giorni della merla” e “Il miracolo dell’amore” con Celso Grifi e Terenzio Carradorini. I costumi erano presi in prestito dal Seminario di Camerino.
Nella commedia “Il Bastone dello Zio” Dino recitava magistralmente il duplice ruolo del figlio della guardia campestre Passacantando e quello di spia. Ancora oggi lo ricorda con piacere come il suo preferito, il personaggio satirico per eccellenza.
Qualunque discorso si faccia Dino ha sempre la battuta pertinente. Per questo si è distinto brillantemente anche in un’altra disciplina: il raccontar barzellette. Il suo segreto: non si dilunga su ciò che non serve alla storiella, genera una tensione che tiene ben desto l’interesse, imponendo un ritmo sostenuto per ottenere il risultato finale: la risata!
Quando c’è lui a raccontare le barzellette in italiano o in dialetto, gli spettatori si divertono e la serata riesce sicuramente. Lo dimostrano i successi di pubblico ottenuti ad Ancona presso lo stabilimento farmaceutico Angelini, al rione San Giuseppe di Jesi, al ristorante Oasi di Costa di Staffolo durante la riunione del volontariato di Ancona, a Recanati, a Mogliano, a Gualdo, alla Bura di Tolentino e alla Corrida di San Ginesio.
Fu ben lieto anche di rallegrare gli anziani della casa di riposo di Tolentino. L’umorismo gli scaturisce dall’animo, alla fine di ogni spettacolo è soddisfatto e gratificato di aver fatto divertire il pubblico. Si ritiene più apprezzato fuori di Caldarola e ricorda: “Nessuno è profeta in patria”.
Quando si presentò per la sesta volta all’esame teorico per la patente di guida, l’ingegnere gli domandò: “Quando avviene l’accensione?” Dino rispose: “Quaranta giorni dopo Pasqua”. Fu bocciato di nuovo, ma successivamente l’ingegnere lo riconobbe per la simpatica battuta e riuscì a superare l’esame.

Negli anni 1982-83, Dino, con il nome d’arte di “Mandrake”, preso dal famoso illusionista e ipnotizzatore dei fumetti, condusse programmi notturni dai microfoni di Radio Zona L di San Ginesio e di Radio C1 di Camerino (con le spalle Gigi Quacquarini di Tolentino e Giulio Salvatori di Caldarola).
Dino ha scritto le seguenti farse dialettali in atto unico: “L’ambulatorio”, “Il gabinetto dentistico” e “L’esame per vendere il vino”, tutte da lui interpretate e rappresentate con buon successo di pubblico.
È stato anche massaggiatore della squadra di calcio di Caldarola negli anni 1950-60, di Belforte del Chienti e in ultimo di Sarnano, ricevendo varie coppe e targhe.
Divertirsi e trascorrere momenti in allegria sono importanti, ma a Caldarola non è stata dimenticata la beneficenza. Dal giugno 1998 i ricavi di molte rappresentazioni teatrali, per oltre seimila euro, sono stati devoluti al Comitato Marche dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Eno Santecchia

by giovi

Una ragazza della porta accanto a Etsy

August 26, 2008, 12:01 am

Che Mariana e Paula vendono i loro prodotti artigianali a Etsy ormai lo sapete da tempo. Etsy non è solo un sito bello da navigare dove si vendono degli oggetti fatti a mano, è anche un aggregatore sociale dove poter trovare artigiani da tutto il mondo… e perché no? anche di Macerata. Ma quanti maceratesi possiamo trovare a Etsy? Per ora solo una… e lei ::sämyii::!

Si tratta di Diana, una ragazza di 24enni, che abita a Macerata City, è iscritta al II livello in Grafica, all’Accademia di Belle Arti di Macerata, come tanti studenti sta preparando la sua tesi finale. Diana esprime la sua creatività creando degli oggetti coloratissimi e oggi ci racconta non solo delle sue passioni, ma anche della città in cui vive…..


Diana, l’abbiamo incontrata un giorno tra le bancarelle virtuali di Etsy. Diana abita a Macerata, è iscritta al II livello in Grafica, all’Accademia di Belle Arti di Macerata, come tanti studenti sta preparando la sua tesi finale. Diana esprime la sua creatività creando degli oggetti coloratissimi e oggi ci racconta non solo delle sue passioni, ma anche della città in cui vive.


Conoscevi SecondoPiero? Ne hai mai sentito parlare?

No, non conoscevo SecondoPiero, ma mi sembra un bel modo per conoscere gente.


Che ne pensi del divertimento a MC?
Il divertimento è relativo a quello che piace. Diciamo che essendo una piccola città non ha tantissime cose da offrire, ma nel suo piccolo ci si può comunque divertire. Una cosa che non ha prezzo rispetto ad altre città è proprio la tranquillità.


Pensi che Macerata offra possibilità di sviluppare la tua attività ? Che mercatini ci sono in cui gli artigiani possono esporre i propri lavori? E in provincia?
Confrontandomi con altre artigiane di tutta Italia ho constatato che le Marche in generale sono molto organizzate in questo senso: praticamente ci sono mercatini tutti i fine settimana… basta spostarsi di città in città. Macerata poi organizza ormai da tantissimi anni “Il Barattolo“, un mercatino dell’usato e dell’artigianato che richiama sempre molta gente e anima un po’ il centro storico.


L’artigianato per te è come un lavoro o come un hobby?
Per adesso è solo un hobby, nato dalla passione per il “fatto a mano”, che mi ha sempre dato un’ idea di indipendenza e mi ha permesso di concretizzare la mia creatività. Devo dire che sarebbe un sogno poter vivere grazie alla propria creatività!


Descrivici la tua produzione, che tipi di oggetti fai, quali sono i parametri del tuo design?
Creo principalmente accessori: da orecchini, collane, spille, cerchietti, a borsellini ed altri oggetti particolari. Il bello infatti è che mi diletto a fare un po’ di tutto e questo rende il mio repertorio molto vario. Amo creare con tutti i tipi di materiale, che ogni volta cerco di reinventare per creare qualcosa di nuovo. Sono una grande appassionata di design e una grande sostenitrice di Munari.


Raccontaci come hai conosciuto Etsy, come ti trovi, le tue aspettative e quello che ti proponi.
Quando ho trovato Etsy è stato amore a prima vista. Ne avevo sentito parlare in alcuni blog di ragazze americane e così sono andata a farci un giro. Per me Etsy, oltre ad essere una enorme fonte di ispirazione è proprio una filosofia di vita: chiunque può vendere le proprie creazioni, dai bambini a grandissimi e talentuosi artigiani.
Non c’è la freddezza che si può incontrare in un normale negozio ma al contrario si percepisce l’amore e la passione che c’è dietro ogni oggetto, realizzato con tanta cura fino ai più piccoli dettagli.

Io mi trovo molto bene, socializzo con persone di tutto il mondo, e l’idea che le mie creazioni siano apprezzate anche in altri paesi mi da ogni giorno più carica per andare avanti. Non ho aspettative particolari, per adesso. Mi piacerebbe accrescere un po’ il
mio negozio, ma come tutte le cose richiede molte attenzioni e tempo. Sicuramente però sarà una cosa che cercherò di portare avanti assolutamente.


new EtsyNameSpace.Mini(5002266, ‘shop’,’thumbnail’,2,5).renderIframe()

Quali sono alcuni dei pregi e difetti che ne trovi a Etsy?

Difetti non ne ho ancora notati. Pregi tantissimi: una cosa che mi fa impazzire è Alchemy. In questa sezione il negozio funziona alla rovescia: qui il committente che vuole una cosa particolare descrive accuratamente cosa desidera e gli artigiani in grado di soddisfare tale desiderio si contendono l’oggetto. Un artigiano che si sa molto adattare può trovare molte possibilità di sviluppo anche in questa modalità di vendita.
Altri pregi:

– è facilissimo da usare.
– si possono acquistare gli oggetti in base al
luogo di provenienza.
– il
treasury, ovvero le foto selezionate nella home propongono tanti stili diversi, anche questi di grande ispirazione per un potenziale cliente.
– si possono
collezionare i propri oggetti favoriti per non dimenticarli.

Abbiamo visto che oltre allo store a Etsy hai un Flickr e un blog tutti chiamati ::sämyii::, da dove viene questa nick?
Si, ormai sono conosciuta da tutti come ::sämyii:: e questo permette di identificare subito i miei spazi. Il nome nasce da un soprannome riadattato in chiave fantasiosa.


Internet, i blogs, flickr sono solo un mezzo per socializzare o ti offrono delle altre possibilità ?

Il mio blog viene utilizzato principalmente per aggiornare le date dei mercatini a cui partecipo, in modo che i miei più affezionati clienti possano trovarmi e ritrovarmi.

Con Flickr invece è tutta un’altra cosa, mi ha aperto tantissime possibilità. Ho conosciuto tantissime persone con i miei stessi interessi e gusti e, tramite alcuni gruppi ci si scambiano consigli su ogni tipo di argomento.
Le mie foto sono state più volte pubblicate su riviste e cd in paesi diversi e mi sono state offerte tantissime altre opportunità. In più sono felicissima di ricevere ogni giorno tanti complimenti per quello che faccio e questo davvero da una carica unica. La visibilità che offre Flickr è davvero diversa da tutte le altre.


Oltre a
Etsy dove si possono acquistare i tuoi lavori?

Naturalmente chi è di Macerata può trovare i miei lavori nella mia bancarella: per sapere le date basta seguire il mio blog!

Sto aprendo un negozietto on-line su Dawanda.com, ovvero un Etsy alla europea, più pratico per le spedizioni visto che non si paga la dogana, e con tutti i prezzi in €.

Inoltre sto iniziando delle altre collaborazioni sia con negozi web che non… presto vi farò sapere.


Abbiamo visto che sei stata inclusa in un libro di manualità “I LOVE HANDICRAFT: 56 craft creators’ interview and diy tips”, com’è che una ragazza di Macerata arriva in Cina?
Sono stata contattata tramite Flickr, uno degli editori ha scovato i miei lavori e gli sono piaciuti. Nel libro sono raccolti lavori di 56 creativi di tutto il mondo, con interviste, foto e contatti, una grandissima opportunità per me.
Sempre con gli stessi editori è probabile che partecipi ad un nuovo libro… ma per adesso non posso svelare di più.




Chiunque voglia contattare Diana, può farlo tramite internet! Diana realizza oggetti personalizzabili anche su richiesta!

Grazie mille Diana!!! a presto allora su Etsy o in occasione dei mercatini dell’artigianato a cui parteciperai!

by giovi

Dante Ferretti, un compleanno da Oscar

February 26, 2008, 4:41 pm

Dante Ferretti non avrebbe potuto festeggiare in modo migliore il suo 65esimo compleanno. La notte degli Oscar lo ha infatti premiato con la seconda statuetta, assieme alla moglie Francesca Lo Schiavo, per la scenografia di “Sweeney Todd” di Tim Burton. Un premio, questa volta, del tutto inaspettato come ha ammesso lui stesso, e per questo probabilmente ancora più bello di quello vinto nel 2005 per la scenografia di “The Aviator”, di Martin Scorsese.
Un premio che inorgoglisce Macerata, la sua città.

Image
2005…

…2008
Image

E ora tutti aspettano la sua Carmen allo Sferisterio.

Di seguito, l’intervista rilasciata a Quotidiano.net.

Los Angeles, 25 febbraio 2008 –

Dante Ferretti ha vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura nel film di Tim Burton ‘Sweeny Todd’. Scherza felice per la vittoria, insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo. ”Dovremo far rinforzare la mensola del cammino: dovrà reggere quattro Oscar”
E’ giunta inaspettata questa vittoria. Non ci speravano. ”Ero sicuro al cento per cento che l’Oscar venisse dato a ‘Il Petroliere’ – afferma Ferretti – Sono rimasto veramente sorpreso quando ho sentito il mio nome. Non mi ero preparato neanche il discorso”.
Dal palco del Teatro Kodak Ferretti ha tenuto a ringraziare soprattutto il regista Tim Burton: ”E’ un regista fantastico”. Ha ringraziato anche il protagonista Johnny Depp. E la Academy.
”Spero di non avere dimenticato nessuno – afferma pochi minuti dopo avere vinto l’Oscar – non mi ricordo più che cosa ho detto”.
Ferretti è giunto a Los Angeles da Boston, dove sta lavorando al nuovo film di Martin Scorsese. Proprio con Scorsese aveva vinto il suo primo Oscar con ‘L’Aviatore’. ”Durante il discorso di ringraziamento temevo di cadere in una gaffe – spiega Ferretti – Temevo di confondere Scorsese con Burton e ringraziare il regista sbagliato”. Una possibilità comprensibile visto l’intenso legame di collaborazione tra Ferretti e Scorsese.
Ma anche con Burton ha lavorato molto bene. ”All’inizio le scenografie di ‘Sweeney Todd’ dovevano essere create via computer – spiega l’art director – poi abbiamo deciso di costruire scenografie reali.
Doveva essere una Londra tenebrosa. Abbiamo creato quasi tutto in bianco e nero, facendo una eccezione per il rosso: il colore del sangue, del giudice e della casa”.
”Lavorare con Tim Burton è stata una cosa veramente fantastica – aggiunge Ferretti – E’ un grande artista e già avere la possibilità di lavorare con lui è un premio. Mi ha aiutato ad aprire ancora di più la mia visione, ad approfondire la mia conoscenza del tema da sviluppare. Una grande esperienza”.

Ma resta la incredulità, in Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, per un successo agli Oscar tante volte sfiorato e così spesso non raggiunto. ”Abbiamo accumulato sedici candidature in famiglia – afferma Ferretti – e adesso sono venuti anche quattro Oscar”. Troppe volte in passato avevano visto premiare colleghi con un lavoro inferiore per l’effetto domino di un film che vince in tutte le categorie anche dove non meriterebbe.

”Questi Oscar adesso non ce li può portare via nessuno – afferma Francesca – ma non avrei mai pensato che questo potesse essere l’anno buono”.
”Questa seconda vittoria è forse ancora più bella della prima – afferma Ferretti – ma non faccio ingiustizie. Per me questi Oscar sono due gemelli. Dopo il successo con ‘L’Aviatore’ è una conferma dell’apprezzamento per il nostro lavoro. Una cosa che mi fa molto piacere”.
”Dedico questo Oscar a tutte le persone che fanno il mio mestiere”, prosegue Ferretti che si è fatto prestare dalla moglie anche il secondo Oscar e dopo averli ammirati in silenzio comincia scherzosamente ad alzare le braccia, usandoli come pesi in palestra, ancora quasi incredulo che i due ‘gemelli’ non siano finiti nelle mani rapaci de ‘Il Petroliere’.

Image

Per saperne di più:

Ferretti inizia la sua carriera cinematografica come assistente nel film “Il Vangelo secondo Matteo” (1964) di Pier Paolo Pasolini, con il quale continua a lavorare, questa volta in qualità di scenografo, in opere importanti come “Medea” (1969), “Decameron” (1971), “I racconti di Canterbury” (1972), “Il fiore delle mille e una notte” (1974) e “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975).
Si trova quindi a collaborare con numerosi altri registi italiani, tra i quali Elio Petri, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Luigi Comencini, senza dimenticare Federico Fellini, la cui arte era totamente opposta a quella realista di Pasolini. Con Fellini Ferretti lavora per “Prova d’orchestra” (1979), “La città delle donne” (1980), “E la nave va” (1983), “Ginger e Fred” (1986) e “La voce della luna” (1990).
Circa verso la metà degli anni ’80, Ferretti comincia ad essere chiamato a lavorare al di fuori del panorama cinematografico italiano. La sua prima prova internazionale arriva nel 1986, quando collabora con il regista Jean-Jacques Annaud per la versione cinematografica de “Il nome della rosa”, tratto dal romanzo omonimo di Umberto Eco. Nel 1989 e nel 1990 ottiene due nomination all’Oscar, insieme alla moglie, Francesca Lo Schiavo, sua abituale collaboratrice, per il suo lavoro ne “Le avventure del Barone di Munchausen” dell’ex-Monty Python Terry Gilliam e dell'”Amleto” di Franco Zeffirelli.
Debutto a Hollywood con Martin Scorsese, conosciuto anni prima a Cinecittà, sul set del film di Fellini (di cui Scorsese era un grande ammiratore) di “La città delle donne”, per il quale diventerà un collaboratore indispensabile, per il film “L’età dell’innocenza”, che gli vale la terza nomination dell’Academy. La quarta arriva nel 1994 per “Intervista col vampiro” di Neil Jordan.
La collaborazione con Scorsese intanto continua con altri film, quali “Casino”, “Kundun” (scenografie e costumi che gli valgono la quinta candidatura), “Gangs of New York” (per il quale ha ricostruito la New York di fine ‘800 nei teatri di posa di Cinecittà) e “The Aviator” che frutta a lui e alla moglie Francesca Lo Schiavo l’ambita statuetta.

by Matteo Zallocco

Il fantastico mondo delle Viperette: donne moderne

December 12, 2007, 3:36 pm

Per quei due-tre maceratesi che ancora non le conoscono: andate immediatamente qui.

E poi gustatevi la loro intervista (ma solo se avete il siero…).

Image
Una delle foto (gennaio) del calendario Viperette 2008… :)

Alina, ci presenti la squadra delle Viperette definendo con un aggettivo ognuna di voi…
Cominciamo subito con le domande difficili, eh??!!! Il fatto è che siamo tante e ognuna ha molte sfaccettature quindi non è così immediato scegliere una caratteristica ma proviamo a mescolare aggettivi e soprannomi e vediamo che viene fuori: Shamps la ballerina ambiziosa ma con un cuore grande, Vipcia l’economista saputella dagli occhi blè, Rughina l’ost(etr)ica tenebrosa, Vipchica la professionista che “ringhia”, Vipgrisu la regina dei fornelli, Bea l’imprenditrice controvoglia, Giovi l’artista mancata, Vipflony la folkloristica, Sara la multilingue (come parla curidoniense lei???!!!), Viphuron l’amazzone iperattiva solo di giorno, Simo la conquistatrice di tronisti latitante, Marika l’assistente sociale, la new entry che ci voleva.

Come è nato il blog delle Viperette?
Il blog è nato praticamente da uno scambio ingestibile di mails, ma emozionalmente è nato da un atteggiamento nei confronti degli altri, del mondo e di noi stesse che noi Viperette abbiamo scoperto di condividere. Mi spiego meglio: molte di noi si conoscono da anni, altre si sono aggregate da poco. Ad un certo punto della nostra vita abbiamo sentito il bisogno di stringere il rapporto tra di noi. Tutto è avvenuto molto naturalmente e abbiamo iniziato uno scambio giornaliero di mails in cui raccontavamo a tutte le altre di noi, di cosa ci accadeva sempre con un po’ di pepe. Nello stesso periodo sono iniziate le serate donne durante le quali ci incontravamo per far niente, solo chiacchierare e divagarsi un po’. Ad un certo punto lo scambio di mails è diventato ingestibile, 60-70 al giorno e allora abbiamo cercato un nuovo strumento di comunicazione che oltre a facilitare i rapporti tra di noi ci permettesse di aprire ad altri il nostro modo di fare e di pensare. Così è nato il blog!

E come è nato il nome “Viperette”?
Naturalmente anche nelle e-mail, la nostra indole di donne emergeva prepotente e non mancavamo di sparlare di gente, fatti e situazioni finchè un bel giorno, la nostra Shampyst, dopo aver scritto una innocente cattiveria si è autoaccusata affermando “Certo che sono proprio una bella viperetta!” La parola Viperetta è stata una folgorazione, in quel termine simpatico ci siamo ritrovate immediatamente e oggi noi ci sentiamo davvero Viperette dentro.

Image
Alina (prima).

Image

Alina (dopo esser diventata una Viperetta).

Cos’è che vi fa più incavolare di Macerata e cosa, invece, vi piace di più?
Molte di noi sono innamorate di Macerata, anche se poi c’è chi viene da BR (Brescia, ma questa la capiamo solo noi) o chi passa gran parte della vita a Roma o ancora chi ci tiene a dire che è di Corridonia. Ci piace l’arte, la cultura, l’aria che si respira, la qualità della vita che sicuramente è elevata. Non ci piace l’immobilismo, il continuo essere uguale a se stessa e il poco spazio che viene dato ai giovani, alle donne e al talento.

Cosa farebbe una Viperetta se diventasse sindaco di Macerata?
Una Viperetta sindaco di Macerata?? Innanzitutto non ci sarebbe un solo sindaco ma un gruppo di lavoro perché noi ci muoviamo solo in toto. Di cose da fare ce ne sarebbe un’infinità, e prioritarie: toglieremmo le chiavi dello Sferisterio a CM Viaggi, organizzeremmo eventi che animassero un po’ la città (tipo danza per tutti con Shamps), ad ognuno il lavoro che gli piace, meno chiacchiere e più fatti. I contro di un governo di Viperette: ci metteremmo una vita a prendere qualsiasi decisione!!!

Quali sono i posti che frequentate più spesso?
Pistello’s è uno dei nostri punti di ritrovo preferiti ma al Why ci chiamano per nome e qualcuno dei camerieri è molto contento di vederci arrivare. Stiamo sempre molto attente a non prendere il tavolo onda lungo il corridoio perché si sentono solo i discorsi di chi ti sta di fronte e passiamo la serata a chiederci “Eh, che stanno dicendo laggiù? Che dici? Di chi parli!!!” Insomma un bel caos!

Un breve racconto di una recente serata che avete passato insieme…
Penso che una serata memorabile sia quella della nostra iniziazione. Eravamo a casa di Angela (Huron), all’epoca non ancora sposata, ci siamo chiuse tutte, ma proprio tutte in bagno e per l’occasione c’era anche Piuma, il cane di Angela che mangia la fava e beve lo spumante (tale cane tale padrona). Lì abbiamo consumato il fantastico rito che solo le donne possono capire di fare tutte pipì, dopodiché abbiamo fumato una sigaretta e brindato a noi! Dall’esterno possono sembrare sciocchezze da teen agers, per chi c’era emozioni memorabili! Altro momento magico e indimenticabile il week end romano in occasione dell’addio al nubilato di Huron, ci si potrebbero scrivere pagine e pagine.

A quale film e a quale canzone paragoneresti le Viperette?
A costo di sembrare scontate il film forse è Grease e un po’ “Le ragazze del coyote ACLI” e più di una sola canzone: “Quello che le donne non dicono” della Mannoia ma condita con un po’ di ritmo alla “Maracaibo” o “Tanti Auguri” della Raffaellona Carrà che adoriamo e che è il nostro cavallo di battaglia in tutti i Karaoke del mondo.

Tre nomi di donne italiane da ammirare…
Sofia Loren per la bellezza, la Ventura per come si veste, la Montalcini perché non molla….

Le Viperette sono più di destra o di sinistra?

Fondamentalmente alle Viperette frega ben poco di politica, a noi interessa che le cose siano fatte nel migliore dei modi e secondo l’interesse generale mentre ci sembra che i politici agiscano in primis secondo i loro interessi perciò li snobbiamo, a parte qualche rossa e qualche nera…..

Meglio Costantino o Andrea B. come tronista?
Andrea B. e tutti gli uomini normali fatti di ciccia e simpatia, non palloni gonfiati che si sentono al centro del mondo, anche perché al centro del mondo vogliamo starci noi….. Non c’è l’opzione Cannavaro?????

Cosa pensate dei ragazzi maceratesi?
Mi viene da rispondere con una massima della nostra VipSara: “Il cervello degli uomini è semplice da capire: emisfero destro sesso, emisfero sinistro calcio.” A parte gli scherzi (ma la verità si dice scherzando) i ragazzi maceratesi, un po’ come tutti i ragazzi del mondo, non hanno ancora capito come vanno prese le ragazze maceratesi e avrebbero bisogno di corsi intensivi di recupero ma noi che anche se siamo Viperette, siamo molto comprensive, vi accettiamo come siete. Noi abbiamo smesso di cercare il principe azzurro e non vi chiediamo il cavallo bianco ma un po’ più di classe, umorismo, intelligenza non guastano. Ah e a due cuori e una capanna non ci crediamo neanche un po’.

E quale consiglio dareste alle ragazze maceratesi?
Ragazze maceratesi meno puzza sotto il naso please e buttatevi nella mischia! E’ facile restare a guardare e criticare, molto più difficile agire ed accettare le critiche!! Un po’ più di iniziativa e un po’ meno divismo.

Image
Le Viperette in tenuta da trasferta.

by Matteo Zallocco

Tutti pazzi per la moderatrice

June 5, 2007, 11:37 pm

Che fine ha fatto Franci?
Dice di essersi trasferita a Jesi per lavoro. Ma…

Image
…Ricordate come la guardava Bobo Vieri l’anno scorso?!

…Non aggiungo altro, vi dico solo di acquistare Ciak, che ha concesso solo per noi l’anticipazione della copertina del prossimo numero… :)

Image
Ma anche Scamarcio lavora in banca… :)

Comunque Franci ha trovato il tempo per rispondere alle domande via email.

Nome: Francesca
Cognome: Petritoli
Data e luogo di nascita: 14/08/78 Corridonia

Professione (parlaci del tuo nuovo lavoro): Eh si, ho un nuovo lavoro (anche se potrei considerarlo il mio primo lavoro “serio”;). Impiegata di banca. Si dice così? Come spesso accade è successo quasi tutto per caso. Selezione fatta ad ottobre “en passant”. Non rientrata negli assunti nell’immediato. Iniziato un lavoro a mc. Chiamata della banca dopo una settimana dalla firma del contratto. Due giorni di crisi e l’accettazione. Sono stata con l’affiancatore (che tra l’altro mi è toccato ospitare pure a casa a Jesi) fino a venerdì. I problemi inzieranno questa settimana, quando sarò da sola contro tutti! Incrocio le dita! Pensatemi!
Due aggettivi per autodefinirti: Autoironica e permalosa (ah dimenticavo, coerente).

Image

La tua Corridonia ha appena eletto un sindaco donna (Nelia Calvigioni). Cosa ne pensi? Hai seguito la campagna elettorale?
La politica della mia città sinceramente non mi ha mai interessato più di tanto, a differenza di quella a livello nazionale. La campagna l’ho seguita poco non essendo stata a Corridonia in questo periodo ma in ogni caso più degli altri anni (principalmente perchè una mia amica era in una delle liste). Sono felice di questa vittoria: un’aria di cambiamento non può far che bene a Corridonia. E se ad essere protagonista è una donna ancora meglio!

Cosa ti piace e cosa non ti piace della tua città?

Che dire di Corridonia. Non si può dire che io non l’abbia vissuta. Nata e cresciuta qua. I lati negativi sono tanti e c’è stato un periodo della mia vita in cui ho rifiutato a priori un po’ di tutto: gli ambienti, le persone soprattutto. Poi quando cresci e ti fai la tua vita, i tuoi interessi e i tuoi giri e sei più sicura di te stessa riesci ad apprezzare quelle piccole cose che comunque sono nelle varie realtà che ci circondano, dalle persone alla mia città. Eccomi ad esempio presente ogni anno alla contesa della Margutta :)
Per maggiori approfondimenti consiglio la lettura del topic “Corridonia” su Macerata da Vivere in cui parlo della mia amata Villa Fermani e vi strappo una lacrimuccia :)

Quali sono secondo te i tre luoghi più belli delle Marche?
Così in velocità mi vengono:

Portonovo, il passetto in Ancona, la vista sul porto dalla cattedrale di San Ciriaco (dovrei trasferirmi in Ancona? ) Posso aggiungere Torre di Palme?
Però magari sono luoghi in cui sono stata più o meno recentemente e che sono più vivi nella memoria e che, soprattutto, sono legati ad esperienze o persone in particolare. Sono comunque dell’idea che posti semplicissimi possono diventare stupendi se associati a situazioni particolari.

I tre locali della provincia che ti piacciono di più?

Questa domanda è difficile, dato che la mia passata stagione invernale me la sono praticamente passata in un pub che voi conoscete.. :)
E in più della provincia? Comunque direi il Taranta ormai “defunto”, Il Cafè de mar, perché ci sono tornata sabato, e,anche se è un po’ che non ci entro, non posso non inserire il Moon’s di Corridonia.
Ma forse vale anche qua la storia del luogo, e cioè l’associazione locale/luogo- esperienza vissuta.

Image
Franci in Belgio festeggia l’Italia Campione del Mondo.

Sei stata la prima ragazza moderatrice del sito, secondo te per quali motivi il numero delle ragazze che frenquetano la community è molto inferiore rispetto a quello dei ragazzi?
Quante volte nel forum ci siamo posti questa domanda! Che posso dire, io so che il forum è stato ed è ancora “un posto in più”, dove sei a contatto con persone che magari incontri poi la sera per strada e conosci per la prima volta, dove se ti va hai la possibilità di scrivere cose di cui sicuramente hai la possibilità di parlare anche nella vita reale o forse no, insomma ognuno è libero di fare quello che vuole e, “usato” nei limiti, io ho visto nel forum sempre un’occasione in più per scambiarsi idee, parlare di cose semiserie così come delle cavolate più assurde.
Perché le donne non scrivono? Non lo so, forse perché fanno meno gruppo, non vanno nei luoghi che non conoscono, sono più misteriose, a volte si prendono troppo sul serio, facendo finta di avere altro a cui pensare. Forse anche perché un po’ hanno meno dimestichezza con la tecnologia.

Ci puoi sintetizzare in poche righe i concetti più importanti dei trattati elaborati dal Cadf (Comitato amiche della Franci)… :)
Eh eh, ti sembra facile! In una riga potrei scrivere che, quando va bene, l’uomo è un “broccolo”. È si, il capostipite della dinastia della razza maschile descritta nel trattato, alla luce dei suoi successori, ci sembra un signore…
Prendendo un po’ più di spazio e diventando un po’ (poco) più seria potrei dire che negli ultimi tempi l’uomo ha qualche difficoltà. E non ci venite a dire che è colpa della donna che è cambiata. Ebbene, se le donne sono riuscite a cambiare, peraltro adattandosi a volte al comportamento degli uomini, anche l’uomo può farlo; svegliarsi, capire cosa le donne vogliono.
Noi donne siamo complicate e lo ammetto, ma a volte basterebbe così poco per farci contente, come un po’ più di comunicazione. Attenzione, comunicazione, non conversazione.

Image

Il Cadf al completo.

Due aggettivi per definire i ragazzi maceratesi? E due consigli per loro?
Beh io direi che si può andare oltre la distinzione tra ragazzi maceratesi e non, tanto mi sembra tutto il mondo sia paese. Penso che i ragazzi debbano avere un po’ più coraggio. Coraggio di comunicare, di dire quello che pensano, di “provarci” con una ragazza se sono minimamente interessati, di lasciare se non lo sono più. Ma ci sarebbe tanto da dire…

Ora qualche risposta diretta, scrivi i primi nomi che ti vengono in mente.
Un utente di secondopiero che non hai ancora conosciuto di persona e ti piacerebbe incontrare?
Fino a poco tempo fa avrei risposto Filosofy, nuova ragazza in questo sito di uomini. Troppo curiosa di conoscerla. Ora che ho avuto l’occasione di incontrarla rispondo GC.

L’utente (maschio) più simpatico del sito? Quello più affascinante? E quello più intellettuale?
Guido.
Bastò (come rispondere diversamente)
Andrea (prima di conoscerlo di persona eh eh)

_Paragona tre utenti della community a tre personaggi famosi.
Questa è l’ultima a cui rispondo e non mi viene in mente niente… in più è tardi e c’ho un sacco da fare oggi… Ci posso pensare un po’? :)

_Il personaggio televisivo che ti attrae di più?
Fiorello, televisivo e non solo. Il suo Viva Rai2 mi fa morire!

_Qual è secondo te il problema più grande che deve affrontare oggi l’umanità?
Conciliare il liberalismo economico e la ricchezza che ne deriva con la contemporanea povertà di una buona percentuale di abitanti del pianeta.

_E il tuo sogno più grande?
Una vita serena per me e per i miei familiari. Le cose buone possono accadere e i sogni si possono realizzare solo se si sta bene con sé stesso.

by Matteo Zallocco

Gianfranco contro tutti

June 1, 2007, 4:24 pm

…Un po’ Funari, un po’ Grillo, molto Peter Pan. Ecco GC, un vero e proprio personaggio che avrà fatto sicuramente incuriosire in molti con i suoi post nella più frequentata comunità maceratese online. Ed anche nella vita politica cittadina è uno di quelli che non le manda a dire…

Image
Intellettuale.

Nome: Gianfranco.
Cognome: Cerasi.

Data e luogo di nascita: Macerata “granne”, 20 febbraio 1966 (anno mitico, dopo di noi il diluvio).
Professione: Ho firmato un contratto di riservatezza che mi impedisce di parlarne, però posso dirti che lavoro con mio padre.
Cosa fa mio padre? Ha firmato un contratto di riservatezza che gli impedisce di parlare…
Due aggettivi per autodefinirti: padrone di nulla, servo di nessuno: politicamente uno scassacazzi.

Cosa ti piace e cosa non ti piace della città di Macerata?

Se rispondessi compiutamente sul “non mi piace” ci sarebbe abbastanza materiale per fare un libro degli orrori.
Di sicuro non mi piacciono quelli che chiamo “intellettuali organici”, cioè fancazzisti di professione (imbucati nelle Scuole, nelle Università e negli Enti, nei Sindacati), che fanno finta di essere colti e “strutti” ma sono solo dei poveri mediocri, privi di fantasia.

Image
Pensieroso.

Le prime tre cose che faresti se fossi sindaco?
1) Potenziamento raccolta differenziata e chiusura Cosmari.
2) Riduzione Consigli di amministrazione di partecipate, controllate, ecc. comunali.
Manderei, finalmente, un buon numero di membri e presidenti (pagati per non fare nulla) a lavorare.
3) Taglierei i ponti tra i faccendieri ed i politicanti maceratesi.
Che fai mi sponsorizzi la candidatura?

Alle ultime elezioni eri candidato per un posto da consigliere comunale. Da quanto tempo segui attivamente la politica cittadina? Quali incarichi hai avuto?
Discutere/vivere/lottare in politica mi è sempre piaciuto, fin da quando avevo ancora i capelli lunghi (cioè ormai una vita fa).
Dovrebbe essere l’unico motivo dell’impegno in politica: “fare bene il bene comune”.
Credo che interessarsi -disinteressatamente – della politica sia una “missione”… Solo che oggi vedo pochi “missionari” in giro.

La mia “carriera” è presto detta:

Rappresentante degli studenti a Ragioneria (1982-87) e nel Distretto Scolastico Provinciale 12 (1985-1987).
Segretario cittadino del PSI (1993-1994, poi si è sciolto) e dello SDI (2000-2006 quando ho lasciato, dopo che il partito ha quasi raddoppiato i voti rispetto alle precedenti comunali). Sono anche stato Consigliere di Circoscrizione (Manzoni-Marche) dal 1994 al 1997.
Ho sempre rifiutato, quelle poche volte che me l’hanno proposto, incarichi politico/amministrativi negli enti.

Come hai visto cambiare questa città nel corso degli anni?
La città è cambiata, e non in meglio.

Da 30 anni i palazzinari governano, indirettamente, la città: il sodalizio sul mattone DC/PRI non è mai cessato e i risultati (nefasti) si vedono ovunque.

Il tuo giudizio sul sindaco Meschini e sul presidente della Provincia Silenzi?
Guarda che ore sono… Si è fatto tardi… Tanti altri impegni… E’ stato un piacere….

Quali sono stati secondo te il miglior sindaco di Macerata e il miglior presidente della Provincia?
Perché mi fai domande a cui non è possibile rispondere?

Ce ne sono mai stati? Quale è la domanda di riserva?

Tre maceratesi che ammiri particolarmente?
Oltre il sottoscritto?

Totocomunali 2010, prova a indovinare (due nomi secchi) chi saranno secondo te i candidati sindaco del centro-destra e del centro sinistra…
Se vuoi una risposta certa faresti meglio a chiederlo alla “Triade” politico affaristica locale.
Di nomi ne girano tanti, ma per il momento nessuno è in pole position.

Il tuo pensiero sull’attuale situazione politica italiana?
Da una parte c’è la voglia di dire “mandiamoli tutti a casa” dall’altra il popolo è quello che è: meschino e vigliacco con i potenti e arrogante con i deboli.
I costi della politica si sono gonfiati a dismisura (le tangenti girano come e più di prima) e solo da noi la classe politica viene “pensionata” solo quando finisce sottoterra.
Il potere è una brutta bestia e i “giovani politici” nostrani non hanno alcuna capacità per domarla ma sono asserviti ad essa: potere, onori, soldi…

Image
Sognatore.

Chiudiamo la lunga parentesi politica.
Quali sono secondo te i tre migliori ristoranti della provincia tenendo presente il rapporto qualità-prezzo?

Ristorante dei Conti (Cingoli);
Lord Byron (Appignano);
Casa dei miei nonni (purtroppo ora definitivamente chiuso).

Come hai conosciuto la più frequentata comunità maceratese online?
Casualmente: facendo una ricerca sul mio nome, in internet, è venuto fuori che comparivo su www.secondopiero.com: sono andato a vedere, mi sono iscritto…
Ed ora vi toccherà sopportarmi fino alla fine dei tempi!

Un utente del sito che non hai conosciuto di persona e ti piacerebbe incontrare?
Se ci fosse la possibilità vorrei avere tempo di conoscerli tutti.
Ognuno dei frequentatori del sito ha caratteristiche ed idee interessanti, magari alcune contrastanti tra di loro ma se c’è la possibilità di far funzionare il cervello è sempre una buon cosa. Dal confronto nascono nuove idee, nuovi progetti, nuove avventure, nuove amicizie.
(Rileggendo l’ultima riposta mi sono accorto di aver dato una riposta che potrebbe sembrare politicamente-ruffiana, ma è la verità).

Il tuo sport preferito e la tua squadra del cuore?
Passati gli anni delle “Coppe Davis” al Pozzo (lo sport era bere il più possibile birra e whisky e tornare a casa, a piedi, con le proprie gambe dopo averci provato con tutte le ragazze presenti – dentro e fuori dal locale – ) oramai solo sport “meditativi” di squadra (tre/sette o, quando voglio fare qualcosa di “estremo” gioco a “rovescì”.
La squadra è il grande, meraviglioso, unico Milan (7 coppe campioni, quasi tutte con la tv a colori… Mica siamo l’Inter).

Ci parli degli “Amici di Beppe Grillo”, il club di cui fai parte? Cosa ti piace del “comico” genovese?
Non è un club, ma una libera associazione di persone che si è particolarmente stufata di come vanno le cose in Italia.
Si riuscirà a cambiare qualcosa? Se non ci si prova non lo si saprà mai.
Del comico mi piace quel suo parlare senza dover chiedere permesso ai “potenti” anche se non sempre sono d’accordo su tutto quello che dice.
Lo abbiamo invitato per luglio/agosto a Macerata, chissà se viene a fare un suo spettacolo allo Sferisterio…

Image
Con la sindrome di Peter Pan.

Infine, dicci cinque cose che non sappiamo di te in dialetto maceratese…
Mi prendi alla sprovvista, del dialetto maceratese so pochissimo.
Magari mi “scappa” qualche parola mentre parlo ma onestamente non posso dire di conoscerlo.

Domanda aggiuntiva.

Allora cinque cose che non sappiamo di te nella lingua che preferisci.
Una sono sicuro che interessi più le ragazze che i ragazzi…
Per le restanti quattro potrei definirmi:
sognatore, leale, onesto, simpatico (spero) con il complesso di Peter Pan.

Avete qualche altra curiosità su Gianfranco? Fategli qualche domanda qui sotto…

by Matteo Zallocco


aprile: 2017
L M M G V S D
« Mag    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

CM Reporters

Giovi, Matteo Zallocco

CM Photo Album

Piscina,agriturismo il Frutteto

gianna e silvia

da Montalto (MC)

Altre foto

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a questo indirizzo e saranno subito rimosse.

Statistiche

  • 45,994 visite